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PeriodicoUfficialeNazionaledellaCONSAP-C.N.P.S.annoXVInumero03/04Marzo/Aprile2014-RegistrazioneTribunaleCivileRoman.542/99
CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE
Premio sicurezza
Presidi a rischio chiusura,
cresce la protesta
SINDACATOMAGGIORMENTERAPPRESENTATIVODELLAPOLIZIADISTATO
Convenzioni
Convenzione
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Sommario
Sommario
Consap Magazine 2012
CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE
DIRETTORERESPONSABILE
MassimoD’Anastasio
[email protected]
CerimoniaperlaConsegna
dellepantered’argento
premiosiCurezzaConsap2014
COORDINATRICEDIREDAZIONE:
ElisabettaRicchio
CAPOREDATTOREINSERTO
POLIZIASTRADALE:
MarcoDiCeglie
DIREZIONEEDITORIALE
www.consapnazionale.com
ConsapSegreteria
GeneraleNazionale
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Copertina
editoriale
La Consap al Ministro dell’Interno:
inevitabile la manifestazione…
SINDACATOMAGGIORMENTERAPPRESENTATIVODELLAPOLIZIADISTATO
PREMIO SICUREZZA
Tornano le pantere d’argento simbolo…
Il saluto del Segretario Generale Nazionale Giorgio Innocenzi
L’intervento del Vice Capo della Polizia Vicario
Premiata l’azione della Consap
Contro le chiusure dei presidi protesta tutta Italia
Interrogazione contro la chiusura dei presidi a Roma e Provincia
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CONVEGNO IN CAMPIDOGLIO
Incontro in Campidoglio, risparmiare si può
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L’INTERVISTA
Perlequoteabbonamenti:
Abbonamentoordinario
62.00euro
Abbonamentosostenitoreda
82.00euro
 :
Abbonamentoperappartenenti
ForzediPolizia
42.00euro
Prezzodellarivista
8.00euro
Numeroarretrato
10.00euro
Pinto: spese per l’accoglienza, necessarie per salvare vite umane
RegistrazioneTribunaleCivile
diRoman.542del01/11/1999
Stampa:Macofinsrl-Roma
[email protected]
Ministero Infrastrutture e Trasporti vara lo sconto-pedaggio
Polizia Postale, migranti o nativi digitali
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POLIZIA STRADALE
Il nuovo governo riapre la strada all’introduzione del reato
Telecamere contro il fenomeno in crescita delle assicurazioni
Tagli alla sicurezza la scure si abbatte anche sulla Polizia Stradale
Raccolta di firme e mobilitazione, per salvare la PolStrada
Sicurezza nei luoghi di lavoro riunione per il regolamento
"Igiene e sicurezza al collasso”
Siavvertechegliincaricati
alladiffusionenonpossono
essereappartenenti
allaPoliziadiStato
néaForzedell’Ordine.
Inragionediciòviinvitiamo
asegnalareanomalie
rispettoaquantosopra.
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U.P.G.A.I.P. : un ufficio che opera dietro le “quinte”
Dal coisp alla Consap. Vincenzo Ciulla
Consap, la spending review rischia di aiutare pedofili
Ispettorato Viminale, alte professionalità
Tutta Europa nella morsa dei tagli sulla sicurezza Eurocop
Obama a Roma, fa i complimenti ai poliziotti
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Editoriale
Consap Magazine 2014
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La Consap al Ministro dell’Interno:
inevitabile la manifestazione senza
riordino carriere e sblocco salariale
Giorgio Innocenzi
Segretario Generale
Nazionale Consap
Il 25 marzo scorso la Consap nel corso
dell’incontro con il Ministro dell’Interno
on. Angelino Alfano ha evidenziato una
serie di problematiche che da tempo affliggono i poliziotti.
BLOCCO CONTRATTUALE
In questi giorni si sta insistentemente parlano degli stipendi dei grandi manager
dello Stato. Sui giornali è stata pubblicata una sorta di graduatoria. Il tutto è nato dalla azzardata dichiarazione del signor Moretti amministratore delegato
delle FFSS che beneficiando di uno stipendio al netto delle indennità percepisce circa 850mila euro si è permesso di
dire che se il governo dovesse adeguarlo allo stipendio del capo dello stato se
ne andrebbe all’estero. Sinceramente a
noi interessa solo in quanto al fatto che,
stipendi consistenti abbondano nella Pubblica Amministrazione e anche nella nostra Amministrazione. Al contrario gli stipendi dei poliziotti sono fermi da 5 anni,
nonostante promozioni di carriera e gli
assegni di funzione maturati non vengono liquidati. L'attuale condizione di
"blocco del tetto salariale" ha determinato situazioni operative e gestionali del
personale e degli uffici, discutibili sul piano normativo ed al limite del paradosso,
con gravi danni sul piano dell'efficienza
e della funzionalità del sistema sicurezza
e difesa in quanto, il personale a fronte
di maggiori oneri e responsabilità derivanti dall'esperienza di servizio e dalla
qualifica posseduta, percepisce una retribuzione inferiore. Tale situazione va immediatamente risolta con lo sblocco dei
rinnovi contrattuali.
SPENDING REVIEW
La Consap è dell’avviso che le spese per
la sicurezza non devono essere necessa-
riamente una voragine finanziaria. Chiedere però 800 milioni di riduzione di
spesa nel 2015 e 1 miliardo e 700 nel
2016 significa non comprendere né il valore della sicurezza né il funzionamento
del sistema sicurezza. I risparmi di spesa
non si debbono fare seguendo logiche
meramente ragionieristiche. Il bilancio
del Dipartimento della Pubblica Sicurezza oggi è di 7 miliardi e 300 milioni di
euro, di cui 6 miliardi e mezzo sono costituiti da spese incomprimibili del personale, il resto riguarda le indennità di missione, l'ordine pubblico, l'armamento, la
formazione, gli automezzi, la benzina, le
pulizie, il riscaldamento, la manutenzione e gli affitti che ammontano a circa
350 milioni per i canoni di locazione sia
per le caserme dei cc che per i commissariati di ps. Il risparmio complessivamente richiesto, quindi, andrà ad incidere sia sull'operatività delle forze di polizia che sugli organici. Senza contare che
tra i presidi da sopprimere sono stati inseriti uffici e presidi che non hanno costi
per la nostra amministrazione. Siamo
convinti che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza abbisogna di una forte cura dimagrante che riduca drasticamente
la pretora di prefetti, dirigenti generali e
superiori profusa in Dipartimenti, Direzioni Centrali ed altisonanti quanto inutili uffici. Se in tempi brevi non verrà presentata la legge delega per i riordino delle
carriere del personale e non sarà adottato il provvedimento di sblocco retributivo
l’imminente campagna elettorale sarà
contrassegnata da eclatanti proteste di
piazza di poliziotti esausti di promesse
non mantenute e di costanti vessazioni
economiche e professionali. Questa è la
intransigente posizione della Consap
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Consap Magazine 2014
Primo piano
Tornano le pantere d’argento simbolo
del Premio Sicurezza ideato dalla
nostra organizzazione sindacale
Un riconoscimento rivolto agli operatori della sicurezza e a personalità della società civile come ha
spiegato il leader della Consap Giorgio Innocenzi
in un passaggio del suo intervento di saluto. “Il
premio sicurezza il cui simbolo sono le pantere
d’argento sono assegnate da una commissione che
opera una valutazione sui meriti professionali dei
candidati e rappresenta un riconoscimento per
quanti nel campo dell’attività operativa, della giustizia e dell’informazione hanno fornito un determinante contribuito alla sicurezza del Paese”.
Altra novità importante di questa edizione è stata
la ripresa in streaming dell’intera cerimonia fruibile
oltre che sul sito nazionale della Consap anche sui
canali youtube,e garantita dallo staff dell’Alma Technology, una società informatica il cui eccellente
Primo piano
lavoro sta già dando i frutti con i crescenti successi
di visualizzazione del nuovo sito web consap.org.
La cerimonia di consegna come da recente tradizione si è tenuta nella prestigiosa Sala Cristallo
dell’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio a pochi metri dalla sede del Parlamento ed è stata presentata dalla radiosa Antonella Salvucci, presentatrice televisiva ed apprezzata attrice e da un personaggio del mondo dell’informazione il giornalista
della Rai Roberto Amen. Per loro un debutto al
fianco della Consap che si è concluso con reciproca soddisfazione e con la promessa di provare a
replicare questa collaborazione.
Fin dalle prime battute la sala era gremita, cosi che
quando ha preso la parola il Segretario Generale
Nazionale della Consap Giorgio Innocenzi è stato
quasi un obbligo garantire che per la prossima edizione sarà necessario ampliare i posti disponibili.
Poi ha anche detto che “non è causale che questa
cerimonia, che vuole rendere merito a chi si è contraddistinto per azioni eroiche per la sicurezza dei
cittadini si svolga oggi in occasione del primo anniversario della morte di un uomo, il prefetto Anto-
Consap Magazine 2014
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nio Manganelli, il cui ricordo rimarrà indelebile
per tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato”.
In sala il colpo d’occhio vedeva i protagonisti, cioè
i vincitori designati dalla Consap di questa edizione 2014 seduti alla sinistra del tavolo di presidenza, mentre nelle prime file a sinistra alti dirigenti di
polizia fra i quali Giorgio Manari Dirigente Ispettorato P.S. Quirinale, Leonardo La Vigna Dirigente
Ispettorato P.S. Palazzo Chigi, Paolo Capelli Dirigente Ispettorato P.S. Senato della Repubblica,
Massimo Bontempi Dirigente Ispettorato P.S. Camera dei Deputati, Felice Ferlizzi Dirigente dell’Ispettorato P.S. Viminale, Tommaso Ricciardi Direttore
dell’ufficio rapporti sindacali del Ministero dell’interno, Diego Parente Dirigente della Digos, il questore di Viterbo Carmine Belfiore, il Direttore della
Scuola Superiore di Polizia Roberto Sgalla, il Dirigente del Compartimento Polizia Stradale del Lazio
Michele Lafortezza e Cinzia Ricciardi dirigente della Sezione Polizia Stradale di Roma.
L’intervento di Innocenzi ha analizzato le ragioni
del premio ma inevitabilmente è andato a toccare
anche i temi sensibili della sicurezza nazionale al-
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Consap Magazine 2014
le prese con l’ennesima ondata di tagli all’operatività decisa dal Dipartimento un intervento che desta forti preoccupazioni per il futuro della sicurezza nazionale sia dal
punto di vista dell’efficienza
operativa, che sul futuro professionale di migliaia di operatori di polizia, che rischiano da un giorno all’altro di
vedersi chiusa la sede di servizio e gettare all’ortiche altissime specializzazioni conseguite in anni di duro lavoro
come frutto di esperienza lavorativa e superamento di
qualificati corsi di formazione.
Innocenzi ha concluso dando
la parola alla coppia di moderatori per l’avvio della cerimonia di consegna. Il primo
chiamato a ritirare il premio è
stato il Vice Capo della Polizia Vicario prefetto Alessandro Marangoni, che nel corso
di un intervento che riportiamo integralmente nelle pagine dedicate all’evento, ha colto l’occasione per assicurare
alla Consap e a tutti gli interessati che l’Amministrazione
si adopererà per fare in modo che tutta la fase dei tagli
possa essere gestita con un
approccio realistico e improntato ad un concetto di “ragionevole disagio” per tutto il
personale. L’inter vento del
prefetto Marangoni si è concluso con un toccante ricordo
del Capo della Polizia Antonio Manganelli il cui primo
anniversario della morte ricadeva proprio in questo giorno.
Dopo l’intervento del Vice Capo della Polizia Vicario la cerimonia è proseguita con il
Primo piano
Primo piano
conferimento delle altre sette pantere d’argento. E’
stato chiamato al proscenio un investigatore di lungo corso,il dottor Renato Cortese oggi Capo della
Squadra Mobile della Questura di Roma che ha
fra i suoi successi investigativi anche l’arresto del
boss della mafia siciliana Bernardo Provenzano. Il
dottor Cortese ha detto “sono certo che il sindacato
e il Segretario Generale della Consap attraverso
me hanno voluto premiare gli uomini e le donne
della Squadra Mobile della Questura di Roma, sottolineando un compito sociale che non ha solo risvolti di efficienza investigativa ma anche di percezione della sicurezza a vantaggio di tutti i cittadini
romani contribuendo a dare loro fiducia e speranza. Da “mobiliere” sui tagli dico solo che niente
potrà scalfire l’impegno e la passione che ci mettiamo nel fare questo mestiere”
Pantera d’argento per la dottoressa Roberta Bruzzone, criminologa nota al grande pubblico per le
sue consulenze in gravi fatti di cronaca come il delitto di Avetrana e il caso Parolisi, spesso chiamata
alla ribalta per commentare sui maggiori talk show
televisivi fatti di cronaca nera. Da qualche anno in
qualità di presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze Forensi, organizza dei corsi di formazione per gli addetti ai lavori in collaborazione
con la nostra organizzazione sindacale seminari
che riscuotono sempre maggiore successo. Lei stessa ritirando il premio e ringraziando la Consap ha
ricordato il prossimo appuntamento in programma
per la fine di aprile.
Sono stati poi chiamati in successione gli altri destinatari della pantera d’argento della Consap: il Vice Questore Aggiunto Cristiano Bertolotti della Digos di Frosinone, “per essersi reso artefice insieme
ai suoi collaboratori di una brillante operazione
che ha portato all’individuazione ed allo smantellamento di un sodalizio criminale operante in 12 città italiane, resosi responsabile di truffa aggravata
e continuata ai danni dello Stato, finalizzata all’illecito ottenimento di centinaia di diplomi di maturità”. All’Ispettore Superiore Sups Maurizio Meloni,
“per l’alta professionalità, le capacità di coordinamento dell’azione investigativa e la partecipazione
alle fasi dell’operazione che ha portato alla liberazione del giovane imprenditore Andrea Calevo,
prelevato dai rapitori nella sua abitazione di Sarzana e tenuto in ostaggio da un pericoloso sodalizio criminale. All’Ispettore Capo Leo Cianfaglioni
“per aver effettuato un’operazione di Polizia Giudi-
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ziaria, che ha permesso di assicurare alla giustizia
pericolosi criminali, uno dei quali condannato per
l’omicidio di un capitano dei Carabinieri operando
sequestro di armi, droga ed una ingente somma di
denaro e al professor Giorgio De Carolis “per la
vicinanza e gli attestati di stima espressi in molte
occasioni anche di pubblica rilevanza per l’operato delle Forze dell’Ordine. Con la forza delle sue
virtù umane e professionali si è rivelato un prezioso
collaboratore per la profonda conoscenza degli
apparati di sicurezza nazionale e le alte capacità
organizzative, improntate a stili di eleganza e sobrietà che danno lustro alle iniziative intraprese
dalla nostra organizzazione sindacale”.
Un capitolo a parte per i premi conferiti al Sostituto
Commissario Gabriele Fersini ed all’Assistente Lorenzo Lucarini, il premio è stato ritirato da Gabriele Fersini che ha spiegato la vicenda per la quale
la Consap ha deciso di premiarli: “Quella sera ero
libero dal servizio i miei uomini mi hanno chiamato, c’era anche Lorenzo Lucarini perché un imprenditore di Monza per protesta contro le lungaggini
dei lavori dell’Anas che condizionavano da anni la
sua attività commerciale ha minacciato darsi fuoco,
ha preso una tanica di benzina l’ha vuotata per
terra, gli ha dato fuoco e poi è passato sulle fiamme, immediatamente ci siamo gettati su di lui e
grazie anche alla collaborazione di un collega carabiniere siamo riusciti ad evitare il peggio, riportando, io ustioni di primo e secondo grado e il collega ustioni di primo, secondo e terzo grado. Fortunatamente Lorenzo Lucarini sta bene è uscito ieri
dall’ospedale dopo che si è reso necessario anche
un intervento chirurgico.
