LE VACCINAZIONI LE VACCINAZIONI 06/11/2015 Rapporto costi-benefici: valutazione di COSTI DEL VACCINO (allestimento, distribuzione, conservazione, esecuzione, eventuali effetti collaterali) BENEFICI (reale incidenza della patologia, gravità della malattia, letalità, spese.
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LE VACCINAZIONI LE VACCINAZIONI 06/11/2015 1 Rapporto costi-benefici: valutazione di COSTI DEL VACCINO (allestimento, distribuzione, conservazione, esecuzione, eventuali effetti collaterali) BENEFICI (reale incidenza della patologia, gravità della malattia, letalità, spese legate a diagnosi e al trattamento, incidenza delle complicazioni ed eventuale evoluzione in cronicità, spese per correggere o limitare gli esiti) 2 Rapporto costi-benefici: i numeri MALATTIA BENEFICI Pertosse Morbillo Parotite Rosolia Poliomielite Epatite B 3 - 11 4 - 12 2-7 6 - 20 60 10 - 13 COSTI 1 1 1 1 1 1 3 Rapporto costi-benefici: collocazione La vaccinazione occupa la parte più alta e più favorevole della classifica delle tecnologie sanitarie formulate in base al costo per anno di vita guadagnata. Può dunque concorrere a pieno titolo all’assegnazione di un’elevata quota di risorse pubbliche destinate alla tutela della salute. S.A. Plotkin, 1994 “Con l’eccezione dell’acqua potabile, nessun altro strumento, neppure gli antibiotici, ha avuto un maggiore impatto nella riduzione della mortalità e sulla sopravvivenza della popolazione” Breve storia (1) 1796: Edward Jenner compie studi sul vaiolo bovino Metà ottocento: Louis Pasteur: studi su carbonchio e rabbia Robert Koch: eziopatogenesi infettiva di alcune patol. 1890: TERAPIE EZIOLOGICHE: sieroterapia (Fraenkel e Von Behring) 1923: Gaston Léon Ramon allestisce l’anatossina difterica 1 6 Breve storia (2) Fine anni ‘50: Sabin sviluppa un vaccino contro la polio costituito da virus resi incapaci di dare la malattia 1977: viene dichiarata l’eradicazione del vaiolo 7 Era ancora un giovanotto, il dottor Edward Jenner, quando colse la conversazione tra una mungitrice e un'amica: parlavano di vaiolo, il morbo piu' diffuso e devastante nell'Europa del Settecento. *io non prendero' mai il vaiolo*, diceva la prima, perche' ho avuto il vaiolo bovino!. Il vaiolo bovino provocava vesciche sulle mammelle delle mucche, e vesciche simili apparivano sulle mani di molte mungitrici, Jenner prelevo' una piccola quantita' di materiale purulento dalle mani di una mungitrice infetta, Sarah Nelmes, e lo stese con il bisturi sulla pelle di un ragazzino di otto anni, James Phipps, graffiandola leggermente. 8 Sul punto dell'inoculazione si sviluppo' un'unica vescicola. Tre settimane dopo, il I° Luglio del 1796, Jenner applico' sulla pelle leggermente abrasa del ragazzo una piccola quantita' di pus prelevato da una pustola di vaiolo umano. Il bambino non si ammalo'. Nel corso dei due anni successivi, jenner inoculo' piu' di venti persone allo stesso modo. Nel 1798, pubblico' un breve trattato, coniando la parola " vaccinazione", da "vacca". Nel 1823, La vaccinazione antivaiolosa era diventata prassi comune e la sua battaglia contro il morbo gia' lasciava presagire la vittoria finale. Una litografia del 1880 riassume la riluttanza diffusa all'epoca all'idea di introdurre nel corpo umano agenti estranei che avrebbero potuto provocare infezioni. 