Relazione Piano Particolareggiato Centro Storico
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CAPITOLO 1
ELEMENTI DI RIFERIMENTO
II centro storico di Bosa è pressoché individuabile dalla fascia di territorio che avvolge da
mezzogiorno a ponente il caratteristico tronco di cono che si eleva dalla valle del fiume Temo
fino al colle in cui si trova il castello dei Malaspina. Più precisamente, come delimitato dal
P.R.G., esso può essere circoscritto ad ovest dalla via e Piazza Gioberti, a nord-ovest dalla via
Ginnasio e dalla piazza del Carmine; inoltre a nord il suo confine naturale è costituito dal colle su
cui sorge il castello, mentre ad oriente dalla scalinata di via delle rose; a sud il centro storico si
spinge al di là del fiume Temo allineando al suo interno la fascia che dalla chiesa di Sant'Antonio
a via delle conce.
Altimetricamente il C.S. è costituito da una parte, lungo la valle del Temo, pressoché
pianeggiante (1 ± 2 mt. s.l.m.) che poi via via si innalza fino alla via del Castello (48 mt. s.l.m.).
Tutto il centro storico è sovrastato dal castello che risulta a circa 83" mt- s.l.m.
La superficie territoriale complessiva e di circa 14 ettari, mentre quella fon diaria è di circa 9
ettari pari al 64^ della superficie totale.
La superficie destinata alle strade e le piazze risulta circa il 32%, mentre quella per le residenze
il 47% che porterebbe a classificare il centro storico di Bosa come un'area semiurbanizzata, se
non si tenesse conto della sua conformazione orografica caratterizzata da una pendenza
rilevante che limita la possibilità di sfruttamento edilizio. Se si considerano le superfici per spazi
pubblici, riservata alle attività collettive, che la legge prevede debba essere, per i comuni della
seconda alasse 18 mq/ab, si intravedono le enormi carenze in termini di superficie libera. Infatti
dalle elaborazioni eseguite si constata che occorrerebbero circa 6 ha per bilanciare il deficit
esistente di aree. (vedi tav. A)
I. La popolazione e i caratteri dell'habitat
Prima di entrare nel inerito dell'analisi dettagliata dei dati acquisiti, occorre precisare le finalità
generali che hanno guidato la raccolta e l'elaborazione dei dati.
In prima analisi sono state individuate alcune aree campione per il rilevamento della popolazione
e per il patrimonio edilizio, che permetterebbero di ottenere in una successiva fase di
elaborazione, informazioni globali relative all'intera area del Centro Storico. Questa metodologia
di indagine e stata dettata principalmente dalla mancanza di documentazione statistica riferita al
centro storico disgiunta da quella complessiva esistente per tutto il territorio comunale di Bosa,
con riferimento al censimento del 1981. Questa rappresentazione della popolazione e dei suoi
caratteri e peraltro sufficiente a capire la struttura dell'habitat del centro storico per approfondire
il quale si è fatto ancora uso della tecnica del campione.
I.I. Le zone di indagine
All'interno del centro storico (vedi tav. F) sono state individuate 6 aree da assumere come
campione. Gli elementi maggiormente caratterizzanti, che hanno condotto alla individuazione dei
campioni, sono stati desunti dall'analisi della tipologia edilizia, dalla utilizzazione degli edifici,
dalla struttura socio-economica, dal tessuto urbano e infine dalle condizioni igienico-statiche. Dei
6 campioni quello ubicato nella zona alta di "sa costa" è ricavato da un progetto edilizio di
ristrutturazione in base alla legge 588.(Piano di Rinascita) a firma Arch.Mossa. Gli altri sono stati
rilevati direttamente in questa occasione.
1.2. Analisi demografica Relativamente a questo tipo di informazioni si sono riscontrate le maggiori difficoltà. Infatti non è
stato possibile acquisire il dato esatto della popolazione residente all'interno del Centro Storico in
quanto l'ISTAT fornisce soltanto i valori relativi a tutto il territorio comunale. Pertanto nella
determinazione di tale valore si è tenuto conto sia dell'analisi campione ria sia delle informazioni
reperite presso il comune di Bosa, per cui con buona approssimazione possiamo stimare che la
popolazione del C.S. si aggira intorno alle 3.500 unità pari a circa il 40% della popolazione
residente in tutto il territorio comunale.
Il rilevamento campionario sulla struttura demografica degli abitanti del C.S. ha interessato 205
nuclei familiari pari al 20% della popolazione del C.S.