La cerimonia si è poi conclusa con il conferimento
di attestati di merito al Direttore del Servizio Polizia Stradale dottor Giuseppe Bisogno,premio consegnato dal Segretario Nazionale della Consap
Stefano Spagnoli al Sostituto Procuratore Flaminio
Monteleone, consegnato dal Segretario Nazionale
della Consap Raffaele Tavano e in conclusione consegnato da Elisabetta Ricchio anch’essa Segretario
Nazionale del sindacati di polizia, l’attestato all’imprenditore romano Simone Cicchetti.
La chiosa finale del giornalista Roberto Amen è stato un grazie a tutti sottolineando che questo evento
è stata una delle cose più partecipate dalla sua
carriera professionale. Per questo la Consap lo ha
ringraziato, dando a tutti appuntamento al prossimo anno.
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Primo piano
Il saluto del Segretario Generale
Nazionale Giorgio Innocenzi
Gentili ospiti e colleghi,
in apertura di questo mio breve intervento vorrei rivolgere un sincero e caloroso saluto a tutti i partecipanti e ai valenti giornalisti e conduttori televisivi Roberto Amen e Antonella Salvucci per aver accettato
di presentare l’edizione 2014 del nostro premio sicurezza.
La Consap, com’è noto, ormai da oltre dieci anni
assegna questo riconoscimento a quanti nel campo
dell’attività operativa, della giustizia, dell’informazione, della politica hanno contribuito in modo determinante alla sicurezza del Paese.
L’iniziativa è finalizzata alla promozione di politiche attive della sicurezza e di diffusione della cultu-
ra della legalità.
La sicurezza, dal latino “sine cura” senza preoccupazione, può essere definita come la "conoscenza
che l'evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati”.
La sicurezza totale si ha in assenza di pericoli. In
senso assoluto, si tratta di un concetto difficilmente
traducibile nella vita reale. Solo l’intervento di un
apparto di sicurezza efficiente può rendere più difficile il verificarsi di eventi dannosi e di incidenti e
si traduce sempre in una migliore qualità della vita.
La sicurezza è un bene essenziale per ogni cittadino. Anzi, è la premessa necessaria per godere appieno dei propri diritti quotidiani, per vivere con li-
Primo piano
bertà nella propria città. La sicurezza è un bene prezioso, soprattutto per i più deboli: gli anziani e i
bambini. La sicurezza è la condizione per moltiplicare le potenzialità di lavoro e di benessere economico e sociale.
Quando si parla di sicurezza ci si riferisce al rispetto di un quadro normativo e comportamentale che
trova riscontro non solo nella legislazione penale,
ma anche nei criteri di giustizia impositiva, in una
struttura di servizi pubblici efficienti e puntuali, in
sintesi nella giustizia sociale.
Quella della sicurezza è oggi una delle prime preoccupazioni dei cittadini.
La gente chiede sicurezza per poter vivere, operare, progredire in pace. Purtroppo, sono ancora troppo diffusi, nonostante il grande e professionale lavoro degli addetti alla sicurezza, i comportamenti illegali, arroganti e prepotenti che minacciano la sicurezza e la serenità dei cittadini. Nonostante la
sua importanza però la parola sicurezza non è stata neppure indicata nel discorso programmatico del
nuovo Presidente del Consiglio.
Nonostante ciò siamo fiduciosi che la sicurezza possa rientrare tra le priorità di questo governo.
Dal 2008 ad oggi, i tagli lineari per oltre 4 miliardi di euro hanno determinato una contrazione degli
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organici delle forze dell’ordine superiore alle 30 mila unità, una riduzione di circa 20 mila automezzi
ed un insidioso innalzamento dell’età media degli
operatori di polizia. La nostra Amministrazione proprio in questi giorni in ragione di una necessaria
spending review si accinge a chiudere oltre 260
presidi in tutta Italia. E’, perciò, evidente che il livello di efficienza dei servizi tesi a garantire sicurezza
è stato in parte compromesso. Noi dobbiamo lavorare per far comprendere a tutti che la sicurezza
non deve essere considerata un mero costo, ma, viceversa, un investimento indispensabile a vantaggio
della collettività e dell’economia del nostro Paese
Contribuire a garantire sicurezza è dunque un impegno prioritario.
In tale ottica la Consap assegna ogni anno questo
riconoscimento, costituito dalla “pantera d’argento”, appositamente realizzata, per premiare tutti coloro che hanno acquisito particolari benemerenze
nel settore nella speranza di contribuire a far raggiungere al Paese traguardi sempre più elevati di sicurezza e di legalità.
Passo dunque molto volentieri il microfono ai due
conduttori per chiamare sul palco le personalità selezionate per l’anno 2014 dal Comitato Promotore.
Grazie.
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Consap Magazine 2014
Primo piano
L’intervento del Vice Capo della
Polizia Vicario Alessandro Marangoni
Un saluto affettuoso a tutti quanti voi, al Segretario Generale Innocenzise ai tanti amici che sono
qui oggi.
Quando la dottoressa Salvucci leggeva la motivazione mi tremavano le vene ai polsi perché fa certo
piacere che sia riconosciuto il lavoro che si fa, si
vive anche del consenso degli altri, però io penso
che il taglio di ogni traguardo non è mai una vittoria individuale ma un successo di squadra e se io
ho tagliato nella mia vita professionale dei traguardi è perché sono stato il fortunato capitano di una
squadra, tante persone che in silenzio ti hanno
spinto,e allora permettetemi che questo riconoscimento che oggi voi mi date io lo possa dedicare a
tante migliaia di colleghi con i quali in questi quarant’anni di polizia ho avuto la fortuna di lavorare
è che mi hanno aiutato a raggiungere la funzione
che ho oggi, dopo aver lavorato sul territorio ed
essere arrivato da un anno appena al Ministero.
Appena arrivato mi sono chiesto cos’è il Ministero.
Sapete che “ministerium” in latino vuole dire servizio. Ha detto prima il dottor Amen che tanto del lavoro che fanno i poliziotti viene svolto in silenzio e
ben al di sopra di tutte le difficoltà, tanto che potremmo avere mille alibi per non riuscire a fare
qualcosa e invece così non è; lo ha chiamato lavoro, però io mi sono chiesto perche noi il nostro lavoro lo chiamiamo servizio e come noi le altre forze dell’ordine, i magistrati, gli insegnanti e tanti
uomini di responsabilità pubblica indicano la loro
attività come servizio. Allora l’importante è che il
nostro sia un servizio con la s maiuscola. Diceva il
Segretario Innocenzi la sicurezza è un servizio
pubblico che non può soffrire, è vero ma noi oggi
siamo chiamati a mettere sul tavolo le necessità
dello Stato ossia della nostra famiglia comune è al-
Primo piano
lora la sicurezza è sicuramente
un bene irrinunciabile
e poi vicino
alla sicurezza ci
metto l’istruzione, ci
metto la sanità e ci
metto il lavoro, il welfare; vedete ci sono
tante cose
che sono
importanti
ed allora io penso che il nostro approccio deve essere realistico e dobbiamo avere una visione nel
futuro. Quello che noi oggi dobbiamo affrontare è
un insieme di necessità che non possono essere
svincolate dal contesto della vita civile e essere
consapevoli di questo. Se la nostra cinghia in questi anni ha dovuto aumentare i buchi probabilmente dovrà aumentarne ancora; noi siamo consapevoli di questo e siamo anche sicuri che questo verrà
fatto per tutti, nel senso che le esigenze fondamentali della società siano tutte gratificate o penalizzate nello stesso modo, allora con queste regole ci
stiamo e continuano a garantire il
nostro servizio.
Cosa c’è dietro
l’angolo? C’è la
gestione di una
contingenza mondiale estremamente dura, forse il
momento di crisi
tra i peggiori del
dopoguerra. Scavalleremo questo
periodo, io sono
fiducioso e penso
di si.
Noi abbiamo un
organico di 117
mila uomini, il
Consap Magazine 2014
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personale che materialmente fa sicurezza è di circa 95 mila persone, questo numero lo teniamo in
considerazione perché se la situazione non cambia
noi a malapena andremo a rimanere all’interno di
questa cifra. Faccio un esempio l’anno scorso sono
andati in pensione 2600 poliziotti a fronte di questi noi quest’anno ne incameriamo 1300, esattamente la metà, perché questa è la capacità assunzionale che hanno tutte le forze di polizia ecco
perché siamo arrivati ad un decremento medio del
11/12% sulla forza complessiva, questa è la situazione a meno che non si attui una scelta diversa
ossia quella di tornare a ripianare gli organici ma
per questo occorre avere la disponibilità finanziaria per poterlo fare. Noi non ci illudiamo e allora
comprendete perché questa struttura numericamente elevata che si è dovuta contrarre lo ha fatto perché si è messa di fronte ad un esame della realtà,
per poter essere migliore. Allora dobbiamo fare
delle scelte coraggiose, e comunque migliorative,
noi stiamo valutando una riorganizzazione interna
con l’interessamento di circa 300 dei nostri presidi più o meno grandi. Per darvi un’idea questa
operazione coinvolge 3400 poliziotti con il rischio
di dover andare ad incidere anche sulla loro vita
familiare con la prospettiva di fargli cambiare sede, anche se per 1400 il cambio di sede non è
previsto, quindi si va a comprimere la necessità del
disagio. Sono come ovvio situazioni che in questo
momento sono allo studio, abbiamo chiesto il parere delle autorità di pubblica sicurezza è iniziato il
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Primo piano
Consap Magazine 2014
confronto con i sindacati. Vi devo dire che in questa operazione l’Amministrazione è estremamente
serena al punto che se nel merito dalle l’ipotesi
avanzate dovessero emergere da questo confronto
osservazioni sostenibili dò garanzia che l’Amministrazione è disponibile a rivedere gli aspetti del
progetto.
Quindi nel ringraziare di nuovo tutti quelli che mi
hanno spinto verso questi traguardi e per il riconoscimento che oggi mi viene dato, vi dico che siamo
forti, la Polizia di Stato è forte, sappiamo fare il nostro servizio, con la s maiuscola. Un grazie a tutti
voi che spesso sacrificate la famiglia per garantire
il servizio vi svegliate presto e tornate a casa tardi
magari baciando sulla fronte i vostri figli che già
dormono, poi a volte a casa non si ritorna ed allo-
ra in questa occasione il nostro ricordo va a tutti loro. Poi oggi 20 marzo è un giorno particolare, perché esattamente un anno fa alle 12 e 30, ci lasciava Antonio Manganelli, è stato un grande Capo un
grande maestro e io lo posso testimoniare essendo
stato chiamato da lui nei suoi ultimi quattro mesi di
vita e ho potuto seguire come lui ha gestito le cose
e lo testimoniano le tante cose che ho imparato da
lui in questi mesi che non avevo imparato in 40 anni di questure. Questo insegnamento io lo porto
dentro insieme al suo sorriso e a quella mano aperta con cui salutava sempre come a stabilire un contatto franco con chi gli stava di fronte. Lui oggi è
qui con noi e il suo insegnamento prosegue ancora. Grazie
21-MAR-2014
da pag. 20
Quotidiano Roma
Direttore: Gian Marco Chiocci
Lettori Audipress n.d.
per le foto si ringrazia Cinellips
Primo piano
-2014
Consap Magazine 2014
22-MAR-2014
Direttore: Virman Cusenza
Lettori Audipress n.d.
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da pag. 45
Quotidiano
da pag.
Direttore: Alessandro Panigutti
Lettori Audipress n.d.
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Primo piano
Consap Magazine 2014
Premiata l’azione della Consap
stop, per ora, alla soppressione
degli uffici di polizia
Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo un
confronto dialettico ma determinato ha accolto la
richiesta della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP) di “far sparire” il progetto
di revisione dei presidi, assicurando una ulteriore
fase istruttoria arricchita dal contributo del sindacato.
In buona sostanza il Ministro Alfano ha congelato
la proposta del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che, per salvaguardare posizioni di rendita,
ha preconfezionato un documento che è apparso
fin da subito penalizzante esclusivamente per il
controllo del territorio nelle periferie e per la sicurezza dei cittadini.
All’incontro del 25 marzo scorso al Dipartimento
della Pubblica Sicurezza con le rappresentanza
sindacali della Polizia di Stato per discutere la paventata chiusura di circa 300 presidi di polizia
erano presenti oltre al Ministro Alfano, il Vice Ministro dell’Interno Bubbico, il Capo
della Polizia prefetto Pansa, il
Capo di Gabinetto prefetto La
Morgese ed il Vice Capo della
Polizia Vicario prefetto Marangoni.
Il dibattito si è svolto in un clima
prevedibilmente acceso ma con
animo costruttivo, il Segretario
Generale Nazionale della Consap prendendo la parola ha concordato sulla necessità di razionalizzare le spese ma è stato fortemente critico per la proposta
del Dipartimento che appare restio ad intervenire
anche a livelli più alti magari cominciando a “sforbiciare” nelle tante Direzioni Centrali che negli ultimi si sono letteralmente triplicate passando dalla 9
iniziali alle 19 attuali.
“Si è trattato di un significativo riconoscimento al
ruolo del sindacato – ha detto il Segretario Generale Nazionale della Consap Giorgio Innocenzi al
termine dell’incontro - ma soprattutto della consapevolezza che in materia di sicurezza non si possono fare tagli lineari ispirati esclusivamente da
concezioni ragionieristiche, ma occorre conoscenza del territorio e coscienza del ruolo sociale svolto dagli uffici di polizia. Giudichiamo quindi con
cauto ottimismo la posizione espressa dal Ministro
che ha voluto anche assicurare solleciti interventi
presso il governo per la formalizzazione della legge delega del riordino delle carriere e lo sblocco
contrattuale”.
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Spending review: Consap, Alfano
“congela” soppressione presidi Polizia
ragionieristiche, ma occorre conoscenza del territorio e coscienza del ruolo sociale svolto dagli uffici
di polizia. Giudichiamo quindi con cauto ottimismo
la posizione espressa dal ministro che ha voluto anche assicurare solleciti interenti presso il governo
per la formalizzazione della legge delega del riordino delle carriere e lo sblocco contrattuale".
Roma, 25 mar. (Adnkronos) - Il ministro dell'Interno
Angelino Alfano "dopo un confronto dialettico ma
determinato ha accolto la richiesta della Confederazione sindacale autonoma di polizia di 'far sparire'
26-MAR-2014
il progetto di revisione dei presidi, assicurando
un'ulteriore fase istruttoria arricchita dal contributo
del sindacato". A riferirlo è la Consap, al termine
dell'incontro di oggi con le rappresentanze sindacali della Polizia per discutere la paventata chiusura
di circa 300 presidi, al quale erano presenti oltre
ad Alfano, il viceministro Filippo Bubbico, il capo
della Polizia, prefetto Alessandro Pansa, il capo di
Gabinetto, prefetto Luciana Lamorgese, e il vice capo vicario della Polizia, prefetto Alessandro Marangoni.
Il ministro Alfano, spiega la nota, "ha congelato la
proposta del Dipartimento della Pubblica sicurezza
che, per salvaguardare posizione di rendita, ha preconfezionato un documento che è apparso fin da subito penalizzante esclusivamente per il controllo del
territorio nelle periferie e per la sicurezza dei cittadini".
"Si è trattato di un significativo riconoscimento al
ruolo del sindacato - ha detto il segretario generale
nazionale della Consap Giorgio Innocenzi al termine dell'incontro - ma soprattutto della consapevolezza che in materia di sicurezza non si possono fare
tagli lineari ispirati esclusivamente da concezioni
art
da pag. 6
Quotidiano Roma
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20
Primo piano
Consap Magazine 2014
Contro le chiusure dei presidi
protesta tutta Italia
Sicurezza, Consap: su tagli
06-MAR-2014
nessuna blindatura
da Alfano
S c r i t t o d a R e d / N e s Quotidiano
|
TMNews–mer 26 mar 2014
Roma, 26 mar. (TMNews) "L'incontro di ieri pomeriggio fra il Ministro dell'Interno Alfano e le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, ha segnato un importante momento
di confronto con la rappresentanza politico-amministrativa del Viminale". E' quanto afferma Consap,
la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia.