9 ER VAIOLO (Renato Fucini, 1879) Io li lasso discorre' cor vaiolo; Ma, Dio guardi, s'attentano a vieni' A sciupammi ' braccini ar mi' figliolo, Sputan l'anima sua, vorre' mori'. Me lo 'rede, 'Mabilia, ho questo solo – Fai sèrvo, Bastianino, - eccolo 'vi! Ma piuttosto lo sbacchio 'n d'un piòlo Che lo 'nnestalli 'ver veleno lì. Chè po' 'un è vero, sa? nun li dii retta A questi lusurai der sangue umano. Dice: assarva la vita… una saetta! Scusi: 'un glielo 'nnestonno ar signor Tito?! Ma quando viense giù da un quarto piano, Lo sa 'n po' po'? rimanse lì stecchito! Immunizzazione Passiva (sieroprevenzione) Attiva (vaccinazione) Adottiva (nei trapianti di midollo osseo) 2 11 La risposta immunitaria Il tasso di anticorpi specifici nel siero, cioè l’efficacia IMMUNIZZANTE, viene preso come indice della risposta immunitaria, trascurando la risposta cellulare In realtà, l’efficacia PROTETTIVA di un vaccino va oltre, essendo determinata dall’attivazione di cellule (soprattutto linfociti T), fenomeno non quantificabile ma verificabile attraverso il controllo dell’incidenza della malattia sui vaccinati 12 Sieroprevalenza In effetti, la SIEROPREVALENZA (rapporto tra i livelli anticorpali di una popolazione, situazione vaccinale e incidenza di quella patologia) è considerata solo la PROPORZIONE MINIMA DI PERSONE PROTETTE 13 Memoria immunologica La MEMORIA IMMUNOLOGICA è dunque la capacità del sistema immunitario di riconoscere un antigene, e dipende sia dal titolo anticorpale che dai meccanismi di difesa cellulare. Dipende da: CARATTERISTICHE DEL VACCINO (più efficaci i vaccini vivi) CARATTERISTICHE BIOCHIMICHE DELLE MOLECOLE DI ANTIGENE (meglio i polisaccaridi coniugati) MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE (numero e vie di somministrazione) SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLA MALATTIA 14 Durata LA DURATA DELLA MEMORIA IMMUNOLOGICA E’ STRETTAMENTE CORRELATA AL NUMERO DI LINFOCITI B E T CHE SONO STATI ATTIVATI DAL VACCINO DURANTE LA VACCINAZIONE PRIMARIA O IN OCCASIONE DEI RICHIAMI 15 Immunità di gruppo (di gregge) E’ l’immunità o resistenza collettiva a un determinato patogeno mostrata da parte di una comunità o da parte di una popolazione umana o animale. Tutta la letteratura si sofferma sulla proporzione di persone immuni, necessarie per l’eliminazione dell’agente infettivo dalla popolazione 3 16 Tasso critico di copertura vaccinale nella popolazione T.A.S. T.C.C.V. Morbillo 15-17 92-95% Pertosse 15-17 92-95% Parotite 10-12 90-92% Rosolia 7-8 85-87% Difterite 5-6 80-85% Poliomielite 5-6 80-85% Influenza 75% in>65 a. 4 17 Tipi diversi di vaccini (1) Costituiti da agenti infettivi interi virus o batteri VIVI ATTENUATI (M.R.P., polio Sabin, BCG, antitifica Ty21A, varicella, febbre gialla) virus o batteri INATTIVATI, cioè uccisi (vecchio antipertosse, anticolerico, antirabbico, antipolio Salk, antiepatite A, alcuni antinfluenzali) 5 18 Tipi diversi di vaccini (2) Costituiti da componenti del microrganismo vaccini anatossici (tetano, difterite) vaccini costituiti da antigeni di superficie selezionati (antipertosse acellulare, recenti antinfluenzali split e in subunità) o ricombinanti (antiepatite B), o polisaccaridi capsulari (pneumococco e meningococco per adulti) Coniugati (polisaccaridi capsulari con proteine di supporto): anti-HIB, antipneumococcico e antimeningococcico per bambini al di sotto dei 2 anni 5 19 Vaccini associati (o polivalenti) (1) Il loro uso è motivato dalla conoscenza che la percentuale e l’intensità delle sieroconversioni NON SI MODIFICA IN RAPPORTO AL NUMERO DI VACCINI SOMMINISTRATI, e che gli effetti collaterali sono sovrapponibili a quelli che avremmo avuto se avessimo impiegato i vaccini separatamente 20 Vaccini associati (o polivalenti) (2) RARE ECCEZIONI: POLIO SABIN + FEBBRE GIALLA COLERA + FEBBRE GIALLA VAIOLO + M.R.P. ALTRI VACCINI VIVENTI: o insieme, o distanziati di almeno un mese 21 Vaccini associati (o polivalenti) (3) VANTAGGI: Minor numero di visite preparatorie Minori disagi per il bambino e per la famiglia Maggiore accettabilità Maggiore copertura Minori costi di gestione (distribuzione e somministrazione) 7 22 Vaccinazioni di legge 23 Vaccinazioni di legge (1) NUOVI NATI antipolio (L. 4/2/66 n° 51 - D.M. 18/6/02) antidifterica (L. 6/6/39 n° 891 - L. 6/4/81 n° 166) antitetanica (L. 5/3/63 n° 292 - L. 20/3/68 n° 419) antiepatite B (L. 27/5/91 n° 165) 24 Vaccinazioni obbligatorie (2) PARTICOLARI GRUPPI A RISCHIO antitetanica (L. 5/3/63 n° 292) febbre tifoide (fino al 1997) antitubercolare antimeningococcica+MRP+tifoide+D-T per i militari all’atto dell’arruolamento 25 Vaccinazioni raccomandate (1) NUOVI NATI antipertosse anti-HIB anti M.R.P. antipneumococcica coniugata antimeningococcica coniugata antivaricella (per i recettivi di 14 anni e per le donne in età fertile senza precedenti di varicella) 26 Vaccinazioni raccomandate (2) PARTICOLARI GRUPPI A RISCHIO antinfluenzale antipneumococcica polisaccaridica antiepatite A e B antirabbica 27 CALENDARIO VACCINAZIONI NUOVI NATI PERIODO DI SOMMINISTRAZIONE TIPO DI VACCINO alla 3° mese 5° mese 12° mese 13° mese 3° anno 5° - 6° 11°-12° a. 14°-15° nascita (8 settim.) anno anno anno DTP DTP DTP DTP Antipolio IPV IPV IPV Epatite B Ep. B Ep. B Ep. B Hib Hib Hib MRP Varicella DTP DTP IPV Ep. B Ep. B Hib MRP MRP Varicella CALENDARIO IN SINTESI 3° MESE: polio-dtp-epat.B-HIB 5° MESE: polio-dtp-epat.B-HIB 13° MESE: polio-dtp-epat.B-HIBMRP 3° ANNO: polio 6°-7° ANNO: DTP-MRP 14° ANNO: varicella (suscettibili) OGNI 10 ANNI: D-T o d-t-p 29 Malattia da pneumococco La malattia da pneumococco è un’importante causa di morbilità e mortalità. Sebbene l’infezione da pneumococco non sia soggetta a denuncia, gli studi di sorveglianza nella popolazione hanno evidenziato un tasso annuo di infezione invasiva da pneumococco di almeno 15,9 ogni 100.000 individui e un’incidenza di meningite pneumococcica pari a 0,3-1,2 ogni 100.000. Tassi significativamente maggiori si osservano nelle persone di età inferiore a cinque anni o superiore a 65 anni, negli ospiti di lungodegenze, negli alcolisti e in pazienti con patologie croniche o stati di immunodeficienza. La malattia da pneumococco