La suddivisione in piramidi d'età (vedi tabella I) fornisce alcuni dati interessanti, e cioè che lo
struttura demografica appare sostanzialmente omogenea. caratterizzata da un'alta percentuale
di anziani, pari a circa il 30% (dai 46 anni in su). Se poi andiamo a valutare la composizione
numerica della famiglia secondo la classe di età del capofamiglia constatiamo che e avvenuto
esodo degli abitanti più giovani dal centro storico.
TABELLA I
ETÀ'
0
15
30
46
oltre i 60
14
50
45
60
anni
"
"
"
"
28%
28%
14%
15%
15%
Infatti la percentuale delle famiglie con meno di 3 componenti risulta pari al 43%, e all'interno di
questo gruppo la maggior parte ha il capo fami glia pensionato. Per cui, anche se non possiamo
valutare precisamente la portata di questo fenomeno, le indagini eseguite appaiono avvalorare la
tesi della tendenza alla frammentazione dei nuclei familiari e ad un particolare esodo della quota
di popolazione più giovane. Unitamente a questo, un dato significativo risulta anche quello
relativo al numero di famiglia, con più di 5 componenti, circa il 28% che caratterizza l'estrazione
popolare e contadina della famiglia del centro storico.
1.3. Il patrimonio edilizio
Accanto all'indagine sulla struttura della popolazione, le indagini negli edifici residenziali dei 6
campioni hanno messo in evidenza lo stato fisico dell'abitazione e gli aspetti distributivi e
funzionali emergenti documentabili attraverso i disegni catastali aggiornati e la rilevazione diretta
. Lo stato di conservazione del patrimonio edilizio, riassunto nelle tavole, mostra chiaramente la
situazione precaria degli immobili: si può infatti calcolare intorno al 12%, il numero degli edifici da
ritenere in buono stato; tutto il resto ha bisogno di interventi più o meno urgenti. (38% mediocri;
50% pessimi).
Il quadro conoscitivo completo dei campioni rilevati e riassunto nelle tabelle che permettono di
visualizzare, mediante elaborazioni, i dati più significativi validi per l'intero Centro Storico. Alcuni
dati globali, peraltro riportati anche nelle tabelle di seguito esposte e nella Tav. A, sono costituiti
dal volume edificato che risulta pari a circa 726.000 mc., che si sviluppa su una superficie
residenziale di 66.000 mq. La densità territoriale e pari a 40.29 mq/ab mentre la densità edilizia
risulta di 207.43 mc/ab . Per quanto riguarda il numero dei vani l'estrapolazione a tutto il C.S.
risulta pari a 6.231 con adorando vani anche quelli sotto roccia e i sottotetti; da cui scaturisce un
indice di affollamento pari a 0,56 ab/vano; chiaramente sia il valore assoluto che quello in
percentuale andrebbero soggetti a notevoli variazioni se si tenesse conto soltanto dei vani utili in
generale e dei vani utili destinati alla residenza. Le informazioni relative a ciascun campione in
cui è possibile individuare il numero di alloggi, di famiglia, di vani, di abitanti, di piani, la
superficie utile per ogni abitazione e lo stato di conservazione di ciascun fabbricato sono
riportate nella tavola riepilogativa E1 insieme alle piante, ai prospetti e alle sezioni.
Dall'analisi campionaria sulla popolazione si è anche rilevato che circa il 69% delle abitazioni
risultano di proprietà, mentre soltanto il 26% risultano in affitto, E' parso importante u questo
punto mettere in relazione il livello di soddisfazione della popolazione, l'intendimento della stessa
a rimanervi ad abitare, con le cause che potrebbero determinare tale scelta, in particolare tali
cause sono risultate principalmente lo stato di conservazione e la posizione di godimento (affitto,
proprietà) unitamente ancora con la composizione del nucleo familiare.
In totale il 55% della popolazione non è soddisfatto dell'abitazione in cui vive, ed il 56% sarebbe
disposto a trasferirsi dal Centro Storico., occorre a questo punto dare delle informazioni circa la
metodologia adottata per l'estrapolazione dei dati desunti dai campioni all'intero C.S.; in pratica
attraverso lo studio dei campioni, che sono rappresentativi delle caratteristiche specifiche del
C.S. si è costruito un algoritmo matematico che rappresentasse congiuntamente tutte le
informazioni reperite da ogni campione.