"Le organizzazioni sindacali - prosegue il Consap
in una nota - in quella sede hanno espresso la comune convinzione della necessità di razionalizzare
e rivedere le spese per la sicurezza, ma nel merito
hanno bocciato il progetto avanzato che prevede
la chiusura di circa 300 presidi di polizia, con grave rischio per la sicurezza dei cittadini".
Si è avuta quindi, da parte del Ministro dell'Interno
"una evidente apertura al dialogo, il riconoscimento di non blindatura' del progetto con l'invito al sindacato, a fornire un contributo per la revisione del
progetto".
"Al termine della riunione tutte le sigle sindacali
della Polizia di Stato, (Sap compreso), hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale riconoscono
l'impegno assunto pubblicamente dal Ministro dell'Interno. Appare assolutamente sconcertante - prosegue la nota - la dichiarazione diffusa del presidente del Sap Tonelli, che evidentemente distolto
dalle fasi precongressuali del suo sindacato e stretto da impegni politici assunti con la parte politica
avversa al Ministro Alfano, contraddice il documento siglato e disconosce la linea politica della
sua stessa organizzazione sindacale".
da pag
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Lettori Audipress n.d.
Primo piano
Consap Magazine 2014
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Lettori Audipress n
...e finalmente anche la
disastro sociale derivante dai
C3/00672
C401829
C4/01428
C4/04034
C4/03807
C4/04034
C3/00670
S1/00236
La galassia delle
Ministro dell’Interno
politica si accorge del
ripetuti tagli alla sicurezza
S3/00784
S3/00341
S1/00111
S3/00170
S3/00763
S4/01794
S4/01821
interrogazioni parlamentari al
ancora tutte senza risposta
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Consap Magazine 2014
Primo piano
Interrogazione contro la chiusura
dei presidi a Roma e Provincia
(OMNIROMA) Roma, 27 MAR - Michele Baldi, capogruppo della Lista Civica Zingaretti in Consiglio
Regionale, in una nota fa sapere di aver "presentato un'interrogazione urgente al presidente della Regione Lazio e all'assessorato competente, per sapere se sia vera la notizia di una prossima chiusura di
alcuni presidi di polizia della Provincia di Roma. A
breve avrà luogo ancora una volta un incontro tra il
Ministro dell'Interno e le organizzazioni sindacali
della Polizia di Stato - dichiara Baldi - per discutere
la decisione della chiusura di ben 11 presidi di polizia dellaProvincia di Roma. Secondo l'informativa
consegnata alla Consap (Confederazione Sindacale
Autonoma di Polizia), il maggiore sindacato autonomo per numero di iscritti su Roma e provincia, le sedi di polizia a rischio chiusura sono: tre comissariati di P.S. (Colleferro, Genzano e Frascati), il Reparto
di Pronto Intervento della Polizia Stradale, tre
presidi della Polizia Ferroviaria (Sottosezione Roma
smistamento, Posto di Polizia Roma Trastevere e Posto di Polizia di Colleferro), tre squadre nautiche (Anzio, Civitavecchia e Fiumicino), due reparti a cavallo (Ostia e Tor di Quinto). Oltre al declassamento a
Posto di Polizia dei presidi Polfer di Roma Ostiense
e Roma Tiburtina. Da ormai troppo tempo - continua
Baldi - si minaccia la chiusura di presidi di polizia
che operano sul territorio della Provincia di Roma, indebolendo così il buon operato del Corpo di Polizia
e andando incontro a perdite certe di personale di
alto profilo e professionalità. Giacchè tutto ciò sta
causando un aumento della criminalità nella Città,
chiedo al Presidente Zingaretti di attivarsi con la
massima sollecitudine, anche presso gli organi istituzionali competenti, per assicurare la salvaguardia
della categoria. Soltanto in questo modo si potrà garantire nei territori una presenza stabile dello Stato
che dia un segnale forte di vicinanza ai cittadini",
conclude Baldi.
Primo piano
Consap Magazine 2014
25
Incontro in Campidoglio, risparmiare
si può ma non sulla pelle della gente
Contro la chiusura dei presidi di polizia le forze politiche capitoline
e gli amministratori locali sostengono la battaglia del sindacato
di polizia Consap
600 mila euro per il 2014, 700 mila euro per il
2015 e 1 milione e 700 mila euro per il 2016, questa è l’entità dai tagli di spesa previsti per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, un disastro annunciato per apparati di sicurezza che in Italia hanno
subito negli anni già 4 miliardi di tagli con i contratti dei poliziotti bloccati dal 2009 e con un tetto salariale che mortifica ogni spinta motivazionale per
chi ogni giorno rischia la vita per garantire la legalità. Inoltre questi risparmi si sta tentando di farli non
eliminando gli sprechi ma cancellando uffici operativi, solo a Roma e provincia se ne vogliono sopprimere 11, la Consap non ci sta ed ha lanciato un allarme a tutti gli amministratori della Capitale con un
convegno che si è tenuto presso la sala del Carroccio in Campidoglio.
“Faremo le barricate per difendere il commissariato
come abbiamo fatto per impedire la chiusura dell’ospedale” la chiosa del sindaco di Frascati Stefano
Di Tommaso, intervenuto al convegno organizzato
dalla Consap sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, contro la ventilata chiusura dei presidi di polizia in attuazione della spending
review è la sintesi di come il territorio e gli operatori di polizia stanno reagendo alla proposta di chiudere i commissariati di Frascati, Genzano e Colleferro e altri 8 presidi di polizia a Roma.
Il Segretario Generale Nazionale della Consap
Giorgio Innocenzi ha presieduto una lunga riunione
che ha visto la partecipazione di esponenti delle forze politiche capitoline. Sono intervenuti per portare
sostegno alla protesta del sindacato per scongiurare
26
Consap Magazine 2014
un rischio di un calo della sicurezza per i cittadini,i
consiglieri comunali: Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia, Alessandro Onorato della Lista Civica Marchini,
Erica Battaglia del Partito Democratico nonche presidente della Commissione capitolina politiche sociali Davide Bordoni di Forza Italia; i consiglieri regionali Michele Baldi della Lista Zingaretti e Fabrizio
Santori di Forza Italia; il sindaco di Colleferro Mario
Cacciotti, il sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso,
il Consigliere Comunale di Genzano Fabio Papalia
ed il Vice Presidente dell’Unione Europea Antonio Tajani oltre al Segretario Confederale della Cisal Massimo Blasi .
Giorgio Innocenzi nel suo intervento ha detto che:
“risparmiare si può e si deve ma non va fatto sulla
pelle dei cittadini i presidi di polizia sono un baluardo contro il crimine e danno il polso della presenza
dello Stato, come sindacato abbiamo rispedito al
mittente il piano di riorganizzazione durante l’incontro del 25 marzo con il Ministro dell’Interno Angelino Alfano,e siamo pronti al dialogo per individuare
soluzioni utili a scongiurare questo pericoloso arretramento. I segnali giunti sia da parte degli amministratori capitolini che si sono detti disponibili a portare, in maniera bipartisan il problema sicurezza in
Consiglio Comunale, cosi come la collaborazione testimoniata dalle amministrazioni dei comuni interessati ai provvedimenti di chiusura, può essere un buon
punto di partenza per ottimizzare, accorpare, razionalizzare senza “tagliare “ la sicurezza ai cittadini”.
La Consap ha contribuito al dibattito fornendo dati
sulla sicurezza nella capitale e provincia elaborati
nelle approfondite relazioni proposte durante l’incontro dai dirigenti del sindacato Domenico Sannino, Mario Gagliardi, Cesario Bortone e Francesco
Scoditti. Davanti alle telecamere del tg regionale della Rai, della tv locale Romanuno e giornalisti dei due
maggiori quotidiani della capitale Il Messaggero ed
il Tempo, la Consap ha sollecitato un ravvedimento
operoso dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, in quanto la capitale e la sua provincia già
soffrono di un carenze di personale e mezzi che ulteriori soppressioni di uffici non possono che aggravare ulteriormente, c’è anche la questione non certo
secondaria, di dove trasferire il personale delle sedi
soppresse, ad esempio il commissariato di polizia
più prossimo a Colleferro dista 50 chilometri, cosi
come appare molto poco utile dal punto di vista dell’efficienza operativa come ha spiegato il Presidente
della Consap Mauro Pantano prendere un collega
Primo piano
magari cinquantenne che tutte le mattine sale a bordo della motovedetta per controllare le coste e mandarlo su una volante a presidiare il territorio.
Piena condivisione delle preoccupazioni è stata
espressa dai rappresentanti dei comuni i cui commis-
Primo piano
sariati sono a rischio; il sindaco di Colleferro ha ricordato che il suo territorio e l’unico in Italia che
ospita due termovalorizzatori, una discarica ed è
quindi particolarmente appetito dal cosiddetto “racket dei rifiuti” nonchè depositi di esplosivi, oltre al
parco giochi di Valmontone e l’outlet. Non gli è stato da meno il collega sindaco De Tommaso che ha
anche fatto notare l’assurdità di un piano che va
analizzare la situazione della sicurezza in un’area
vastissima come quelle della provincia di Roma e vede che ci sono dieci commissariati contro i 39 che
stanno in città e decide di chiuderne ben tre. L’intervento del Consigliere di Genzano Fabio Papalia è
stata un ringraziamento al sindacato di polizia che
ha sollevato il problema, un breve resoconto delle
iniziative politiche assunte in sede di consiglio comunale e ha assicurato che verrà fatto tutto il possibile
per scongiurare queste chiusure.
Il Vice presidente dell’Unione Europea Antonio Taja-
Consap Magazine 2014
27
ni ha sottolineato un altro problema strettamente legato ad un calo della sicurezza, che è quello economico. Garantire la legalità è il vero volano per attrarre capitali nel nostro paese che cerca di uscire da
una crisi molto pesante ad esempio anche sul piano
della lotta alle contraffazioni che creano danni alla
salute e fanno perdere posti di lavoro.
Sul tema delle 267 chiusure di presidi di polizia in
tutta Italia ci pone una riflessione in chiusura il dirigente sindacale della Consap Giancarlo Vitelli che
ha ricordato Emanuele Petri,Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, il primo rimase ucciso nel conflitto
a fuoco con il terrorista Mario Galesi anche lui morto poco dopo, che portò all’arresto di Nadia Desdemona Lioce; Galesi e Lioce gli assassini di Biagi e
D’Antona: tre colleghi della Polfer di Terontola ci
hanno permesso di sgominare le nuove Brigate Rosse ed erano in servizio presso uno degli uffici di polizia che oggi si vuole sopprimere”.
per le foto si ringrazia Michela Maggi
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Primo piano
Consap Magazine 2014
L'intervento di Domenico Sannino Dirigente sindacale CONSAP
Giorgio Innocenzi intervistato da RomaUno Tv
Cesario Bortone Coordinatore Italia Centrale CONSAP
Massimo Blasi della CISAL
Fabrizio Ghera Consigliere Comunale di Roma
Primo piano
Alessandro Onorato Consigliere Comunale di Roma
Fabrizio Santori Consigliere Regionale Lazio
Antonio Tajani Vice Presidente UE
Consap Magazine 2014
Mario Gagliardi Dirigente Sindacale CONSAP
Erica Battaglia Consigliere Comunale di Roma
Michele Baldi Consigliere Regionale Lazio
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30
Consap Magazine 2014
Mario Cacciotti Sindaco di Colleferro
Fabio Papalia Consigliere Comunale di Genzano
Giancarlo Vitelli Dirigente Sindacale CONSAP
Primo piano
Stefano Di Tommaso Sindaco di Frascati
Francesco Scoditti Dirigente Sindacale CONSAP
Mauro Pantano Presidente Nazionale CONSAP
32
Intervista
Consap Magazine 2014
Pinto: spese per l’accoglienza,
necessarie per salvare vite umane
Intervista esclusiva al Direttore Centrale dell'Immigrazione che
dice ai sindacati: "Chi rappresenta l'Amministrazione non è una
controparte"
Signor Direttore presentiamo ai lettori la Direzione Centrale della Polizia dell’Immigrazione e delle frontiere, in che ambito opera
e quali sono le forze in campo?
L’impegno della nostra Direzione come è desumibile
dalla denominazione è prevalentemente rivolto ai
controlli di
frontiera e
di contrasto
all’immigrazione clandestina . Gli
Uffici di Polizia di Frontiera dispongono complessivamente
di
4680
dipendenti cui
va aggiunta
un’aliquota
minoritaria di personale civile che porta il totale
complessivo a 4800. La Direzione Centrale si compone di un Servizio Immigrazione, di un Servizio Polizia delle Frontiere e degli Stranieri e di un Ufficio
Affari Generali e Giuridici (270 dipendenti). La Direzione, pertanto, oltre ad occuparsi dei controlli di
frontiera è impegnata nelle attività di contrasto dell’immigrazione clandestina. Tutta la materia è in costante evoluzione, dalla normativa in materia di ingresso, soggiorno ed asilo, ecc. alla partecipazione
alle attività Frontex per il contrasto dell’immigrazione clandestina, della formazione, delle procedure di
rimpatrio, ecc.. Un impegno notevole se si pensa che
nell’ambito di Frontex sono attivi circa 50 gruppi di
lavoro; la partecipazione ai lavori determina un notevole dispiego di risorse umane sia a livello centrale che periferico cui sto
dedicando
un’attenzione particolare. E’ sopravvenuta poi
una tematica
di rilevante
difficoltà ovvero la necessità, da
qualche anno, di garantire una corretta e proficua gestione dei fondi europei. Basti pensare che nel
solo 2013 sono state avviate ben 18 azioni con impegni amministrativi e contabili rilevanti. Da qui la
necessità di adeguare l’organizzazione alle nuove
esigenze. Un compito arduo se si pensa che siamo
in una fase acuta di spending review e si può immaginare quali siano le difficoltà oggettive cui occorre
far fronte.
Dottor Pinto sul tema della gestione dei
flussi migratori, l’Italia è ancora alla ricer-
Intervista
ca di una normativa efficace, prova ne sia l’ultima discussione sulla soppressione del reato di clandestinità,
questa incertezza come incide sull’azione di controllo
degli organi di polizia preposti?
L’eventuale soppressione del reato
di clandestinità non influirà sul nostro agire. Siamo stati per tanti
anni senza tale fattispecie di reato. Si tratta di una scelta politica
legittima che però lascia irrisolto il
problema della gestione dell’ingresso illegale di migliaia di stranieri che comunque occorre gestire e se
possibile rimpatriare. L’arrivo crescente di migranti illegali sottolinea, infatti, la problematica di gestione
dei CIE e delle attività connesse. La decisione di sopprimere il reato di clandestinità, come ho già sottolineato, non ha inciso sulla nostra operatività. Dal
punto di vista carcerario, in effetti, ogni possibile alleggerimento del numero delle presenze delle persone detenute è particolarmente rilevante in un Paese
come il nostro ove le carceri sono sovraffollate, attirando l’attenzione critica di importanti Istituzioni europee. In questo senso, la soppressione del reato di
clandestinità appare in linea con le politiche di riduzione della popolazione carceraria. Oltretutto occorrerebbe domandarsi quanti stranieri sono stati associati alle carceri per detto reato.
E’ evidente che anche sul piano del trattenimento, ci sono delle problematiche, gli operatori che garantiscono la sicurezza nei CARA e nei CIE sono sfiduciati e ne chiedono
addirittura la chiusura per scarsa funzionalità, come Direttore cosa si sente di dire a i
suoi uomini e donne?
