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IL SECOLO XIX
SABATO
30 AGOSTO 2014
savona / provincia
BERRUTI INTERVIENE SUGLI SPRECHI DELLE PARTECIPATE, LANCIANDO UNA PROPOSTA INEDITA
«Depuratore e Ata devono fondersi»
Il sindaco: «Più risparmi e investimenti». E su Tpl-Acts: «Due società non hanno più senso»
MARIO DE FAZIO
SAVONA. Avviare un processo gra-
duale di «sinergia tra Ata e il depuratore», visto che «occupandosi entrambe di risorse naturali» può essereutile«mettersiinsiemeperrisaprmiare e garantire maggiori
investimenti». Il sindaco di Savona,
Federico Berruti, apre il capitolo
partecipate, di stringente attualità
vista l’attività di potatura del commissario Cottarelli. Il primo cittadino si dice pronto a lavorare per arrivare a una concentrazione tra le due
società che gestiscono rifiuti e acqua
a Savona. E sul trasporto pubblico
sposa l’idea lanciata a Il Secolo XIX
dal presidente Tpl, Claudio Strinati:
«AvereduesocietàdistintecomeTpl
e Acts non ha più senso».
Berruti interviene sul tema nei
giorni in cui il governo Renzi è impegnato a disboscare l’intricata giungla
dellepartecipateattraversoleforbici
del manager Cottarelli. «È un tema
generale su cui non sono ideologico argomenta il primo cittadino -. Credocheaffidarsialpubblicooalprivato dipende dai casi, a volte si può fare
impresa efficiente solo con privatizzazioni, altre volte con proprietà
pubbliche. Se guardo alle aziende
pubbliche partecipate dal Comune,
come Ata o il depuratore, c’è la possibilitàdifareimpresamediamenteefficiente anche senza privatizzare:
nel nostro territorio politica e sindacato hanno dimostrato la capacità di
interpretare i ruoli in modo equilibrato, senza compromettere l’efficienza aziendale». Per Berruti concentrare aziende medie in strutture
più grandi è la strada maestra da seguire, anche nei (diversi) casi di Atadepuratore e Tpl-Acts. «C’è un problema di dimensioni delle medie
aziende italiane, sia pubbliche che
private - sostiene -. Credo che sia necessario concentrare le aziende, facendo accordi di collaborazione per
arrivare a vere e proprie concentrazioniinsensostrettoperchémaggiore è la “scala”, maggiori sono gli investimenti,laformazione,l’inserimento di figure manageriali e la possibilità di fare ricerca e sviluppo».
Poi la proposta di un percorso di
aggregazione per Ata e depuratore.
«Ho posto la questione di una possibile integrazione ai due vertici. È vero che si occupano di attività diverse
ma entrambe operano nel settore
delle risorse naturali e nella dimensioneecologica,occupandosidirifiu-
LA PROPOSTA
AI MANAGER
Sono due aziende
diverse ma operano
nello stesso campo.
Studiamo un percorso
graduale di sinergie
FEDERICO BERRUTI
La sede di Ata, società che gestisce la raccolta dei rifiuti e di cui il Comune di Savona detiene l’85% delle quote
ti e di acqua. Sono molto diverse perché il depuratore ha molto capitale
investito nell’impianto e nella rete e
poca manodopera mentre Ata ha
un’immobilizzazione limitata alla
sedeeaimezziedèmoltobasatasulle
persone. Ma proprio dal punto di vista della finanza aziendale potrebbe
essere utile mettersi insieme, per risparmiare e per maggiori investimenti. C’è una difficoltà legata alle
proprietà diverse (il Comune possiede l’85% di Ata e il 50% del depuratore, nda) ma andrebbe studiato un
percorso graduale di possibili sinergie.Anzi,sollecitoiverticidelleprincipali partecipate ad aprire due dossier: uno sull’integrazione della mobilità tra Ata e Tpl, per la gestione
parcheggi e il trasporto pubblico. E
un’altrasinergiatraAtaedepuratore
per i processi ecologici». Molto più
semplice, per il sindaco, arrivare a
una fusione tra Tpl e Acts nel settore
del trasporto pubblico. «Sono assolutamente d’accordo con Strinati.
Quella struttura nacque oltre dieci
anni fa per l’esigenza normativa di
separare la proprietà dalla gestione.
Oggi avere due società separate non
ha senso. Credo che un’ulteriore
semplificazione della struttura societaria sia utile, anche per ridurre i
sindaco di Savona
costi». Una proposta rilanciata dallo
stesso Strinati. «Avere due società
chegestisconolestessecoseproduce
lungagini amministrative, costi inutili dovuti alla presenza di due Cda e
tempi allungati sulle decisioni - spiega -. Con un’unica società si potrebbero risparmiare 2-300mila euro da
reinvestire in parte su assunzioni.
Bisogna eliminare le scatole vuote e
puntare su occupazione e servizi».
INTERPELLANZA AL SINDACO DI VADO: «ROSSI NOMINATO ASSESSORE PER TROVARE I SOLDI?»