Come calibrazione si sono assunti quei dati rilevati per tutto il C.S. Il livello di significatività di tali
elaborazioni comporta un errore dell'ordine del 5% circa che si può considerare di buona
approssimazione,
2. IL VERDE PUBBLICO E I SERVIZI COLLETTIVI
Le aree destinate a verde pubblico e/o servizi collettivi costituiscono uno dei problemi principali
del C.S. di Bosa. Infatti relativamente a questo tipo di destinazione all'interno del C.S. sono
presenti soltanto quelle perle attività collettive, e pochi spazi pubblici per un totale di 13000 mq.,
mentre risultano assenti le zone di verde pubblico. Occorrerà quindi in fase di piano individuare
delle aree al fine di riequilibrare tale disfunzione. Questo costituirà un impegno gravoso in
quanto difficilmente si potranno reperire tali aree proprio all'interno del C.S. Potrà essere però
possibile individuare più all'interno del C.S. degli spazi, piazze, slarghi, da adibire a centri di vita
sociale e culturale. Inoltre alcuni edifici ora in conservazione precaria (ex episcopio) potrebbero
essere utilizzati a scopi sociali (biblioteche, circoli culturali, ecc.). Comunque questi ultimi aspetti
verranno ripresi in fase di ipotesi di piano. Una carenza notevole sempre in riferimento alle
attività collettive è rappresentata dalla mancanza del C.S. di qualsiasi tipo di scuola,
specialmente elementari ed asili. Per quanto riguarda il verde privato se da un lato appare più
numeroso è per lo più localizzato lungo la riva sud del fiume Temo.
3. ANALISI TIPOLOGICA
Ci si è proposti di individuare all'interno del tessuto edilizio una classificazione dei tipi abitativi,
attraverso un abaco riferito ad ogni campione di rilevamento. Nella classificazione si sono tenute
presenti le abitazioni classificabili in tipi ripetuti, cioè quelle abitazioni a corpo semplice o doppio
e si sono quindi esclusi quei tipi anomali che per processi di suddivisione e/o di accorpamenti di
parti di lotto o che per profonde r^ strutturazioni hanno perduto le caratteristiche dimensioni
modulari o hanno un meccanismo distributore atipico. Gli elementi di riferimento per la
classificazione delle unità tipologiche possono riassumersi: nella profondità della cellula, nella
larghezza del fronte strada, nella disposizione delle scale, nell'avere uno o due fronti aperti.
Nell'abaco relativo alle cellule vengono indicate con S.S.D., rispettivamente le cellule semplici do
2,5, semplici da 3,5 mt. e doppie rispetto alla larghezza nel fronte strada; con c e p
rispettivamente le cellule cieche e passanti; con i numeri 1,2,3,4, la differente profondità. Sono
state inoltre considerate, come cellule particolari, quelle d'angolo, clic risultano identificate dalla
lettera A, seguite dalle lettere d o t a seconda che presentino due o tre fronti strada; inoltre con i
numeri 1,2,3,4, è indicata la diversa dimensione planimetrica.
Por ogni campione si sono quindi analizzati i tipi edilizi presenti quantificandoli e
percentualizzandoli in modo tale da individuare le tipologie maggior mente ricorrenti nel centro
storico. Per esse è studiata la possibilità di un ricupero distributivo degli ambienti da ottenersi
con una migliore suddivisine dello spazio interno. Questo studio rilevabile nella tavola G in,
considerazione della struttura prima accennata, ha cercato di perseguire soluzioni che
risolvessero preminentemente i problemi igienico-sanitari che costituiscono uno dei principali
motivi di degrado delle abitazioni del centro storico.
La soluzione prospettata e stata quella di ricavare, la dove possibile, delle chiostrine dalle quali
prendano luce i servizi igienici e le cucine. Inoltre sono state prospettate ancora delle soluzioni
progettuali di piante arredate sempre riferite alle cellule abitative maggiormente ricorrenti.
Questi elementi caratterizzanti la struttura edilizia del centro storico assumono un particolare
rilievo nella normativa di intervento del P.P. In particolare il Centro Storico di Bosa, data la sua
configurazione orografica, presenta una rete viaria che da un lato segue le curve di livello
dall'altro le taglia perpendicolarmente. Queste ultime più che vere e proprie strade spesso sono
costituite da scalinate di collegamento. Questa struttura viaria, (vedi tavola) è intramezzata dalle
unita abitative, che a seconda del dislivello e delle strade su cui si affacciano possono essere:
- a corpo semplice passante o cieca su strada ortogonale alle curve di livello;
- a corpo semplice passante o cieca su strada parallela alle curve di livello.