Credo che in questa fase storica il problema dei CIE
si sia drasticamente ridimensionato per una progressiva inagibilità degli stessi con una conseguente riduzione dei posti (da 1550 a 500). Indubbiamente
la gestione dei CIE è oltremodo impegnativa ed è
stato avviato da tempo un dibattito per ricercare soluzioni adeguate a tale problematica. D’altra parte
ho avuto modo di conoscere in dettaglio le difficolta
di gestione di un CIE allorché sono stato Questore di
Modena. E’ di tutta evidenza che dette infrastrutture
hanno bisogno di un riadattamento funzionale anche sotto il profilo della sicurezza del personale di
Consap Magazine 2014
33
vigilanza. Non a caso ho parlato di fase, dal momento che la distribuzione dei CIE ha interessato soprattutto l’Italia meridionale dove avvengono prevalentemente gli sbarchi. Successivamente sono stati
realizzati CIE in altre regioni d’Italia senza tuttavia
seguire un orientamento organizzativo univoco. Ne
è prova la diversa ricettività di detti CIE, talvolta anche cospicua. In considerazione, poi, della mutata
natura dei flussi composti prevalentemente da stranieri in ricerca di protezione internazionale, si è evidenziata l’esigenza di rivedere anche l’organizzazione dei CARA, ovvero dei centri riservati ai richiedenti asilo. Occorre considerare che le tematiche di
accoglienza di tali stranieri è di competenza prevalente del Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione. Il crescente aumento di migranti sulle coste italiane, in alcuni periodi addirittura esponenziale, fa ritenere necessario l’allestimento di strutture
(hub) in grado di accogliere un numero rilevante di
stranieri. Dal 1° gennaio del corrente anno fino alla
data odierna, sono giunti sulle coste italiane circa
8.000 stranieri a fronte dei circa 400 del corrispondente periodo dell’anno scorso. Tale aumento è certamente collegato all’operazione “Mare Nostrum”
che come è noto opera in acque internazionali al fine di prevenire il ripetersi di tragedie come quella
del 3 ottobre scorso.
Lei ha sostituito nell’incarico di uno dei super poliziotti il prefetto Rodolfo Ronconi, c’è
stato un passaggio di consegne e come è la
situazione della sua Direzione Centrale a
quasi un anno dal suo insediamento?
Da luglio scorso sono a capo di questa Direzione
Centrale. Si è trattato di un ritorno a casa dopo 5
anni di direzione di tre diverse Questure. I 23 anni
trascorsi all’interno di questa struttura costituiscono
34
Consap Magazine 2014
certamente un buon viatico per una efficiente gestione della Direzione anche se, mi creda, 5 anni di assenza costituiscono pur sempre una perdita di conoscenze il cui recupero richiede uno sforzo supplementare. In questi anni è cambiato il mondo: il succedersi di situazioni di tensione nel mondo arabo, la
crisi mediorientale e l’impoverimento progressivo di
vaste regioni africane ha determinato un ulteriore incremento dei flussi migratori illegali, diretti in Europa e che vedono la nostra penisola come un punto
di approdo ideale per proseguire il viaggio verso altre destinazioni.
Riguardo alla domanda le posso dire che certo i passaggi di consegna con colleghi di elevato livello sono sempre momenti esaltanti, ma nel mio caso, una
tale ipotesi non si è verificata. Sono approdato infatti alla Direzione Centrale dopo che il Prefetto Ronconi era già andato via da qualche mese. Ricordo tuttavia che mentre ero in viaggio da L’Aquila a Roma
per assumere le funzioni di Direttore Centrale, ho dovuto subito occuparmi della gestione di immigrati
che stavano sbarcando a Lampedusa. Quindi non ho
avuto modo di incontrare il mio predecessore, ma sono stato subito preso dal nuovo incarico. In questo
Ufficio non è possibile abbandonarsi a pause di riflessione dal momento che le vicende si succedono
a ritmo incalzante e talvolta inattese (caso Shalabayeva, endemico fenomeno degli sbarchi, ecc.), situazioni queste che richiedono un’immediata reazione.
Non sto trascurando l’opportunità di pervenire ad
una migliore organizzazione dell’Ufficio, sulla base
anche delle esigenze prospettatemi dal personale. E’
evidente che la mancanza contingente di risorse
umane e finanziarie richiedono un’organizzazione
che contemperi gli eccessi, gli sprechi e la necessità
di approfittare delle dotazioni informatiche e tecnologiche che possono ridurre l’effetto negativo della
mancanza di personale peraltro sempre più attempato.
Nell’affrontare la tematica immigrazione
quanto è importante la collaborazione interforze e gli accordi bilaterali con i paesi di
provenienza?
Sulla collaborazione interforze noi siamo degli antesignani. Con l’entrata in vigore della legge Bossi-Fini, si è affrontata per la prima volta la tematica del
contrasto in mare. Abbiamo pertanto costituito dei
tavoli tecnici cui partecipano rappresentanti dei Carabinieri della Guardia di Finanza, della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto. L’attività di coor-
Intervista
dinamento, svolta dalla Direzione Centrale, è resa
ancor più difficile dal fatto che la Polizia di Stato non
partecipa direttamente alle attività di pattugliamento
delle coste e dell’alto mare. Le iniziative conseguenti sono oltremodo complesse dal momento che la Direzione Centrale entra in gioco dal momento che occorre gestire l’approdo delle navi che hanno soccorso i migranti in mare e il trasferimento di quest’ultimi
in altre sedi o il rimpatrio.
Per quanto concerne la collaborazione con i Paesi
terzi la Direzione segue con particolare attenzione
l’evolversi delle collaborazioni bilaterali. La collaborazione dei Paesi terzi di origine, di transito o di ultima partenza dei migranti è fondamentale. Senza di
essa, tutte le operazioni di pattugliamento costiero
anti immigrazione si trasformano in attività di ricerca e soccorso. Sono state avviate intese di collaborazione con quasi tutti i Paesi della sponda del Mediterraneo anche se permane un problema essenzialmente libico il cui territorio è letteralmente invaso da
centinaia di migliaia di stranieri provenienti dal centro Africa e dalle altre regioni dello stesso continente, anche distanti fra loro, con l’intento di proseguire il viaggio verso l’Italia, Si calcola che il 70, 80%
e forse più del flusso migratorio giunge attraverso la
Libia.
Più volte, i quotidiani nazionali e di partito
che non vedono di buon occhio, la spinta
migratoria verso il nostro Paese, sottolineano le ingenti spese per le Casse dello Stato,
gestire i flussi migratori è davvero così oneroso?
Guardi che ci sia un’entità di spesa importante che
non saprei calcolare è indubbio. Si tratta di spesa
necessaria e forse suscettibile di crescere ulteriormente perché la “mission” è quella di salvaguardare la vita umana. Che facciamo?, Non diamo accoglienza? Non diamo assistenza? Non adottiamo i
provvedimenti di allontanamento? Non gestiamo più
i permessi di soggiorno? Chiudiamo i Centri di accoglienza? Come vede, parliamo di una serie di attività nessuna delle quali può essere considerata una
spesa da tagliare, ma tutte legate alla gestione complessiva del fenomeno.
Diversa invece è la razionalizzazione delle competenze. Il contrasto dell’immigrazione clandestina è
un’attività di polizia tutto sommato sui generis, di natura prevalentemente amministrativa, differentemente
da quelle di polizia giudiziaria per l’arresto dei favoreggiatori di tale traffico.
Intervista
Come sono i rapporti con i vertici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza?
Il lavoro di una Direzione Centrale non può prescindere, per ovvi motivi, da un costante rapporto con
gli altri Uffici del Dipartimento P.S., e non solo, e con
i suoi vertici. La nostra è un’attività essenzialmente
collegiale. Penso, per esempio, alla Polizia Scientifica che partecipa attivamente e con generale apprezzamento all’operazione di identificazione degli stranieri a bordo delle navi della Marina Militare nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Costanti
sono i rapporti, peraltro, con il Dipartimento per le
Libertà Civili e l’Immigrazione con il quale condividiamo gran parte delle tematiche migratorie. Un’ulteriore Amministrazione di costante riferimento e raccordo, è certamente il Ministero degli Affari Esteri,
non solo per tematiche di contenuto squisitamente
tecnico, ma anche per la collaborazione con i Paesi
terzi di origine o di transito dei migranti illegali. In
tale contesto, è particolarmente importante il ruolo
delle Rappresentanze Diplomatiche italiane all’estero. Importante è il rapporto anche con le organizzazioni umanitarie, ancorché non governative, che
collaborano attivamente nell’accoglienza dei migranti a tutela della dignità della persona. Non a caso nei luoghi di sbarco vi sono rappresentanti di tali organizzazioni (convenzione “praesidium”), presenza che riveste importanza anche per gli operatori di polizia in quanto è facile rimanere vittime di una
sovraesposizione mediatica per attività di contatto
con i migranti che richiedono un approccio culturale adeguato. Ritengo doveroso cercare di accreditare un’immagine del personale di polizia professionale, limitandone i problemi.
Come tutta la sicurezza nazionale anche la
Consap Magazine 2014
35
sua Direzione Centrale
ha dovuto e deve inevitabilmente fare i conti
con le politiche di spending review ed i tagli,
questo ha determinato
problemi dal punto di
vista operativo?
Anche per La Direzione Centrale
dell’Immigrazione e della Polizia
delle Frontiere è
fondamentale
evitare eccessi di
spesa, ossia razionalizzare
l’utilizzo delle risorse in maniera
appropriata
e
coerente con gli obiettivi da perseguire. A tale riguardo, le organizzazioni sindacali hanno un ruolo
fondamentale che richiede tuttavia il superamento di
posizioni pregiudiziali, valutando i vantaggi che
possono derivare da alcune scelte volte a garantire
un’organizzazione rispondente alle esigenze operative.
I numerosi tavoli di concertazione in diversi settori dimostrano le necessità di una dialettica costante. Al
riguardo piace ricordare la mia esperienza per il CIE
di Modena. Quando ho assunto le funzioni di Questore del capoluogo emiliano, la gestione di tale
struttura era assicurata soltanto da 3 dipendenti con
situazioni di tensione interna, più volte sfociata in tumulti. Le iniziative immediatamente assunte, sia di
riadattamento strutturale, sia di riorganizzazione gestionale, sia, ancora, attraverso un costante contatto
con gli stranieri trattenuti e l’ente di gestione, hanno
consentito di prevenire ulteriori difficoltà, assicurando una percentuale di rimpatri del 75% degli stranieri trattenuti, grazie anche alla collaborazione delle
Rappresentanze diplomatiche interessate con le quali è stato mantenuto un costante dialogo.
In questo contesto di ristrettezze economiche, ritiene che il confronto con i sindacati
sia un problema o diversamente una risorsa per favorire la collaborazione fra dirigenza e operatori nell’individuazione di soluzioni delle problematiche rappresentate?
36
Consap Magazine 2014
Nello svolgimento degli incarichi affidatimi, soprattutto in qualità di Questore, le relazioni sindacali, di
straordinaria importanza per la vivibilità e la serenità degli uffici, hanno segnato momenti positivi e negativi. Ciò è avvenuto sia nelle piccole Questure (nella mia esperienza Oristano) sia nelle Questure di
maggiore rilievo o con problemi particolari (mi riferisco, in successione, a Modena e L’Aquila). Particolarmente impegnative sono state le relazioni sindacali durante la mia permanenze nel capoluogo
abruzzese che per effetto del grave sisma subito versava obiettivamente in una situazione particolare.
Tuttavia, anche in tale condizione ritengo di aver
contribuito a ristabilire, sia pure in parte, condizioni
di “normalità”, risultato questo che è stato certamente facilitato dall’apporto delle locali organizzazioni
sindacali anche se non sono mancati momenti di
contrapposizione anche forti. La questura di L’Aquila, nonostante fossero trascorsi 4 anni dal sisma, versava in una situazione di grave dissesto, ovvero ricostruita soltanto al 50%, con personale in servizio
all’interno dello stabile nonostante questo fosse in realtà un cantiere in corso, con cospicue problematiche di salubrità e di ambiente. Non nascondo che è
stato un lavoro molto intenso, ma per me altamente
formativo ed interessante. Anche a Mirandola, sono
Intervista
riuscito a reperire una soluzione logistica dignitosa
con l’aiuto del personale del locale Commissariato e
delle organizzazioni sindacali tutte. Ho sempre ritenuto che chi rappresenta l’ Amministrazione non è
una controparte delle organizzazioni sindacali ma
semplicemente l’interlocutore per la trattazione delle
problematiche comuni nel rispetto degli obiettivi da
perseguirsi istituzionalmente.
E’ fin troppo evidente che chi riveste funzioni dirigenziali e soprattutto di unità organiche complesse deve
mantenere un comportamento esemplare, onesto e
un assoluto rispetto dei compiti che è chiamato a garantire.
Cosa si sente di dire a uomini e donne che
sono alle sue dipendenze nella Direzione
Centrale?
Al personale che attualmente mi collabora nella nuova posizione di Direttore Centrale dell’Immigrazione
vorrei trasmettere i medesimi valori. Sono ritornato
nel medesimo ufficio in cui ho svolto per anni gli incarichi affidatimi. Conosco personalmente molti dei
collaboratori con i quali sono pronto a confrontarmi
per le esigenze personali e di ufficio di cui intendano discorrere.
Massimo D’Anastasio (ha collaborato Luca Andrieri)
Primo piano
Consap Magazine 2014
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Viaggio all’interno della Polizia di Stato
Polizia Postale, migranti o nativi digitali...
Corrado Palmarin
Segretario Provinciale
Generale Consap Bolzano
... due vocaboli che, anni fa, non
avrebbero avuto modo e luogo di
esistere, due categorie contraddistinte da una terminologia che,
oggi, rappresenta un tema di
grande attualità e complessità.
La differenza tra i nativi digitali,
ovvero coloro che, nati nell’era
digitale sono fruitori in maniera
simultanea, di informazioni, musica, tv, Internet, messaging istantaneo, e gli immigrati digitali, ovvero coloro che rappresentano i nati e cresciuti prima dell’invenzione delle tecnologie digitali e che
le adottano in un secondo tempo,
è ormai un divario sempre più
profondo tra le nuove e le vecchie generazioni.
Il gioco, la simulazione, la performance, il multitasking, la conoscenza distribuita, sono elementi
che contraddistinguono il nativo
digitale, il ragazzo che cresce ormai in una società multischermo,
e che considera le tecnologie come un elemento naturale del proprio ambiente.
In questa società quindi, digitalmente asincrona, e che deve fare
i conti con la crescita digitale di
ciascuno di noi, trova spazio il
personale della polizia postale e
delle comunicazioni, uomini e
donne della polizia di stato, destinati a rincorrere la formazione
digitale come necessità del proprio lavoro, come impulso verso
la conoscenza del non conoscibile. Polizia Postale e delle Comunicazioni”, quindi, una specialità
che, nell’ambito delle proprie attività ha: il contrasto della pedopornografia on-line con le competenze esclusive di cui all’art.
14 co. 2 L . 269/98 (“attività
sottocopertura”); la prevenzione
e repressione dei reati legati al
commercio elettronico; la prevenzione e repressione dei crimini
postali e dei crimini informatici;
la tutela dei servizi postali, di
bancoposta e di telecomunicazione; il controllo del corretto utilizzo delle licenze radio-amatoriali
degli apparati, degli impianti,
delle emittenti radio e televisive;
il controllo degli esercizi che
commercializzano materiali o apparecchiature di telecomunicazione soggette a marcatura e omologazione e il raccordo operativo
con gli Ispettorati Territoriali del
Ministero delle Comunicazioni
nelle attività di controllo amministrativo di comune interesse.