IPS, CUNEO ATTACCA SUL RINNOVO DEI VERTICI:
«OPERAZIONE SQUALLIDA E POCO TRASPARENTE»
Il rinnovo dei vertici di Ips è
«un’operazione squallida» frutto di «una macchinazione fatta nei salotti e nelle sedi di partito». È
durissimo il tono dell’interpellanza presentata al
sindaco di Vado, Monica Giuliano, dal gruppo VivereVado,guidatodalconsigliereRobertoCuneo,
sulrecenteavvicendamentoallaguidadellasocietà che ha portato alla diarchia del presidente Vaccarezza e dell’amministratore delegato Ruggeri.
Secondo Cuneo la delibera che assegna i nuovi
incarichipresenta«elementidiilliceità»,dalpunto di vista politico, visto che mentre il governo e
Cottarellisonoimpegnatiaridurrelepartecipate,
«Ips incrementa le poltrone in ed i costi relativi
invece di diminuirli». Inoltre viene contestato la
variazione di Statuto approvata dai consigli co-
VADO LIGURE.
munali dei Comuni soci, tramite la quale è stata
inserita la figura dell’amministratore delegato.
«Oggi appare evidente che il disegno era già stato
prefigurato - scrive Cuneo -: si ha cioè una totale
mancanza di trasparenza e correttezza». Per Vivere Vado, inoltre, Vaccarezza, in base al decreto
legge 39 del 2013, avrebbe «per “inconferibilità”,
la preclusione, permanente o temporanea, a conferire gli incarichi previsti dal presente decreto a
coloro che siano stati componenti di organi di indirizzo politico, non può assumere l’incarico di
presidente Ips». «Comprendiamo che Vaccarezza, avendo perso poltrona ed appannaggio, con
l’abolizione delle Province, voglia procurarsi una
nuovapoltronaedunnuovoappannaggio,manon
è accettabile che questo debba essere ottenuto a
spese dei cittadini, con la connivenza di un ceto
politico trasversale che considera prioritaria l’occupazione del potere». Ma non basta: per Cuneo
l’esclusione di Ennio Rossi dal Cda sarebbe stata
“compensata” con l’incarico di assessore a Vado.
«I soldi per Vaccarezza sono stati trovati togliendoli a Rossi che, nell’occasione, ha dovuto rinunciare al ben remunerato compenso di consigliere
di amministrazione, ma ha trovato un altro compenso come assessore a Vado» e quindi l’operazione «ha coinvolto anche altri enti locali con pesantissimi dubbi sulla trasparenza e motivazione
delle scelte. È da domandarsi quanto la necessità
didisporredeisoldiattribuitiaRossinelconsiglio
di Ips, abbia influenzato il sindaco di Vado».
OK A SAETTONE
Farmacia
all’Ipercoop:
il Tar nega
la sospensiva
SAVONA. Primo via libera dal
Tar della Liguria all’apertura
della farmacia di Federico Saettone nel centro commerciale
il Gabbiano di corso Ricci. Il
Tribunale amministrativo regionale, infatti, ha rifiutato la
sospensiva che avrebbe costretto il noto farmacista a frenare l’avvio dei lavori all’interno del centro. Al contrario, da
Genova, ieri, il primo pronunciamento che, di fatto, permette a Saettone di dare via ai lavori.Naturalmenteasuorischioe
pericolo: quando, infatti, il Tar
entrerà nel merito con la sentenza definitiva, potrebbe negare il permesso al trasferimento.
La strada, per Saettone,
BATTAGLIA
sembra
LEGALE
spianata,
Via
libera
pur in attesa delle
ai lavori
sentenza
ma restano
definitiva
i tre ricorsi
dei tre ripendenti
corsialTar
che restano in piedi: uno da parte della
Farmacia Molinari di Mongrifone, che ritiene di essere direttamente lesa dallo spostamento di Saettone, un’altra
con mandato “ad adiuvandum” di Federfarma provinciale, oltre al ricorso della Farmacia Piemontese. Una situazione di forte tensione, nata
quando, lo scorso maggio, la
giuntadipalazzoSistoavevaridisegnato i confini e i parametri che regolamentano la distanza da un esercizio all’altro,
aprendo così la strada al contestato spostamento della farmacia di Saettone da via Montenotte all’Ipercoop. «Abbiamo un sovrannumero di farmacie in centro città, e su
questo penso che nessuno potrà smentirmi- aveva detto Saettone.- Chiediamo di trasferirciinunazonadovenoncisono attività di questo tipo, mentre il passaggio di utenti è
altissimo: non capisco perché
tale diritto ci debba essere negato».