determina il 15 per cento delle polmoniti gravi acquisite in comunità, con un tasso di letalità (proporzione dei casi che si concludono con il decesso) del 9-26 per cento. Anche la batteriemia e la meningite pneumococciche sono gravate da un alto tasso di mortalità. L’incidenza maggiore di decessi si riscontra negli anziani (30-43 per cento) e nei pazienti affetti da altre patologie (25-27 per cento) e l’incidenza minore nei bambini altrimenti sani (0-3 per cento). Negli ultimi anni si sono selezionati ceppi di pneumococco resistenti ai farmaci. Recenti stime suggeriscono che, in alcune aree, più del 15 per cento dei batteri isolati dimostrino tale resistenza. L’emergere di resistenze conferma ulteriormente l’importanza di prevenire la malattia pneumococcica con la vaccinazione. Antipneumococcico polisaccaridico (23 valente) è raccomandato in caso di: Cardiopatie gravi scompensate B.P.C.O. Diabete mellito in precario compenso Epatopatie croniche Asplenia e malattie croniche del sistema emopoietico Insufficienza renale cronica Immunodeficienze Soggetti ospiti di comunità 31 Antipneumococcico eptavalente coniugato GRATUITO PER B. <5 a. CON: ANEMIA FALCIFORME E TALASSEMIA ASPLENIA FUNZIONALE E ANATOMICA BRONCOPNEUMOPATIE CRONICHE, ESCLUSA L’ASMA CONDIZIONI ASSOCIATE AD IMMUNODEPRESSIONE DIABETE MELLITO INSUFFICIENZA RENALE E SINDROME NEFROSICA INFEZIONE DA HIV ALCUNE IMMUNODEFICIENZE CONGENITE MALATTIE CARDIOVASCOLARI CRONICHE MALATTIE EPATICHE CRONICHE PERDITE DI LIQUIDO CEREBROSPINALE ALTRE MALATTIE O CONDIZIONI (AD ES. IMPIANTI COCLEARI) CHE ESPONGANO AD ELEVATO RISCHIO DI PATOLOGIA INVASIVA DA PNEUMOCOCCO 32 La meningite meningococcica La situazione italiana. In Italia, l'incidenza della meningite da meningococco è minore rispetto al resto d'Europa: ogni anno vengono segnalati circa 200 casi, pari a 3 casi ogni 1.000.000 abitanti rispetto ad una media europea di 14/1.000.000. In accordo con i dati di letteratura, è presente una forte stagionalità con picchi in inverno e primavera e la distribuzione per età dei pazienti indica una maggior frequenza tra i bambini e gli adolescenti. Infatti, il 50% di tutti i casi ha un'età inferiore ai 17 anni e il 30% ha un’età fino a cinque anni. La letalità è del 13% circa, simile a quanto osservato in altri paesi occidentali. Grazie al miglioramento della sorveglianza e della conferma di laboratorio, il numero di casi per cui è noto il sierogruppo sta aumentando negli anni, ed è passato dal 43% nel 2001 (88/203), al 72% nel 2003 (150/207). La maggior parte dei meningococchi identificati negli ultimi anni è risultata appartenere al sierogruppo B (75% nel 2001, 60% nel 2002, 56% nel 2003 ), tuttavia recentemente si osserva un incremento dei casi da sierogruppo C. In particolare, dati ancora provvisori del primo trimestre del 2004 indicano che, per la prima volta, nella fascia di età tra 0 e 4 anni, la maggior parte dei meningococchi isolati è di tipo C (12/23 di cui è noto il sierogruppo). DISTR IB UZIONE DEI SIER OGRUPPI NELLA POPOLAZIONE GENER ALE DISTR IB UZIONE DEI SIER OGRUPPI NELLA POPOLAZIONE PEDIATRICA Antimeningococcico coniugato gratuito per le stesse categorie