In questa realtà tecnologica in
evoluzione, al personale della
polizia delle comunicazioni è richiesto di entrare in contatto con
tutto ciò che da internet ne derivi,
le nuove modalità di condotta del
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Primo Piano
Consap Magazine 2014
reato, come lo stesso reato informaticamente si esplichi, e soprattutto l’uso dei nuovi mezzi operativi che alla polizia postale vengono messi a disposizione, come
ad esempio apparati per la copia forense degli Hard Disk e dei
supporti informatici, ed inoltre i
sistemi di intercettazione telematica.
In questo ambito di necessaria richiesta di formazione specialistica, vi è da dire che il legame
con la formazione utile al cyberpoliziotto è ormai un vincolo obbligatorio.
In esso si estrinsecano i corsi di
formazione sull’Hacking tenuti
dal personale del CNAIPIC Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, l'unità specializzata interna al Servizio di polizia
postale dedicata alla prevenzione e repressione dei crimini informatici diretti ai danni delle infrastrutture critiche nazionali; i corsi
di computer forensic e analisi forense dei supporti digitali sequestrati a responsabili di atti di pedofilia, sistemi digitali che aiutano ad analizzare per poi mettere
a disposizione dell’autorità giudiziaria le copie informatiche da
usare in dibattimento; ed ancora,
i corsi finalizzati all’ascolto del
minore vittima di abuso; ed anche quelli dedicati alla “comunicazione efficace”, organizzati
presso il CAPS di Cesena.
Ed è proprio da questo desiderio
di passare quanto appreso ai più
giovani, ed a questo forte senso
di responsabilità verso il mondo
giovanile che sono nati circa 10
anni fa, i primi progetti destinati
ai ragazzi delle scuole primarie
e secondarie di tutta Italia, e che
hanno portato la polizia postale
tutta, a organizzare e tenere centinaia di conferenze nelle scuole
del territorio nazionale (in Alto
Adige anche in lingua tedesca, a
tutela del gruppo linguistico minoritario), sull’uso corretto di internet e delle nuove tecnologie.
Un lavoro fatto di sacrificio e
grande volontà educativa, che il
personale della polizia postale
ha svolto fino ad oggi in maniera
egregia, avendo riconosciuti i
meriti dai moltissimi docenti e responsabili di progetti degli istituti
ove gli incontri si sono tenuti.
Primo piano
Consap Magazine 2014
Educare il minore a poter
vivere sicuro
ed efficace in
rete, affinché
esso acquisisca i mezzi
per poter allontanarsi dalle trappole digitali e dai
contatti indesiderati, e venga anche edotto dell’importanza del
dato personale e del dato sensibile, quale esso facente parte del
proprio bagaglio personale, tutelato anche dalla legge sulla privacy.
Tutto ciò per il fatto che, all’interno di questo mondo virtuale dove è possibile per il giovane perdere e perdersi, ci si possa imbattere anche nella possibilità
che essi stessi, nonostante la loro
grande dimestichezza con i media, e la loro facilità nel raccontarsi, fare amicizia e confrontarsi
in rete, possano utilizzare questa
tecnologia ignorando ciò che dal
virtuale potrebbe passare per
osmosi al reale.
E così anche per gli incontri rivolti agli adulti, indirizzati alla tutela del cittadino, della propria e
sua possibilità di usufruire del
commercio elettronico, di essere
tutelato nell’acquisto e nella vendita in internet, usufruendo del libero scambio senza il terrore di
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perdere il denaro o l’oggetto posto in vendita.
Nelle conferenze si parla spesso
di cyber-bullismo, questa modalità nuova di usare la connettività
per agire la prepotenza e la violenza contro l’altro. Il minore, in
questo caso non riesce immediatamente a percepire, il danno cagionato, in quanto la comunicazione stessa, veicolata attraverso
internet, può inibire i meccanismi
empatici dell’aggressore, rendendo difficile la percezione immediata del danno cagionato.
Tutto ciò riguarda noi, la polizia
postale, impegnata anche a spostarsi sul territorio italiano per seguire le indagini della rete, e soprattutto a seguirne i relativi processi ed attuarne le direttive dei
magistrati.
Tutto questo, ed anche altro, sono
gli elementi che riguardano il
personale della Polizia, come facente parte di un gruppo, ove vi
è un rapporto vero di autenticità
e di vitalità con l’ambiente circostante.
Un modo di essere educatori nel
digitale, un modo di educare all’educazione digitale come vera
connessione alla vita.
E l’operatore della polizia delle
comunicazioni quale sua parte
attiva.
E non è poco.
L'iniziativa itinerante della Polizia Postale per mettere in guardia i ragazzi dai pericoli della rete
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Polizia Stradale
Consap Magazine 2014
CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE
Responsabile Italia Settentrionale
MORELLO GIANMARIO
Responsabile Italia Centrale
VANNONI MASSIMO
Responsabile Italia Meridionale ed Isole
COSTANTINO GIOVANNI
Polizia Stradale AVELLINO OVEST DI LUISO PASQUALE
Polizia Stradale PESCARA Nord TOMEI ROSSANO
Polizia Stradale BENEVENTO MIRRA UGO
Polizia Stradale PORDENONE FIORINI GIANLUCA
Polizia Stradale BIELLA LAZZARINI DANIELE
Polizia Stradale Brancaleone (RC) BRUZZESE GIUSEPPE
Polizia Stradale BOLOGNA CORBISIERO LUIGI
Polizia Stradale ROMA Nord BOVE ANDREA
Polizia Stradale CAMPOBASSO PICA PEPPINO
Polizia Stradale ROMA QUAGLIERI MASSIMILIANO
Polizia Stradale Soverato (CZ) PETROSILLO TOMMASO
Polizia Stradale ROMA Nord LOTITO VINCENZO
Polizia Stradale Scalea (CS) STABILITO ANTONIO
Polizia Stradale Albano Laziale (RM) DI CEGLIE MARCO
Polizia Stradale FIRENZE GRAVANTE FRANCESCA
Polizia Stradale Civitavecchia (RM) D’ORTENZIO LUCIANO
Polizia Stradale Ceva (CN) SALTARIN GABRIELE
Polizia Stradale SALERNO DE SANTIS ANTONIO
Polizia Stradale MASSA CARRARA MORIGONI MASSIMO
Polizia Stradale Angri (SA) AURICCHIO RAFFAELE
Polizia Stradale FROSINONE OTTAVIANI DOMENICO
Polizia Stradale Eboli (SA) APPIERDO ROBERTO
Polizia Stradale GORIZIA BELTRAMINI WALTER
Polizia Stradale SASSARI POLO CRISTIAN
Polizia Stradale Jesi (AN) BELLI ANTONIO)
Polizia Stradale Città di Castello (PG) STAZI LUCIO
Polizia Stradale ISERNIA DE FALCO DOMENICO
Polizia Stradale TERNI ZUMBO FRANCESCO
Polizia Stradale LUCCA MARCHI INDRO
Polizia Stradale SIRACUSA BIANCA ANGELO
Polizia Stradale VENEZIA ANGIOLINI SANDRO VITTORIO
Polizia Stradale UDINE PREDAN ETTORE
Polizia Stradale NAPOLI IZZO GIUSEPPE
Polizia Stradale VERCELLI LA MARCA MELCHIORRE
Polizia Stradale Romagnano Sesia (NO) PANE BRUNO
Polizia Stradale Schio (VI) DE VIRIGILIIS ANTONIO
Polizia Stradale PERUGIA PETRONI MAURIZIO
Polizia Stradale Riccione FLAGIELLO MASSIMO
Polizia Stradale Lagonegro (PZ) LOSCHIAVO CIRIACO
Polizia Stradale L’AQUILA COLIZZI EMANUELE
Polizia Stradale Fano (PU) TENAGLIA IVAN
Sezione Polizia Stradale LATINA TOMBOLILLO ADAMO
Polizia Stradale
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Il nuovo governo riapre la strada
all’introduzione del reato
di omicidio stradale
Da tempo la Consulta Nazionale Polizia Stradale
della Consap è in prima linea per promuovere un inasprimento del codice della strada che funga da reale
deterrente contro chi si pone alla guida in condizioni
psico-fisiche alterate e quindi si espone consapevolmente al rischio di provocare incidenti gravi e lutti. Su
indicazione dei vertici della Consulta abbiamo ospitato anche un sondaggio sul sito internet ufficiale del
sindacato che aveva fatto registrare un plebiscito di
voti a favore dell’introduzione del reato di omicidio
stradale. Stando alle ultime in materia si evidenzia un
rinnovato interesse politico per la questione, anche se
il governo già ha gettato acqua sul fuoco mettendo in
guardia da iniziative legislative nate solo sull’onda
emotiva.
A riportare l'attenzione sul problema delle morti stradali ci ha pensato il premier Matteo Renzi, che nel
suo discorso di insediamento ha citato l'inasprimento
delle pene in materia come una delle misure che il governo intende perseguire. In attesa di un decreto
legge ad hoc, ipotizzato dal sottosegretario alla Giu-
stizia Cosimo Ferri, al pacchetto delle proposte di
legge in materia giacenti in Parlamento si aggiunge
un ddl promosso dal Pd per introdurre l'omicidio stradale nel Codice penale: che prevede il carcere dai 6
ai 16 anni, che possono salire a 21 nel caso di morte
di più persone, oltre alla pena accessoria del ritiro a
vita della patente.
Intervenuto nei giorni scorsi a Palazzo Madama alla
presentazione del ddl, il sottosegretario Cosimo Ferri
ha confermato l'attenzione del governo al tema dell'omicidio stradale, auspicando un iter parlamentare
rapido, non escludendo un provvedimento dell'esecutivo, forse un decreto legge, come è stato ipotizzato
da più parti. L'ultima parola, naturalmente, spetta al
Presidente del Consiglio incaricato e al ministro della
Giustizia, ma l'impegno del governo su questo fronte,
pare essere stato formalmente assunto. Quanto alla
proposta Pd presentata a fine marzo, si è sottolineata
l'importanza di un effetto deterrente chiaro, che potrebbe derivare da un inasprimento della sanzione
detentiva previsto non solo dalla proposta del Pd, ma
anche da quelle avanzate da quasi tutte le forze politiche sia a Palazzo Madama che a Montecitorio.
«Ma è altrettanto importante - ha concluso Ferri - puntare molto sulla prevenzione, sull'educazione al rispetto delle regole, a cominciare dalla scuola».
Il testo depositato dal senatore Moscardelli prevede
pene molto alte, a metà tra l'omicidio volontario e
quello colposo: carcere tra i sei e sedici anni, per chi
provoca la morte di una persona mettendosi alla
guida in stato di ebbrezza alcolico, sotto stupefacenti, con un limite velocità superiore al doppio del limite, o si dia alla fuga dopo l'incidente. Nel caso di
morte di più persone, la pena potrà essere aumentata
fino a 21 anni. Quando la condanna diviene definitiva scatta anche il ritiro a vita della patente. Il ddl
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Consap Magazine 2014
prevede anche il reato di lesioni personali stradali,
con pene da due a 18 mesi, e la punibilità con querela di parte.
Dopo la modifica del 2008, che aveva introdotto
delle aggravanti al reato di omicidio colposo - ha
spiegato il senatore Moscardelli, primo firmatario, illustrando il ddl alla stampa - viene quasi sempre applicato il minimo di pena; non solo, per effetto delle
attenuanti, la pena effettiva scende spesso sotto i tre
anni. Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato, ha
preso l'impegno di premere perché il provvedimento
venga immediatamente calendarizzato.
A gettare acqua sul fuoco su tanto ottimismo è pero
lo stesso governo per voce del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi “Sarebbe un errore
incentrare la riforma del Codice della strada sull’omicidio stradale. ha detto in audizione alla Camera il
ministro dei Trasporti e Infrastrutture, aggiungendo
che sarebbe altrettanto sbagliato agire sull’onda dell’emotività, in quanto ”i comportamenti negativi si
combattono con la prevenzione” e non con la repressione.
“Non dobbiamo ragionare sull’onda dell’emotiva
perché le leggi fatte in tal modo hanno un effetto assolutamente negativo. E’ sbagliato fare una legge sull’omicidio stradale”. Sulla riforma del Codice della
strada in generale, il ministro ha avanzato inoltre
l’auspicio che possa essere varata entro
l’anno e a tal proposito ha invitato il Parlamento ”ad approvare la legge delega e se
possibile accelerarla”.
Cresce la richiesta del’introduzione del reato
anche da parte dei familiari delle vittime della
strada. Attualmente il nostro ordinamento legislativo prevede una procedura penale, con
processi lunghi e spesso farraginosi, con ricorsi in appello e in Cassazione, allungando
di fatto i tempi per una pronuncia definitiva. I
colpevoli di morti sulla strada finiscono sempre o agli arresti domiciliari, che poi vengono
revocati dopo un breve periodo, o il reato
loro ascritto cade in prescrizione.
La riforma del codice penale appare di difficile realizzazione, almeno in tempi brevi. Se
da un lato c’è la lentezza dei tribunali dall’altro vi è quella della politica.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è
sempre dichiarato favorevole all’introduzione
del reato di “omicidio stradale”. L’ipotesi più
ventilata per una rapida approvazione potrebbe essere l’utilizzo di un decreto legge,
Polizia Stradale
forse già da fine aprile. L’obiettivo di questa legge e
dell’Esecutivo è di promuovere un effetto deterrente
per limitare le morti sulla strada. Ciononostante è finalità del governo puntare sull’educazione, sulla prevenzione e il rispetto del codice stradale a cominciare
dalla scuola.
Nel 2012, secondo l’ISTAT, si sono registrati in Italia
186.726 incidenti stradali con lesioni a persone e i
morti, entro il trentesimo giorno, sono stati 3.653. Tra
i 2.555 conducenti deceduti i più coinvolti sono individui con un età compresa tra 20 e 49 anni; in particolare le due fasce calde sono i giovani tra 20 e 24
anni e gli adulti tra i 40 e 44 anni. Nonostante la decrescita rispetto al 2011, i decessi sono ancora
troppi, mentre il fenomeno della pirateria stradale è
in preoccupante crescita molte di queste “fughe” sono
motivate da irregolarità nelle condizioni psico –fisiche di chi è alla guida.
Malgrado le sanzioni contro chi guida ubriaco, i bevitori alimentano le vittime della strada, così come chi
assume sostanze stupefacenti e psicotrope. A poco
servono i posto di blocco delle forze dell’ordine con
l’etilometro; infatti nel 2013 si è calcolato un aumento
del 15%, rispetto al 2012, di sinistri stradali provocati dall’ebbrezza. Il Piemonte è la prima regione in
Italia col più alto tasso di mortalità per incidenti stradali causati da alcol e droga.
Polizia Stradale
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Telecamere contro il fenomeno,
in crescita, delle assicurazioni fantasma
Un esercito di fantasmi viaggia senza assicurazione
o con tagliandi contraffatti, sfidando le sanzioni (apparentemente) severissime del codice della strada e
soprattutto confidando nelle (blande) punizioni del
codice penale.Un fenomeno in rapida ascesa e sulle
ragioni si possono solo azzardare ipotesi nemmeno
tanto stravaganti: forse la crisi? Di sicuro l’alto costo
delle tariffe. “In Italia - dicono alla Consap che gestisce il fondo assicurativo delle vittime della strada - le
assicurazioni costano mediamente il 70 per cento in
più che in Europa. La Lombardia è più in linea con
alcuni stati europei, ma il sud Italia fa impennare le
statistiche. Perché? Colpa dei furti ma il vecchio vizio tutto italiano di fare i giochini con finti incidenti
o certificati medici gonfiati, ha fatto schizzare le ta-
riffe Rca”
Se parlare di milioni di automobilisti senza assicurazione è una stima, non può esserlo invece parlare di
quasi 4mila automobilisti lombardi multati perché
senza tagliando regolare (o falso o contraffatto più
o meno in buona fede). Sul fenomeno dei tagliandi
fasulli vigila l’Ivass, anche in questo caso i numeri
sono in netto aumento: “Quest’anno abbiamo avuto
l’ennesima impennata - ammette Anna Maria Damiani responsabile dell’ufficio che raccoglie le segnalazioni dei privati e delle aziende - sono in tanti
a chiamare per denunciarci finte assicurazioni che
vendono polizze ad automobilisti sprovveduti”.