S. C.
M. D. F.
IL GOVERNO HA DECISO DI STRALCIARE LA RIFORMA PORTUALE DAL DECRETO “SBLOCCA-ITALIA”
GESTO DI SOLIDARIETÀ PER I SOLDATI ITALIANI
Porto, salta la soppressione dell’Authority di Savona Marò, Vaccarezza diserta
Sfuma per il momento l’accorpamento con Genova. Miazza: «Siamo sereni, ora di nuovo al lavoro» la festa induista di Altare
GIOVANNI VACCARO
SAVONA. Torna nel cassetto la rivo-
luzionedelsistemaportuale,cheèstata rimandata a data da destinarsi. Ieri
pomeriggio il Consiglio dei Ministri
ha esaminato il decreto “Sblocca Italia”, stralciandone però il capitolo relativo alla riforma delle autorità portuali. Ovviamente la notizia è stata accolta con favore nel Savonese, dove si
temeva una nuova dominazione da
parte di Genova sui propri scali, con
conseguenze incerte sul prosieguo dei
progetti già in cantiere, dalla piattaforma multipurpose di Vado alla riqualificazione del fronte mare fra Savona e Vado, solo per citare i due più
importanti.
Secondo fonti romane, il taglio da
24 a 15 autorità portuali non ha trovato il necessario consenso politico e
quindiilpremierMatteoRenzihapreferito evitare di trovarsi a dover spegnerefuochiaccesiincasa.Ancheperché, sulla questione portuale, si era
creata una spaccatura proprio all’interno del Pd. Se ne potrebbe riparlare
Una vista dall’alto del porto di Savona-Vado, “risparmiato” dal Governo
in vista della prossima Legge Finanziaria, concedendo quindi al Governo
di ragionare da capo sugli equilibri. Il
caso Savona-Genova potrebbe essere
riesaminato alla luce delle proposte
avanzatedalpresidentedellaRegione,
Claudio Burlando, e dalle rappresentanze degli enti locali. In via Gramsci,
sede dell’Autorità portuale savonese,
ilpresidenteGianLuigiMiazzatiraun
sospiro di sollievo: «Aspettiamo la
conferma ufficiale del ritiro della parte del decreto che riguarda la riforma
dei porti, comunque sono sereno.
L’obiettivo primario che avevamo era
cheleistituzioniromaneequellelocali avessero la percezione chiara della
situazione, con i nostri cantieri già
aperti e i nostri progetti. La soppressione di Savona non avrebbe portato
alcun beneficio, mentre speriamo che
venga compresa l’importanza per il
territorio di tutto ciò che stiamo portando avanti. Abbiamo davanti tre
mesimoltoimportantidilavoroimpegnativo. Vedremo cosa succederà dopo. Certo, avrei preferito che Savona
fosse già inserita fra le autorità portuali e logistiche riconosciute». Il rinvio ha soddisfatto tutti gli esponenti
savonesi:«E’moltoimportantechesiano stati riconosciuti i progetti in corso e gli investimenti in atto a Savona,
in questo modo ci sarà il tempo per valutare le strategie più opportune per
favorirelacrescitamantenendoilruolo strategico che spetta al porto di Savona» ha affermato Nino Miceli. Anche Anna Giacobbe sottolinea il risultato ottenuto grazie al lavoro di mediazione che ha evitato uno scontro
chenonavrebbeprodottovantaggi.«A
partire dalla prossima settimana inizieremoalavorareperunaintegrazione vera e seria, tra Savona e Genova,
due soggetti di pari dignità e livello»,
commentaildirettoredell’UnioneIndustriali, Alessandro Berta.
«Patrocinata da noi ma non andrò. Sono indignato»
SAVONA. Non sarà Alex Del Piero,
anche perché è tifosissimo della
Sampelelinguacce,sepuò,lefasolo
ai comunisti. Ma il presidente provinciale Angelo Vaccarezza non
perde occasione per mostrare la
propria vicinanza ai due marò della
San Marco, Massimiliano Latorre e
Salvatore Girone, ancora detenuti
in India. E così ha deciso di non partecipare all’evento che si svolgerà
domanialmonasteroinduistadiAltare per la festa della divinità Ganesha, a cui è stato concesso il patrocinio della Provincia ma che non vedrà la partecipazione del forzista.
«Come Provincia abbiamo concesso il patrocinio ad una Festa che per
la comunità induista riveste un importante significato religioso - spiega Vaccarezza in una nota -, un riconoscimentocheesprimeilmassimo
rispetto dovuto a tutti coloro che
professanouncredo.Hoquindigradito l’invito a partecipare alle cele-
brazioni in programma ad Altare
macondividerequestagiornatacon
l’Ambasciatore dell’India a Roma,
rappresentante di una Nazione che
da più di due anni tiene in ostaggio i
nostri due Marò del Reggimento
San Marco mi costringe, per ragioni
di rispetto all’evento ed ai fedeli, di
non prendervi parte». A Del Piero
alcuni, tra cui Giorgia Meloni, hannochiestodinonandareagiocarein
India;Vaccarezzasilimitaanonandare ad Altare. «Un’assenza indotta
dalla volontà di non creare alcun disturbo alla liturgia della Festa spiega -, cosa che sicuramente accadrebbe se intervenissi visto che non
potrei sottrarmi dall’obbligo di
esprimere profonda indignazione,
primacomeitalianoepoicomerappresentante di un’istituzione, nei
confronti di un Paese indifferente
alla sorte di due militari italiani prigionieri senza alcun diritto».
M. D. F.