Questa configurazione comporta che alcuni locali possono essere ricavati a livello sotto-strada
(roccia) con ingresso dalla strada, a valle parallela alle curve di livello. A seconda che questa
pendenza sia più o meno elevata possono risultare due piani sotto il livello stradale, con accesso
sempre a valle, e uno o più piani sopra, con accesso a monte, oppure 2 sopra e uno sotto.
Questa situazione comporta che i locali sotto-roccia sono ricavati nel terreno di proprietà del
confinante superiore.
CAPITOLO 2
L'ASSETTO VIARIO E LE RETI TECNOLOGICHE
Altro problema fortemente condizionante e quello connesso alla circolazione e al traffico, che
essenzialmente ricalca le problematiche che affliggono tutti i centri storici, che con le loro sedi
stradali strette e tortuose poco si adattano al traffico attuale, ben diverso per caratteristiche e per
volume da quello per le quali erano state costruite. Il Centro Storico di Bosa, per la sua
configurazione geografica alquanto condizionata dalla forte pendenza, non presenta molte
strade adibite effettivamente alla circolazione veicolare.
Infatti, fatta eccezione, per la via lungo Temo, il Corso Vittorio Emanuele e la via Efisio Cugia
che hanno delle sezioni di carreggiata percorribili, le altre strade non presentano quei requisiti
necessari ad una corretta circolazione. Se poi si pensa che alcune zone del C.S. specialmente
nella parte alta sono difficilmente raggiungibili con un mezzo veicolare, si ha un quadro
abbastanza significativo dello stato e della consistenza della struttura viario del Centro Storico di
Bosa. Ancora più carente risulta l'offerta di parcheggio, presente soltanto in maniera concreta ai
margini del Centro Storico, in Piazza del Carmine, Piazza Gioberti e IV Novembre che peraltro
soddisfano un'utenza non propriamente diretta allo stesso Centro Storico. All'interno, gli slarghi e
le piazze costituiscono l'unica possibilità di parcheggio, oltre a quella lungo la viabilità, che
peraltro non regolamentata non concorre a migliorare la circolazione.
I. Le reti tecnologiche Le reti idrica e fognaria del C.S. da un esame di massima effettuato non presentano particolari
problemi. Infatti per ciò che riguarda la rete idrica, che attualmente risulta la più carente, esiste
un progetto che verrà realizzato al più presto il quale prevede proprio per il C.S. il
completamento della rete medesima oltre ad un nuovo serbatoio di accumulo situato nelle
vicinanze del vecchio serbatoio che risulta non più sufficiente al fabbisogno della popolazione.
Oltre a ciò è da notare che la rete attualmente in funzione è piuttosto recente in quanto ha
sostituito la vecchia condotta oramai logora.
Per ciò che riguarda la rete fognaria essa non presenta particolari problemi in quanto
l'andamento altimetrico del centro storico facilita lo smaltimento dei liquami ai collettori principali
che si attestano lungo il Corso Vittorio Emanuele II" e lungo la via Lungo Temo. Da quest'ultima
attualmente avvieni lo scarico sul fiume Temo.
C'è da segnalare però che è stato previsto e verrà realizzato in tempi abbastanza brevi l'impianto
di depurazione che, situato nella zona di Bosa Marina, raccoglierà lutti i liquami della città di
Bosa.
CAPITOLO 3
LE UNITA' LOCALI
Il Centro Storico di Bosa è caratterizzato dalla presenza di numero considerevole di unità locali
ubicate per lo più lungo la via del Corso Vittorio Emanuele, e lungo la via Gioberti che funge da
confine con l'altra parte della città.
Tale allineamento di esercizi commerciali lungo le vie di maggior respiro dal punto di vista della
circolazione veicolare, nasce soprattutto dalla accessibilità che tale localizzazione costituisce e
per i punti di contatto più immediati e con le altre parti delle città e con il restante centro storico.
Ancora possiamo affermare che questa direttrice commerciale (il Corso) si interpone tra due
parti notevolmente diverse del C.S. sia dal punto di vista storico-ambientale che economico.
Dall'indagine diretta effettuata si rileva che sono presenti circa 120 unità locali (vedi tavola C,
diversificate- nel 67% in attività commerciali, 24%, in attività artigianali, mentre il restante 9% in
attività varie).
Come si vede le imprese a carattere propriamente commerciale (vendita al minuto) sono le più
numerose, e vi gravita un mercato che non si ferma ai con fini del solo centro storico. L'indagine
svolta ha ancora permesso di stabilire che i locali in cui si esercitano le attività di vendita nella
maggior parte dei casi non sono confortevoli anche perché il più delle volte si tratta di locali
trasformati senza una preventiva bonifica edilizia.