In giro ci sono quelli che espongono tagliandi abilmente contraffatti e quelli che forse in buona fede
hanno stipulato una polizza molto conveniente con
un’assicurazione fantasma. Una trappola di cui le
strade di Internet sono disseminate.
“È necessario telefonare all’Ivass oppure controllare
nel registro che raccoglie gli intermediari. “Mai fidarsi ciecamente - ammonisce la Damiani - prima di
pagare e magari buttare via i soldi,
e rischiare
tanto; non solo per l’eventuale sanzione, quanto per
gli incidenti”. I casi di chi fugge dopo un incidente
purtroppo non sono pochi. I cosiddetti «pirati della
strada».
In Lombardia l’ultima rilevazione parla di 35.398 incidenti stradali con 48.759 feriti e 540 morti. I casi
di pirateria - in Italia - sono stati 973 e la Lombardia
è al primo posto con 155 casi, secondo posto per
l’Emilia.
Per contrastare il fenomeno si sta pensando di utilizzare tutte le telecamere dentro e fuori le città per
controllare le auto circolanti, oppure rendere automaticamente obbligatorio il pagamento dell’assicurazione come accade per il bollo.
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Consap Magazine 2014
Polizia Stradale
Tagli alla sicurezza la scure si abbatte
anche sulla Polizia Stradale
Ben 32 provvedimenti e 27 chiusure di presidi potrebbero riguardare la Polizia Stradale sulla base di
quanto ipotizzato dalla Commissione di Studio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza presieduta dal
Vice capo della Polizia Vicario prefetto Alessandro
Marangoni . Il provvedimento di riorganizzazione
dei presidi di polizia realizzato in maniera concertata con la altre Forze di Polizia a competenza generale come arma dei carabinieri e guardia di finanza,
di fatto rappresenta la risposta del Dipartimento della
Pubblica Sicurezza alla necessità di revisione della
spesa pubblica voluta, per conto del governo, da
Polizia Stradale
Carlo Cottarelli Sottosegretario per la spending review. Nel mirino degli uffici da chiudere infatti spiccano molti presidi delle specialità di polizia e a
fianco alla Stradale una drastica cura dimagrante è
prevista anche per Polizia Ferroviaria e Polizia Postale oltre che Squadra Nautiche e Reparti a Cavallo
La Consap si è detta molto preoccupata per dei tagli
di operatività e di controllo del territorio che vanno a
colpire degli uffici che si sono spesso rivelati decisivi
per garantire la sicurezza sulle strada e dei trasporti
e per il contrasto dei reati informatici. Per scongiurare
alcune di queste chiusure il sindacato è mobilitato su
scala nazionale ed ha chiesto anche la collaborazione di cittadini attraverso la raccolta di firme ed
amministratori locali con interrogazioni e quesiti
come il caso del distaccamento di Amandola. Vediamo nel dettaglio quali sono le zone che rischiano
di dover pagare un deficit di controllo a causa dei tagli. Maggiormente colpite in termini numerici per la
soppressioni di presidi sono le regioni della Lombardia della Sicilia e della Sardegna ma sono le zone in
cui si intende chiudere addirittura i compartimenti regionali che potrebbero avere i maggiori disagi come
l’Umbria dove è previsto l’accorpamento alla Toscana e la Basilicata che verrebbe accorpata alla Puglia, ma non convince neppure la scelta di cancellare
i Reparti di Intervento della Polizia Stradale di tre
grandi città come Milano, Roma e Napoli. Ecco nel
dettaglio tutti i provvedimenti che rimoduleranno la attività della polizia stradale suddivisi per regione:
- ABRUZZO: Distaccamento Polizia Stradale di Castel Di Sangro e Distaccamento Polizia Stradale di
Penne
- BASILICATA: Compartimento Polizia Stradale della
Basilicata, il territorio di competenza del soppresso
Compartimento transita nella giurisdizione del
Compartimento Polizia Stradale della Puglia, con
sede a Bari. In conseguenza della soppressione
del Compartimento, la Sezione Polizia Stradale
Potenza viene elevata a livello di Primo Dirigente.
- CAMPANIA: Reparto Intervento Polizia Stradale
Napoli (R.I.P.S.)
- EMILIA ROMAGNA: Distaccamento Polizia Stradale di Faenza e Distaccamento Polizia Stradale
di Lugo di Romagna
- LAZIO: Reparto Intervento Polizia Stradale di
Roma (R.I.P.S.)
- LIGURIA: Distaccamento Polizia Stradale di Sanremo e Distaccamento Polizia Stradale di Finale Ligure
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- LOMBARDIA: Reparto Intervento Polizia Stradale
di Milano (R.I.P.S.), Distaccamento Polizia Stradale
Iseo, Distaccamento Polizia Stradale di Salò e Distaccamento Polizia Stradale di Arcore
- MARCHE: Distaccamento Polizia Stradale di
Amandola e Distaccamento Polizia Stradale di
Porto Recanati
- MOLISE: Distaccamento Polizia Stradale di Larino
- PUGLIA: Sottosezione di Polizia Stradale di Barletta
- SARDEGNA: Distaccamento Polizia Stradale di
Fonni, Distaccamento Polizia Stradale di Ottana,
Distaccamento Polizia Stradale di Siniscola e Distaccamento Polizia Stradale di Tempio Pausania
- SICILIA: Distaccamento Polizia Stradale di Nicosia, Distaccamento Polizia Stradale di Vittoria, Distaccamento Polizia Stradale di Marsala, mentre il
Distaccamento Polizia Stradale Cefalù è accorpato
alla sottosezione di Buonfarnello
- TOSCANA: Distaccamento Polizia Stradale di Portoferraio - Isola d’Elba
- TRENTINO ALTO ADIGE: Distaccamento Polizia
Stradale di Merano
- UMBRIA: Compartimento Polizia Stradale Umbria,il territorio di competenza del soppresso compartimento transita nella giurisdizione del Compartimento Polizia Stradale per la Toscana, con sede
a Firenze. La Sezione Polizia Stradale di Perugia
è elevata a livello di Primo Dirigente.
- VENETO: Distaccamento Polizia Stradale di Portogruaro, mentre il Distaccamento Polizia Stradale
San Donà di Piave è elevato a Sottosezione Autostradale
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Consap Magazine 2014
Polizia Stradale
Raccolta di firme e mobilitazione
per salvare la PolStrada di Amandola
La Consap, sindacato della Polizia di Stato maggiormente rappresentativo, protesta per il piano della
spending review predisposto dal governo, che ha affidato l’incarico a Carlo Cottarelli, illustrato nei giorni
scorsi dal vice capo Polizia, Alessandro Marangoni
alle organizzazioni sindacali, lo "studio per la revisione dei presidi e degli uffici della Polizia di Stato su
tutto il territorio nazionale” dovuto secondo noi, alla
oramai disastrosa carenza di organico, che avrebbe
reso necessaria una "articolata razionalizzazione
delle risorse e dei presidi".
Non sono stati indicati i numeri dei tagli previsti, ma
è stato affermato che si procederà seguendo due direttrici: una riguarderà la sola Polizia e prevede una
"razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità , Stradale, Ferroviaria, Postale e di Frontiera", l'altra invece, "concertata con il comando generale dei
Carabinieri, finalizzata ad una rivisitazione sul territorio della dislocazione dei Commissariati di PS,
delle Compagnie dei Carabinieri e dei Reparti Speciali". Si arriverà ad una "chiusura irrazionale" di alcuni Compartimenti e dei presidi esistenti, nonché
alla cancellazione delle Squadre Nautiche. Ci sarebbe poi la chiusura di una serie di commissariati distaccati "che genererebbe una mobilità del personale
interessando migliaia di unità ".
C'è una volontà di fatto già preordinata e definitiva
di voler stravolgere alcuni settori delle specialità e
dunque il piano non può che ricevere una "condanna
unanime e ferma", sia per il metodo che per il merito.
"Il sindacato è stato informato solo dopo che era già
stata predisposta una blindata volontà di procedere
ad una chiusura selvaggia dei presidi. Giova ricordare che il progetto non fa alcun riferimento a come
poter garantire il territorio e la sicurezza dei cittadini
in quei luoghi e sono tanti nei quali verranno soppressi i presidi, non tiene conto delle aspettative del
personale, non esiste una volontà di chiarire come e
a favore di chi verranno utilizzate le centinaia di milioni di euro di risparmio.
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza sta chiedendo il prescritto parere alle Autorità provinciali di
P.S. prefetti e questori; ad Ancona il parere alla chiusura di importanti presidi sarà deciso dal comitato di
Polizia Stradale
ordine e sicurezza pubblica. Nella provincia di An26-MAR-2014
cona, i tagli riguarderebbero in primis la Squadra
Nautica presente al porto di Ancona da numerosi
anni,il Commissariato di Polizia di Osimo il posto di
Polizia Ferroviaria di Falconara Marittima ed il Posto
di Polizia Ferroviaria di Fabriano.
I tagli quindi colpirebbero importanti presidi che sorvegliano la sicurezza dei cittadini, basti pensare ad
esempio l’ultimo intervento della Squadra Nautica
della Polizia di Stato di Ancona, rimasta ancora attiva dopo lo smantellamento dei carabinieri, è di sabato 15 febbraio, pur non risaltando nelle cronache,
la stessa Squadra è intervenuta ed ha risolto brillantemente un ammutinamento con dirottamento della
nave al porto di Ancona. Il Comandante della nave
mercantile denominata Koray che batte bandiera
maltese, aveva chiesto ausilio già dalla sera di venerdì 14 in quanto un membro dell’equipaggio lo minacciava con un coltello. Solo il brillante intervento
dell’equipaggio della Squadra Nautica, che decideva di intervenire prontamente, risolveva la situazione, dopo alcune ore di trattative.
Perché la Capitaneria di Porto non ha le capacità e
l’addestramento necessario per questo tipo di intervento operativo, come appunto il personale specializzato della Polizia di Stato. La Capitaneria di porto
che è l’ente che coordina il soccorso a mare, non essendo forza di Polizia civile, è considerata organo di
polizia Militare alle dipendenze dei Carabinieri (non
più presenti ad Ancona).Tra le prerogative degli operatori della Squadra Nautica vi sono obbiettivi molto
sensibili quali Aeroporto, Raffineria e Piattaforme
A.P.I.. Inoltre, nel periodo estivo, controlla la tutela e
previene la sicurezza dei bagnanti, fa parte
dell’U.P.G.S.P. della Questura, poiché effettua la vigilanza ed è inserita nel progetto Polizia di prossimità
nell’ ambito marino che vede ” le volanti d’acqua” in
virtù delle loro più diretta specifica conoscenza del
mare territoriale. Sarebbe un peccato secondo la
Consap, buttare via una risorsa che tra l’altro in termini di spesa diventa pressoché irrisoria, ricordando
che per questi specialisti per il quale l’amministrazione ha investito dei soldi, per l’ addestramento specifico. La chiusura dei distaccamenti di Polizia Stradale di Amandola e Porto Recanati è un altra delle
fonti di preoccupazioni per cittadini ed operatori, per
l’ufficio Polstrada di Amandola è sceso in campo anche il primo cittadino che ha scritto al Prefetto Marangoni sottolinenado il valore simbolico di un presidio
di sicurezza e legalità ed il segnale devastante prodotto da ogni loro chiusura.
Consap Magazine 2014
Resto del Carlino Fermo
Direttore: Giovanni Morandi
Lettori Audipress n.d.
Lettera del Sindaco di Amandola
47
da pag. 11
pirelli.com
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La tecnologia che
migliora le prestazioni
della tua auto,
sviluppata con le
più prestigiose case
automobilistiche.
Polizia Stradale
Consap Magazine 2014
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Il Ministero dei Trasporti vara lo
sconto-pedaggio per i pendolari
dell’autostrada
Dal 1° febbraio e fino al 2015 sconti anche del 20% al casello
Oltre un anno e mezzo di sconti per chi usa l’autostrada per pendolarismo. E’ operativo dal 1° febbraio scorso sino al 31 dicembre 2015, lo sconto sui
pedaggi autostradali per i pendolari. Lo hanno annunciato, a nome del governo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi e, per le concessionarie autostradali, il presidente di Aiscat Fabrizio Palenzona. A tal fine verranno stipulati singoli accordi tra il Ministero e le concessionarie autostradali
per disciplinare le specificità di ciascuna.
In forza di queste convenzioni iutti i possessori di Telepass (con contratti family, business e ricaricabili, abbinati a persone fisiche ed a veicoli di classe A) che
abbiano effettuato la registrazione e che utilizzino
l’autostrada come pendolari tra due stazioni predefinite, con percorso massimo di 50 chilometri potranno usufruire dello sconto pedaggio. La percentuale di sconto è proporzionale al numero dei viaggi
e non alla loro lunghezza.
Per vedersi applicato lo sconto bisogna rispettare alcuni canoni, sino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto, dal ventunesimo transito lo
sconto (per il totale dei viaggi effettuati sarà dell’1%
e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi…)
fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta
dopo il 40° transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su
tutti e 41 e sino al 46° viaggio (i giorni lavorativi in
50
Consap Magazine 2014
un mese sono al massimo 23) lo sconto del 20%. Per
i transiti successivi al 46° viaggio si paga la tariffa intera. Lo sconto è applicato per un massimo di due
viaggi al giorno, compresi i festivi, e non è cumulabile con altre agevolazioni/iniziative di modulazione
tariffaria.
Per usufruire di questa agevolazione bisogna andare
sul sito Telepass (www.telepass.it) o sul sito/ufficio
della concessionaria interessata, definendo il percorso che si utilizza abitualmente, indicando il casello di entrata e quello di uscita. Per il sistema aperto
- in cui il cliente non effettua la transazione che permette di stabilire da dove si proviene e/o dove si è
diretti - il cliente indicherà il casello / la barriera di
attraversamento, ad esempio A8 Milano Nord e A12
Roma ovest. L’elenco dei percorsi di lunghezza inferiore a 50 chilometri sarà reso disponibile presso i
siti/uffici di cui sopra. Lo sconto verrà calcolato al termine del mese in cui vengono effettuati i transiti ed
Polizia Stradale
applicato nella prima fattura successiva, e sarà retroattivo, cioè partirà dal primo giorno del mese in cui
viene fatta la richiesta.
Presentando l’accordo raggiunto con Aiscat, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi
ha dichiarato: “Queste agevolazioni sono valide
sulla rete autostradale e dureranno fino al 31 dicembre 2015. E’ una realtà e non una promessa. Abbiamo voluto dare un segnale chiaro ai pendolari,
una categoria che oggi soffre la crisi economica e
sulla quale l’impatto degli aumenti dei pedaggi si faceva sentire in modo significativo”.
Fabrizio Palenzona, presidente di Aiscat, ha aggiunto: “ E’ una sperimentazione che ci auguriamo
raccolga il gradimento della categoria dei pendolari
che molto spesso non ha altre alternative per raggiungere il posto di lavoro”.
C.P.
La flotta delle automobili a disposizione
della Polizia Stradale italiana ha un
nuovo modello, per la prima volta anche
completamente elettrico: si tratta della
Peugeot 508 RXH.