a rischio del pneumococcico attivo solo contro la meningite da meningococco di gruppo C può essere fatto a qualsiasi età è efficace solo là dove prevale quel sierogruppo, altrimenti occorre usare il vaccino polisaccaridico tetravalente (e dunque oltre i quattro anni di età) 35 Antivaricella (1) deve essere offerta gratuitamente ai segg. soggetti a rischio: SOGGETTI SENZA PRECEDENTI DI VARICELLA CON PATOLOGIE AD ELEVATO RISCHIO: LEUCEMIA LINFATICA ACUTA IN REMISSIONE, INSUFFICIENZA RENALE CRONICA E TRAPIANTI RENALI, PERSONE CON INFEZIONE DA HIV SENZA SEGNI DI IMMUNODEFICIENZA E CON UNA PROPORZIONE DI CD4 > 25%; SOGGETTI SUSCETTIBILI CHE VIVONO CON PERSONE IMMUNODEPRESSE QUALI: PERSONE CON AIDS O ALTRE MANIFESTAZIONI CLINICHE DELL’INFEZIONE DA HIV, NEOPLASIE CHE INTERESSANO IL MIDOLLO OSSEO O IL SISTEMA LINFATICO CON CONSEG. DEFICIT DELL’IMMUNITA’ CELLULARE, IPOGAMMAGLOBULINEMIA O DISGAMMAGLOBULINEMIA O IN TRATTAMENTO IMMUNOSOPPRESSORE DI LUNGA DURATA. 36 Antivaricella (2) Trattandosi di vaccino vivo, i vaccinati dovranno evitare contatti col soggetto immunodepresso per almeno un mese a decorrere dalla vaccinazione (non si applica per MRP). LE DONNE IN ETA’ FERTILE SENZA PRECEDENTI DI VARICELLA ANDREBBERO RICERCATE PARALLELAMENTE ALLA ROSOLIA; LA VACCINAZIONE VA PRATICATA PROCRASTINANDO LA POSSIBILITA’ DI INTRAPRENDERE LA GRAVIDANZA PER TRE MESI. 37 Antivaricella (3) La vaccinazione viene inoltre effettuata gratuitamente dalla U.S.L. ai suscettibili nel 14° anno di età, con due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra, su indicazione del Medico di M.G. o del Pediatra di famiglia. 38 Antivaricella (4) Il D. Lgs. 626/94 inserisce nelle fasce a rischio anche i sottoindicati lavoratori: LAVORATORI SUSCETTIBILI CHE OPERANO NEGLI ASILI NIDO, SCUOLE MATERNE E COMUNITA’ DELLA PRIMA INFANZIA, SCUOLE PRIMARIE, SCUOLE SECONDARIE; PERSONE RECETTIVE CHE LAVORANO IN AMBIENTE SANITARIO, E PARTICOLARMENTE QUELLE A CONTATTO CON I BAMBINI O CON PERSONE IMMUNODEPRESSE. 39 Anti(difto)tetanica per adulti (1) E’ OBBLIGATORIA (L. 5/3/63 n° 292) PER: operai addetti manipolaz. immondizie; addetti alla fabbricaz. di carta e cartoni; lavoratori del legno; metallurgici e metalmeccanici; lavoratori agricoli; pastori; allevatori di bestiame; stallieri; fantini; conciatori; sorveglianti e operai piste ippodromi; spazzini; cantonieri; stradini; sterratori; minatori; fornaciai; operai e manovali addetti all’edilizia e alle ferrovie; asfaltisti; straccivendoli; personale delle ferrovie definito “dell’esercizio”; marittimi e portuali; tutti gli sportivi all’atto dell’affiliazione al CONI 40 Anti(difto)tetanica per adulti (2) Il nuovo calendario vaccinale approvato con D.M. 7/4/99 prevede l’utilizzo di vaccino antidifto - tetanico per adulti, da usare comunque sempre sopra il compimento di sei anni di vita. 41 Anti(difto)tetanica per adulti (3) CALENDARIO DELLE VACCINAZIONI - ADULTI (> 7 a.) NON VACCINATI CONTRO D - T - P (D.P.R. 7/11/01 n° 464) 1a dose 2a dose (6-8 settimane dalla 1a) 3a dose (6-12 mesi dalla 2a) Richiami ogni 10 anni Td Td Td Td o o o o T T T T NEL CASO IN CUI NON SIA STATO POSSIBILE SEGUIRE COMPLETAMENTE LE INDICAZIONI DEL CALENDARIO, NON E’ MAI NECESSARIO INIZIARE NUOVAMENTE LA VACCINAZIONE DALLA 1a DOSE, MA E’ SUFFICIENTE RIPRENDERE DA DOVE E’ STATA INTERROTTA. 