CAPITOLO 4
LE LINEE DEL PIANO
La logica seguita nell'individuazione delle proposte operative di inter vento nel centro storico ha
fatto si che queste stesse agissero in maniera prioritaria sulla riqualificazione della funzione
residenziale e sulla ristrutturazione della maglia dei servizi collettivi. In tale prospettiva il
problema del centro storico assume una dimensione più ampia che va al di fuori dei suoi
"confini" e quindi non risulta più un problema settoriale e risolvibile al suo interno. In un quadro di
riferimento che considera le insufficienze di aree destinate ai servizi pubblici (verde pubblico
attrezzato) e nella prospettiva del mantenimento e del ricupero della popolazione nel centro
storico, si e cercato di valutare la necessità di dotarlo di attrezzature a livello di quartiere, e pur
tenendo conto di presenze eccezionali e non ripetibili, di provvedere al decentramento e alla
diffusione sul territorio dei servizi a scala urbana.
A tale fine, vedi tavola H , sono state individuate delle aree, per le quali è richiesto un intervento
diretto da parte dell'Amministrazione che metta in risalto i valori architettonici e ambientali più
significativi, in cui si dovranno definire gli spiazzi pubblici, i volumi edilizi e le modalità di
interventi, al fine di esaltare la funzione sociale-culturale e di "soggiorno" di tali spazi in modo da
modificare l'ambiente da valore di scambio ad autentico valore d'uso.
Precisamente questi interventi riguardano le aree che fanno capo allo slargo tra via della Portella
e via Sant'Ignazio, e lungo le scalette di via del le Rose che unitamente alla zona delle Conce
risultano già oggetto di progetti esecutivi da parte dell'Amministrazione. Le maggiori difficoltà si
sono riscontrate nella ricerca delle aree da adibire a verde pubblico attrezzato e alle attività
collettive come già accennato le aree da acquisire si aggirano intorno ai 55.000 mq. (risultante
dai vincoli di legge D.Ass. E.L.F.U. n.2266/U del 20.12.83. Relativamente al verde urbano, i cui
metri quadrati da reperire sono circa 30.000 si sono individuate delle zone anche al di fuori del
Centro Storico nel Castello Malaspina per un totale di circa 25.000 mq., in aree vincolate dal
P.R.G. a salvaguardia ecologica (H ), nelle aree delle Conce sulla strada per Bosa Marina in un
area vincolata dal P.R.G. a salvaguardia. Le altre sono state reperite dal C.S.. in aree destinate
già dal P.R.G. a zone di servizio.
Il piano ha inoltre recepito l'intervento dell'Amministrazione comunale, relativo al problema
abitativo, per quanto riguarda il progetto P.E.E.P. esistente nel rione "Sa Costa" in base alla
L.588. Il modello di Intervento operativo che si è eseguito nella predisposizione delle ipotesi di
piano relativamente all'edilizia a prevalente destinazione residenziale è stato schematizzato in
merito alla modificazione dell'impianto edilizio architettonico, prevedendo interventi di 3 tipi,
decrescenti in funzione della restrittività delle norme.
Sottozone
A1) prescrittive: miranti principalmente alla: - conservazione integrale dei volumi e
dei caratteri ambientali attraverso il mantenimento dell'ordito strutturale e degli
elementi funzionali, nonché dei materiali esistenti.
Sottozone
A2) fortemente raccomandate: intese alla: - conservazione delle tipologie
classificate nelle tabelle riferito alle 6 zone di omogeneità anche, ove possibile,
attraverso l'uso di tecnologie tradizionali.
Sottozone
A3 ) aree libere: nelle quali l'edificazione è subordinata ali» studio dell'intero
comparto secondo le raccomandazioni fornite dall'art. 10 delle norme.
Il primo punto, fortemente restrittivo, riguarda essenzialmente gli elementi storico-artistici di
maggiore rilievo quali per esempio i porticati, le chiese e gli edifici monumentali.
Il secondo punto riguarda tutte le altre zone che, rivestono senz'altro caratteristiche storico
ambientali accentuate, ricadono nella seconda tipologia di interventi, cioè fortemente
raccomandati per il restauro conservativo, come già detto, attraverso l'uso di tecnologie
tradizionali. Il terzo punto riguarda 2 aree libere situate ai margini del C.S. tra la via Lungo Temo
e il Corso.