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In evidenza
Consap Magazine 2014
Sicurezza sui luoghi di lavoro
il Dipartimento fa "scaricabarile"
sul regolamento
Si è svolta al Dipartimento la prevista riunione relativa allo schema di Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 3 del d.lgs.81/2008 (sicurezza
nei luoghi di lavoro). Tutti i Sindacati di Polizia presenti hanno concordato nel rigettare in toto la proposta dell’Amministrazione, non tanto perché nel merito
non si riscontrano elementi positivi ai fini del decreto
attuativo dell’articolo 3 del d.lgs 81/2008, quanto
perché l’emanazione del predetto Regolamento risulta avere, allo stato, unicamente finalità di autotutela dell’Amministrazione, relativamente alle responsabilità che la materia della sicurezza sul posto del
lavoro individua in capo al datore di lavoro. In maniera artificiosa si è cercato di dividere la responsabilità che la normativa pone in capo ad un unico soggetto (il datore di lavoro) in più livelli, utilizzando in
maniera strumentale la motivazione che, frequentemente, il dirigente non è titolare dei poteri qualificanti
il datore di lavoro: potere decisionale e di spesa. In
tal modo, lo ribadiamo, si è perseguito unicamente lo
scopo di “tutelare” il datore di lavoro e non gli operatori che hanno diritto a lavorare in luogo sicuro.
Frazionare i livelli di responsabilità significa voler intorbidire le acque e non consentire, in caso di contenzioso giurisdizionale, una individuazione di responsabilità. La pretestuosità delle argomentazioni dell’Amministrazione si dimostra dal fatto che la medesima problematica è riscontrabile in tutto il restante
pubblico impiego che non ha invocato una diminuzione di responsabilità come quella sopra evidenziata. In tale direzione, l’atteggiamento dell’Amministrazione di Pubblica Sicurezza non trova legittimazione dal fatto che l’Arma dei Carabinieri abbia approvato una soluzione analoga a quella proposta
che, a nostro parere, ben difficilmente può essere
considerata regolare, in quanto emanata dal “con-
trollato” in difformità allo spirito della legge. I Sindacati di Polizia compatti ribadiscono, con forza, che
prima di affrontare le questioni relative all’attuazione
dell’articolo 3 del d.lgs 81/2008, si deve mettere
mano a tutti quegli istituti che da 20 anni impediscono l’applicazione del d.lgs. 626/1994; per i nostri rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
(RLS) non hanno mai trovato applicazione le prerogative in tema di permessi e di formazione. Prima di
emanare questo decreto “scarica responsabilità”, che
comunque non possiamo accettare nella forma e
nella sostanza, si deve procedere nella direzione di
dare dignità alla figura degli RLS. E’ certamente da
stigmatizzare la reiterata violazione delle norme sulla
sicurezza presso gran parte dei luoghi di lavoro sul
territorio nazionale, così come è inaccettabile l’interruzione delle trattative per la nomina e la designazione degli RLS. Il tentativo dell’Amministrazione è,
pertanto, inaccettabile, anche rispetto alla condizione di chi –vestendo la divisa della Polizia di Stato
– deve andare a controllare e censurare gli ambienti
di lavoro esterni, magari di imprenditori in difficoltà
a causa della crisi economica, sanzionandoli, pure
gravemente, secondo le disposizioni vigenti, nonostante i propri ambienti di lavoro siano in condizioni
assai peggiori. Una contraddizione che è rappresentativa dello stato delle cose e che ci impone, ribadiamo, di respingere al mittente le proposte dell’Amministrazione!
In evidenza
Consap Magazine 2014
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"Igiene e sicurezza al collasso"
per il Commissariato di P. S. di Lanciano
Ill.mo Signor Questore,
Questa o.s. Consap le chiede una urgente Ispezione
atta ad acclarare le reali ed “indecenti” condizioni in
cui sono costretti ad operare gli appartenenti ai ruoli
della Polizia di Stato presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lanciano.
Inizia così la lettera che Mauro Giannetta, segretario
Generale Provinciale della Consap firma e invia al
Questore di Chieti Filippo Barboso. "Una delegazione
di questa o.s., guidata dal Segretario Generale e da
altri componenti del Direttivo Provinciale, nel mese di
settembre, si trovava in visita al suddetto Ufficio di P.S.
Nella circostanza, raccoglieva varie lamentele da alcuni operatori ivi in servizio, circa le precarie condizioni igieniche e logistiche, in cui sono costretti a lavorare. In effetti, si aveva modo di appurare che nella
sala conferenze, attigua all’Ufficio Volanti, erano accatastati numerosi apparecchi elettronici, monitor per pc,
cavi elettrici aggrovigliati, tastiere ed altri congegni informatici, tutti impolverati ed in evidente stato di abbandono, alla stregua di talune “discariche non autorizzate”, come purtroppo si possono rinvenire lungo le periferie di degradati luoghi urbani. Inoltre, si vedevano,
adagiati per terra ed accumulati in alcuni angoli dell’Ufficio Volanti, vari oggetti, paletti in ferro, sacchi neri
ricolmi tipo immondizia, avvolti da nastri adesivi con
sopra incollati dei verbali di rinvenimento, indistintamente accostati gli uni agli atri; si trattava forse del locale “Ufficio Oggetti Rinvenuti”? Gli Agenti dell’Ufficio
Volanti, non dispongono di Uffici adeguati. In effetti, allorquando si trovano a redigere gli atti per una persona
arrestata o fermata, patiscono un assurdo disagio che
si risolve in una condizione di estremo pericolo per gli
stessi operatori. Difatti, la persona arrestata la si fa accomodare in un piccolo ufficio non idoneo in termini di
sicurezza, costringendo gli agenti ad alternarsi tra la
compilazione dei verbali ed il piantonamento a vista
della suddetta per scongiurarne eventuali tentativi di
fuga. E dire che il Commissariato di Lanciano dispone
di ben due camere di sicurezza, peccato che siano
chiuse ed inagibili! Che dire delle “disastrose” e “luride” condizioni degli spogliatoi e dei bagni? Come
può dirsi essere dignitosa la condizione di un operatore di volante che si vede costretto a cambiarsi in ambienti non riscaldati, privi di finestre e di porte che possano preservarne la privacy? Le sembra possibile considerare spogliatoio un “loculo” ove si accede oltrepassando degli stipiti di una porta non esistente? Se poi un
collega vorrà farsi una doccia deve scendere nel garage delle auto di servizio ed usufruire di un “lussuoso”
box con vista “panoramica” su sporcizie, cumuli di immondizie varie, olio di motore che impregna il pavimento, materiali di officina meccanica, tutti tipici elementi di un “moderno” arredo bagno!
Tutto ciò è assurdo Sig. Questore,
A fronte di tanti e gravi disagi, gli operatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lanciano, rispondono quotidianamente con incommensurabile impegno
e professionalità nell’adempimento dei loro doveri Istituzionali. Appare evidente e chiara la responsabilità
nella gestione del Commissariato di P.S., che si manifesta incurante ed indifferente ai disagi che vive il personale dipendente, dimostrandosi per nulla propensa a rimuoverli definitivamente. Ill.mo Sig. Questore, questa
o.s. Consap, da sempre sensibile alle questioni che investono la molteplicità dei dipendenti della Polizia di
Stato, si vede costretta, per le ragioni sopra narrate, a
chiederLe una urgente ispezione presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lanciano, affinché constati in prima persona le gravi problematiche di sicurezza ed igienico-sanitarie emerse, confidando in una
pronta risoluzione delle stesse.
L’occasione é gradita per porgere alle SS.LL., distinti saluti".
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Consap Magazine 2014
In evidenza
U.P.G.A.I.P. : un ufficio che opera dietro
le “quinte” ma con compiti fondamentali
L’U.P.G.A.I.P., Ufficio Per
Gestione Automatizzata
delle Informazioni di Polizia, svolge compiti fondamentali, trattando dati
sensibili, attenendosi a
livelli di massima sicurezza per la tutela delle
notizie gestite.
Gli operatori in servizio
Gianni Valeri
presso gli uffici UPGAIP,
Segretario Nazionale Consap
per le loro capacità,
possono essere definiti
dei veri e propri “professionisti”, che hanno sostenuto diversi corsi di formazione, ed in genere appartengono
al Ruolo Tecnico della Polizia di Stato, ma in alcune realtà sono presenti anche operatori del Ruolo Ordinario.
Questi uffici sono presenti in tutte le Questure ed hanno
competenza provinciale.
I compiti che svolgono i predetti operatori sono molteplici, e di grande responsabilità, per l’elevato livello di
“sensibilità” dei dati trattati: gestione dei fascicoli per la
verifica e la correttezza degli inserimenti SDI (Sistema di
Indagine) di tutta la provincia di competenza, costante
(si può affermare in tempo reale) aggiornamento dei
dati inseriti nello SDI, trattazione del settore contenzioso
del C.E.D, correzioni inserimenti in Banca Dati su segnalazione del Settore Controllo, dichiarazione di completezza mensile dei dati (SDI) inseriti da tutti gli uffici di
polizia della propria provincia di competenza alla relativa prefettura, gestione sicurezza degli utenti per l’accesso allo SDI e convalide periodiche delle scadenze
delle userid per il relativo accesso alla Banca Dati, Help
Desk di primo livello per l’ausilio dello SDI, certificazioni
postazioni di lavoro per consentire agli operatori di polizia l’accesso allo SDI, corsi periodici di aggiornamento a tutto il personale di polizia in servizio presso la
provincia di competenza, gestione della procedura
“MIPG”.
Inoltre gli operatori dell’UPGAIP offrono continua assistenza a tutti i colleghi che ne fanno richiesta, anche da
appartenenti ad altre forze di polizia.
Negli uffici UPGAIP è presente l’importantissima figura
del Focal Point, istituita in ambito provinciale a supporto
degli operatori utenti della Banca Dati Interforze (art. 8
legge 121/81), le cui attività di competenza sono riconducibili a: gestione della sicurezza dell’accesso alla
Banca Dati, mansioni relative al rilascio agli utenti delle
credenziali d’accesso e all’attribuzione ed aggiornamento di specifici profili autorizzativi funzionali all’impiego operativo, oltre che alla revoca e cancellazioni
delle credenziali stesse; formazione di supporto tecnico
logistico degli utenti della Banca Dati; “controllo di qualità del dato inserito”, a verificare che lo stesso o l’eventuale aggiornamento di informazioni alla banca dati sia
tempestivo (art. 21 legge 128/2001) e semanticamente
conforme alla documentazione raccolta e conservata
presso l’ufficio (art. 7 L. 121/81, D.Lgs 196/2003 art.
11 e art. 54); gestione delle postazioni di lavoro per
l’accesso al sistema ed il monitoraggio periodico dell’attività svolta dagli operatori utenti della banca dati; referente provinciale del servizio per il Sistema Informativo
Interforze sulla base delle disposizioni impartite dal
Capo di Gabinetto del Questore, in quest’ambito rientrano tutte le attività di gestione delle richieste di accesso
agl’atti da parte dei cittadini (D.Lgs. 1966/2003 art. 8)
e dell’eventuale contenzioso.
Si ricorda che l’UPGAIP è un ufficio previsto “Dal Regolamento per il riordino della struttura organizzativa delle
articolazioni centrali e periferiche dell’Amministrazione
della Pubblica Sicurezza”, a norma dell’art. 6 Legge 31
marzo 2000, n. 78 ( D.P.R. 208/2001 art. 3 Co. 2),
coerentemente con le competenze specificatamente indicate dall’art. 9 del Decreto del Capo della Polizia del
29 gennaio 2007, “Riorganizzazione dell’Ufficio di
Gabinetto e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico delle Questure”.
Si evince da quanto sopra descritto l’importanza dell’UPGAIP, nostro malgrado però, dobbiamo rilevare la
“scarsa considerazione” di cui gode questo ufficio in alcune realtà provinciali.
La Consap, come suo costume, vigilerà attentamente affinché l’UPGAIP, continui a svolgere al meglio e nelle migliori condizioni possibili i propri compiti istituzionali.
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Consap Magazine 2014
In evidenza
Dal coisp alla Consap. Vincenzo Ciulla
nuovo Segretario di Agrigento
Ad Agrigento dirigenti ed iscritti coisp transitano in
massa nella Consap. Il gesto eclatante è stato spiegato
dal collega Vincenzo Ciulla, fondatore nel 1997 del
coisp ad Agrigento ed ex Segretario Generale Provinciale, con una bella e motivata lettera inviata alla nostra Segreteria Nazionale. Il valente sindacalista ci ha
raccontato che quando aderii all’iniziativa, allora vi
erano pochissime sigle sindacali tra cui il siulp e sap,
si era ripromesso con la nuova avventura di riuscire a
risolvere le problematiche più importanti su cui gli altri
sindacati si erano appiattiti. Durante la militanza in
quel sindacato il collega ha fatto tante battaglie per
riaffermare i sacrosanti diritti dei colleghi e per garantire migliori condizioni di vita e lavoro a tutto il personale insieme a tantissimi altri dirigenti sindacali che ora
lo seguiranno nella Consap. Nell’ultimo periodo non riconoscendosi più nella sigla sindacale che aveva
creato in quella
provincia, essendo
il modo di gestire
le vicende da
parte della Segreteria
Nazionale
non più condivisibile, essendo inaccettabili i toni usati
nei confronti di
vari esponenti anche politici ma soprattutto essendosi
verificate gravi divergenze interne
alla Segreteria Regionale Sicilia, ha
deciso di chiudere
i rapporti con il
coisp. Per questi
motivi ha deciso di
abbracciare la Consap, unitamente a diverse decine di
colleghi, con la speranza di poter meglio difendere,
con professionalità e determinazione i diritti, gli interessi legittimi e le giuste attese dei poliziotti. La Segreteria Nazionale Consap, d'intesa con il Segretario Giuseppe Bennardo, sentita la Segreteria Regionale ha
proceduto alla nomina della nuova struttura provinciale
che risulta così composta: Segretario Generale Provinciale: Vincenzo Ciulla. Segretario Provinciale Aggiunto: Enrico Guadagnoli. Segretari Provinciali: Lanfranco Lantieri, Isidoro Fiore, Ivano Liviabella, Carmelo
Vitello, Salvatore Zammuto. Ai neo dirigenti sindacali
gli auguri più sinceri di buon lavoro da parte della Segreteria Nazionale
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In evidenza
Consap Magazine 2014
R-2014
da pag
Quotidiano
Direttore: Enrico Grazioli
Lettori Audipress n.d.
In evidenza
Consap Magazine 2014
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Consap, la spending review rischia di
aiutare pedofili, stalker e truffatori
Il quotidiano La Repubblica,it ha dato ampio spazio
alla dura presa di posizione del Segretario Generale
Nazionale Consap, Giorgio Innocenzi contro la ventilata chiusura della stragrande maggioranza delle sezioni di polizia postale.
"Lo smantellamento della Polizia postale è un regalo ai
pedofili, agli stalker e tutti quei truffatori che con internet hanno fatto e faranno fortuna": Sono parole, dure,
che arrivano da Giorgio Innocenzi, segretario nazionale Consap, Confederazione sindacale autonoma di
polizia. Sono la chiusa alla condanna della riorganizzazione delle sedi delle forze dell'ordine. Che, muovendosi su impulso della spending review, prevede tra
le varie cose anche la soppressione su tutto il territorio
nazionale di 73 sedi di polizia postale. La proposta presentata dal Dipartimento della Funzione pubblica ha subito scatenato le inevitabili polemiche. "Smantellare le sezioni significa bloccare tutte le indagini in
corso, lasciare impuniti pedofili e stalker e intasare uffici (il 90% del personale sarà trasferito alle questure)
già ingolfati di loro, che nelle migliori delle ipotesi si
occuperanno tra non prima di due anni delle indagini
iniziate oggi", ci dice Massimiliano Frassi, presidente
dell'Associazione nazionale vittime pedofilia Prometeo.
La Polizia postale e delle Comunicazioni è una specialità della Polizia di Stato che tra i suoi compiti istituzionali principali ha quello di rispondere alle sempre
nuove frontiere tecnologiche della delinquenza. E' presente con 20 compartimenti (in genere uno per ciascuna regione), dai quali dipendono 76 sezioni. Il
piano attuale di riordino ne prevede la soppressione di
73. Quasi tutte. Eppure queste sezioni rappresentano
delle vere e proprie avanguardie sul territorio: sono uffici di eccellenza che contrastano tutti i reati che avvengono con l'utilizzo della rete informatica e telefonica. Il
personale è altamente specializzato e in continuo aggiornamento e poi dispone di strumentazioni e locali
che nella maggior parte dei casi vengono forniti gratuitamente dalle Poste Italiane, con le quali la collaborazione è assai proficua.
Stupisce che in un momento in cui buona parte delle interazioni umane - positive e negative - si sposta dal
"reale al "virtuale", i tagli vengano fatti proprio nella in
quella direzione, ovvero in quei luoghi in cui si vigila
su una rete sempre più affollata. "Pensiamo che l'amministrazione sia determinata ad andare avanti nella
chiusura degli uffici. Ancora una volta si vogliono ridurre le strutture periferiche che portano a casa risultati
e sono vicine al cittadino e non si pensa minimamente
di tagliare le strutture centrali che a poco servono.
Forse, l'unica ragione è che in quelle sedi ci sono nomi
altisonanti ai quali bisogna far fare carriera", sottolinea
il Segretario della Consap.
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Consap Magazine 2014
In evidenza
Ispettorato Viminale, alte professionalità
valorizzate da un valente direttore
A due passi da palazzo del Viminale, sede del Ministero dell’Interno, c’è un presidio di polizia che è chiamato a garantire la sicurezza del compendio Viminale
(Palazzo Nazionale della Sicurezza) e di chi lo rappresenta, stiamo parlando dell’ispettorato di Pubblica Sicurezza Viminale con sede in piazza del Viminale. Alle
dipendenze di questo Ispettorato sono collocati anche
tre Uffici Speciali di P.S. presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali ed il dicastero dello Sviluppo Economico.
Sempre all’Ispettorato Viminale compete la sicurezza
nelle sedi della Polizia di Stato che ospitano alcune importanti direzioni centrali allocate presso il Polo Anagnina, il Polo Tuscolano e la Caserma Ferdinando di
Savoia di Via Castro Pretorio e per finire di altre 10
sedi distaccate e del prestigioso e storico Nucleo
Scorte, che predispone i dispositivi di tutela scorte alle
più alte cariche istituzionali e a varie personalità considerate a rischio. Un compito carico di responsabilità
che dal 2011 è guidato dal Direttore dottor Felice Ferlizzi, una personal a cui, va riconosciuta una grande
esperienza professionale visto che per molti anni è stato
alla guida del Reparto Volanti di Roma,poi Polizia Ferroviaria, Polizia di Frontiera Aerea Fiumicino, e quindi, questore
di Arezzo, nonché presidente del
comitato nazionale per le manifestazioni sportive. Il dottor Ferlizzi
è per i suoi uomini un direttore
senza precedenti per l’Ispettorato, persona abituata a colloquiare con tutto personale e che
quando viene a conoscenza di alcune problematiche, si spende al
massimo per dare risposta alle legittime aspettative del personale.
La Segreteria locale della Consap
presso l’Ispettorato Viminale, si è
sempre impegnata affinché venissero tutelati i diritti del
personale e per migliorare la professionalità del personale e nel Dottor Ferlizzi ha fino ad oggi, trovato un ottimo e attento interlocutore.
Si è così dato via a degli ottimi corsi di aggiornamento
professionale, per potenziare le alte professionalità degli operatori di Polizia di questo Ispettorato e motivarli
sempre di più nel proprio lavoro. Artificieri, personale
del Nucleo Scorte impiegato a continui corsi di aggiornamento teorico e pratico, maggiore addestramento in
poligono anche con armamento particolare per il personale dell’ufficio scorte, lezioni di materie giuridiche,
corsi di aggiornamento di tecniche operative, guida in
sicurezza, corsi di abilitazione all’uso di apparecchiature radiogene ( Rapiscan) e aggiornamento, lezioni
per l’uso pratico del defibrillatore oltre a corsi di primo
soccorso. È stata operata un’informatizzazione tra tutte
le sedi, riducendo al minino l’uso della carta ed è stato
realizzato il piano di evacuazione dell’Ispettorato Viminale. L'auspicio è che la collaborazione della Consap
con la dirigenza possa mantenersi a questi alti livelli
allo scopo di migliorare le condizioni di lavoro del personale e garantire l'efficienza del servizio.
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Consap Magazine 2014
In evidenza
Tutta Europa nella morsa dei tagli
sulla sicurezza, Eurocop propone
iniziative a livello di Unione Europea
In risposta alla consultazione pubblica della Commissione europea su "Dibattito sul futuro delle politiche degli affari interni:? Un'Europa aperta è sicura cosa succederà", la Confederazione europea di
polizia (EUROCOP) ha sviluppato un documento
programmatico, frutto dell’elaborazione delle posizioni, delle risoluzioni, delle prese di posizione e
delle esperienze dei nostri iscritti.
Le prossime fasi della creazione di un'Europa aperta necessita di una strategia più coordinata, globale e coerente per l'applicazione del diritto europeo.
Le forze di polizia europee hanno iniziato la costruzione di una cultura comune di polizia basata sui
valori: del rispetto dei diritti fondamentali, il rispetto del principio dello Stato di diritto, la trasparenza
e la responsabilità. Eppure la creazione di una cultura di polizia europea non nasce dalla notte al
giorno e sono necessari notevoli sforzi per rafforzare la cooperazione, e costruire la fiducia e la solidarietà tra le nostre forze di polizia europee. La diversità delle forze di polizia europee offre un potenziale significativo per approcci innovativi per la lotta alla criminalità. Ci siamo quindi posti una sfida
per la cooperazione di polizia rafforzata tra gli Stati membri europei tenendo conto delle diverse esigenze e strutture delle diverse forze di polizia europee e garantire la necessaria flessibilità.
L’intesa tra le forze di polizia deve rispecchiarsi nella fiducia dell’opinione pubblica, oggi più che mai,
l'applicazione della legge europea è sotto pressione per far fronte agli effetti collaterali di instabilità
sociale causati dalla crisi economica. Senza la fiducia del pubblico, la polizia non può sperare in un
successo di fronte ad una instabilità che minaccia le
fondamenta della nostra democrazia.
EUROCOP Si è sempre fatta portavoce voce degli
appartenenti alle polizie europee. Essa rappresenta
oltre mezzo milione di agenti di polizia in 25 pae-
In evidenza
si europei. L'idea di un sindacato di polizia su scala europea risale al 1953, quando da EUROCOP
UISP e a seguito di una fusione con il Comitato permanente della polizia in Europa, formalmente venne istituito EUROCOP con sede a Lussemburgo. Si
tratta di un'organizzazione non-profit laico e indipendente e non ha alcuna affiliazione con qualsiasi partito di governo o politico e si finanzia con i
contributi dei suoi membri.
La natura mutevole delle minacce della sicurezza
per i paesi europei sta giocando sempre ruoli diversi. Una sfida per la quale le forze di polizia oggi in
linea generale si ritrovano mal equipaggiate e economicamente demotivate .
L’Europa ha bisogno delle sue polizie. Noi crediamo che l'UE ha bisogno di attuare una gestione intelligente di Schengen , il che significa una maggio-
Consap Magazine 2014
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re applicazione e attuazione. L' UE deve garantire
gli strumenti necessari e le risorse per la polizia nella zona con frontiere aperte. In questa senso EUROCOP sta cercando di stimolare la discussione a livello europeo sui bilanci della polizia, che hanno raggiunto livelli criticamente bassi che cadono vittima
della recessione economica , minacciando la sicurezza della gente e la capacità di fornire un servizio di alto livello .
Mentre le forze di polizia europee si sforzano di "lavorare meglio", chiediamo a livello UE iniziativa
utili per affrontare le sfide che oggi sono davanti
agli gli Stati membri. Lavorando insieme possiamo
preservare un'Europa che sia territorio di libertà,
giustizia e sicurezza.
Giorgio E. De Carolis
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Consap Magazine 2014
In evidenza
Obama a Roma fa i complimenti
ai poliziotti per il sistema di sicurezza
Il presidente statunitense Barack Obama ha ringraziato il capo della Polizia per il sistema di sicurezza messo in atto per la visita della delegazione Usa
a Roma.
La tutela ravvicinata del Presidente è stata assicurata da un dispositivo integrato composto da personale del reparto speciale NOCS della Polizia di Stato
e dagli agenti del Secret Service statunitense.
I fronti su cui hanno lavorato gli oltre 3.200 professionisti della sicurezza, complessivamente impegna-
ti per la visita del Presidente degli Stati Uniti e della delegazione americana, sono stati moltissimi e lo
si capisce sfogliando le oltre 60 pagine dell'ordinanza del questore di Roma che ha messo sotto la
lente di ingrandimento tutta la città.
Sembra ovvio pensare in queste circostanze all'impiego di scorte, tiratori scelti e artificieri meno ovvio
ricordare il lavoro di quanti, in modo spesso impercettibile, hanno assicurato la buona riuscita di questo servizio: parliamo dei molti agenti in borghese
In evidenza
che ad esempio si aggiravano negli alberghi che
ospitavano la delegazione e i giornalisti accreditati o che entravano ed uscivano dagli stabili vicini alle località interessate dalla visita o agli obiettivi sensibili quali ambasciate e consolati.
Le lunghe attese di poliziotti, carabinieri, finanzieri
e agenti della forestale lungo i percorsi interessati
dal corteo presidenziale non erano meno stressanti
di quelle degli agenti della stradale e della ferroviaria che presidiavano i cavalcavia interessati dal
passaggio del presidente statunitense.
Pattuglie a cavallo hanno perlustrato le aree verdi
prossime ai luoghi di soggiorno ed incontro utilizzati da Obama. In tutto il Lazio le superfici da dove
potevano decollare o atterrare aerei ed elicotteri sono state con discrezione presidiate da pattuglie di
poliziotti e carabinieri.
Fondamentale il lavoro dell'intelligence, la Digos oltre a preoccuparsi delle minacce antiterrorismo ha
dovuto anche prendere in considerazione le manifestazioni di protesta che si sono svolte approfittando
di una ribalta di straordinaria importanza. La sala
operativa ha fatto costantemente il controllo delle
decine di postazioni per assicurarsi che tutto stesse
filando liscio. Anche la polizia fluviale ha passato
al setaccio tutti i tratti del fiume Tevere vicini alle
Consap Magazine 2014
65
strade percorse dal corteo; per gli agenti imbarcati
non c'è stata la possibilità di vedere le macchine
che sfilavano ma sapevano che c'erano: bastava
guardare in alto gli elicotteri di polizia e carabinieri che dall'alto scortavano le oltre 50 macchine del
seguito presidenziale.
I medici e gli infermieri della Polizia hanno seguito
l'evento mettendo a disposizione la propria professionalità con una squadra al seguito del servizio di
scorta.
Tutto ha funzionato a dovere anche per l'impegno
delle altre istituzioni che hanno concorso al sistema
sicurezza: polizia locale di Roma Capitale per la
viabilità; l'Anas per le strade extraurbane; l'azienda per la raccolta dei rifiuti che ha permesso il controllo e lo spostamento di cassonetti campane e cestini dei rifiuti; gli enti che erogano i servizi di rete
che hanno consentito l'ispezione delle gallerie sotterranee; e poi gli ospedali che hanno organizzato
turni e squadre straordinarie pronte alle emergenze;
i Vigili del fuoco che hanno messo a disposizione
caserme e squadre specializzate di pronto intervento anche al seguito del corteo. E soprattutto grazie
anche a cittadini e turisti che hanno sopportato i disagi di un avvenimento così importante (poliziadistato.it)
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Varie
Consap Magazine 2013
La Moda Primavera Estate di Paola Pietrucci
La moda primavera/estate
2014 e' piena di novità e tendenze tutte da seguire,le vetrine dei negozi sono già allestite con le nuove collezioni.
Tessuti cangianti e dai toni metallici. Dal blue intenso al
verde acqua,ma poco importa
il colore,la cosa più importante è, che sia metallico e cangiante,ma attenzione
a scegliere un solo capo per non correre il rischio di
esagerare! La gonna perfetta che torna miracolosamente di moda è la gonna a ruota, la gonna anni
'50 è ampia e lunga sotto il ginocchio. Gioite
donne,questo modello riesce a snellire la figura e mimetizzare i “chiletti” di troppo.
Gonne, abiti,maglie avranno stampe floreali per essere alla moda; gli intramontabili pois, grandi o
grandissimi saranno i protagonisti di queste stagioni:
il capo che non dovrà mancare nell'armadio di nessuna donna sarà un must per tutta la primavera
/estate. C'e' un gran ritorno dei jeans scoloriti,strappati e con patchwork. Sempre di gran moda i jeans
slim,ma ritornano alla grande anche i modelli più
ampi,li porteremo arrotolati in fondo in modo da scoprire le caviglie. E' tornato il look vintage per il jeans
da abbinare con pezzi “ultrachic”. Sono di gran
moda i pantaloni larghi,facili da abbinare e comodi.
I modelli per queste stagioni sono lunghissimi oppure
sopra la caviglia. Questi ultimi sono molto belli indossati sia con tacchi alti o con scarpe basse o sandali.
Il vantaggio di questa lunghezza è che si lasciano indossare con qualsiasi scarpa. Care amiche avete mai
sentito parlare di “look style sporty chic”? Questo
stile e' l'ultimo must del momento,una delle tendenze
di moda. Consiste semplicemente nell'abbinare capi
di abbigliamento sportivo ad elementi bon ton o viceversa. Vi sarà sicuramente capitato di vedere qualche
ragazza in città indossare un delizioso tubino ma ai
piedi calzare delle sneakers da corsa o qualcuna che
abbia abbinato delle scarpe con tacco alto a pantaloni,tuta e felpa; ecco,questo e' il “look style sporty
chic” che sta dettando le nuove leggi del fashion.
Questa e' una delle tendenze per questa primavera
estate 2014! Per quanto riguarda la moda scarpe
non ci sarà un modello dominante ma una vasta possibilità di scelta: sandali sportivi,zeppe decorate,
espadrilles e le ballerine che non vedranno mai il
tramonto neppure in questa stagione; le espadrilles
torneranno stavolta con piu' prepotenza dopo i timidi
rilanci negli anni scorsi. Le zeppe non andranno in
pensione ma saranno decorate.
L'esordio dei Venus's Delight: la musica ha conosciuto nuove strade
Sono bastati solo venti giorni
ad un gruppo musicale proveniente da Roma, in pieno
stile Rock progressivo, per
portare in scena la loro fantasia espressa nella nobile
Venus's Delight live
arte della musica.
al Radio Wuonz live club
E' andato in scena al Radio
Wuonz live club un concerto
inaspettato e particolarmente gradito ai presenti arrivati al seguito della band.
L'esibizione, della durata di poco più di un'ora ha
comunque consentito al trio di riuscire a colpire tutti
per la propria originalità in soli 8 brani.
Le digressioni più evidenti riguardano la scena degli anni '70 con atmosfere cupe e testi dalla spiccata tendenza filosofale, ma non sono mancati nel
repertorio brani con influenze più moderne e se vogliamo psichedeliche,uno fra tutti il brano intitolato
Reading Hemingway, che ha richiamato con delicatezza estrema le sonorità moderne e coinvolgenti
dei Muse.
Biograficamente parlando, il gruppo nasce da
un'idea in comune di Willliam De Felice (Chitarra
elettrica) ed Alessandro Gregori (Voce, piano e chitarra), i quali accomunati dalla passione della musica e soprattutto dalla forte tendenza alla sperimentazione della stessa, decidono di dar vita al
progetto in questione. Passano pochi giorni perchè
il gruppo si completi con l'ingresso più che mai opportuno di Davide Barrasso (batteria e percussioni),
per dare il corpo e il ritmo che manca nella maggior parte dei casi ad un progetto acustico.
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