42 Anti(difto)tetanica per adulti (4) GUIDA ALLA PROFILASSI ANTITETANICA D’URGENZA IN FERITE A RISCHIO n.dosi di base >= 3 <5 >= 3 >= 3 < 3 o sconosciuto (*) solo nei soggetti che si presentano al Pronto soccorso dopo 24 ore dalla lesione o in stato di shock. anni dall’ultima vaccino Ig NO NO 5 - 10 SI NO > 10 SI SI (*) SI SI 43 TETAN-TEST > 100 Coperto, ma è necessario richiamo > 1000 Coperto; richiamo dopo 2 - 3 anni > 5000 Coperto per dieci anni Vaccinazioni per i lavoratori (1) Ai sensi del D. Lgs. 626/94, la sorveglianza sanitaria è dovuta a tutte le attività lavorative in cui la valutazione dei rischi abbia evidenziato un pericolo per la salute. NELLA SORVEGLIANZA SANITARIA RIENTRA L’IMPOSTAZIONE DI PROGRAMMI DI IMMUNOPROFILASSI NEI CONFRONTI DELLE MALATTIE INFETTIVE PIU’ RILEVANTI E PER LE QUALI ESISTA LA DISPONIBILITA’ DI EFFICACI VACCINI. 45 Vaccinazioni per i lavoratori (2) Tutte le vaccinazioni previste dalla legge o consigliate per specifiche categorie di lavoratori sono effettuate a cura e spesa del datore di lavoro, fatta eccezione per quelle che in base alla normativa vigente sono gratuite, come la vaccinazione antitetanica (L. 292/63) e la vaccinazione antiepatite B (D.M. 4/10/91) 46 Antiepatite B (1) E’ DIVENUTA OBBLIGATORIA PER TUTTI I NUOVI NATI (L. 27/5/91 n° 165) E’ OFFERTA GRATUITAMENTE A SOGGETTI APPARTENENTI ALLE SEGUENTI CATEGORIE A RISCHIO: 47 Antiepatite B (2) - CATEGORIE A RISCHIO CONVIVENTI E CONTATTI DI SOGGETTI HBsAg + POLITRASFUSI, EMOFILICI, EMODIALIZZATI VITTIME DI PUNTURE ACCIDENTALI CON AGHI POTENZIALMENTE INFETTI AFFETTI DA LESIONI CRONICHE ECZEMATOSE E PSORIASICHE DELLA CUTE DELLE MANI DETENUTI DEGLI ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA PERSONE CHE SI RECHINO ALL’ESTERO PER MOTIVI DI LAVORO, IN AREE GEOGRAFICHE AD ALTA ENDEMIA DI HBV TOSSICODIPENDENTI, OMOSESSUALI E SOGGETTI DEDITI ALLA PROSTITUZIONE PERSONALE SANITARIO DI NUOVA ASSUNZIONE DEL S.S.N. E PERSONALE DEL S.S.N. GIA’ IMPEGNATO IN ATTIVITA’ A MAGGIOR RISCHIO DI CONTAGIO, PARTICOLARMENTE SE LAVORA IN REPARTI DI EMODIALISI, RIANIMAZIONE, ONCOLOGIA, CHIRURGIA GENERALE E SPECIALISTICA, OSTETRICIA E GINECOLOGIA, MALATTIE INFETTIVE, EMATOLOGIA, LABORATORI DI ANALISI, CENTRI TRASFUSIONALI, SALE OPERATORIE, STUDI DENTISTICI, MEDICINA LEGALE E 48 Antiepatite B (3) - CATEGORIE A RISCHIO SOGGETTI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI LAVORO, STUDIO E VOLONTARIATO NEL SETTORE DELLA SANITA’ PERSONALE E OSPITI DI ISTITUTI PER RITARDATI MENTALI PERSONALE RELIGIOSO CHE SVOLGE ATTIVITA’ NELL’AMBITO DELL’ASSISTENZA SANITARIA PERSONALE ADDETTO ALLA LAVORAZIONE DEGLI EMODERIVATI PERSONALE DI POLIZIA DI STATO, CARABINIERI, GUARDIA DI FINANZA, AGENTI DI CUSTODIA, VIGILI DEL FUOCO E VIGILI URBANI ADDETTI AL SERVIZIO DI RACCOLTA, TRASPORTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI APPARTENENTI AL CORPO FORESTALE DELLO STATO SOGGETTI CON INSUFFICIENZA RENALE PROGRESSIVA SOGGETTI IN ATTESA DI TRAPIANTO DONATORI DI MIDOLLO OSSEO AFFETTI DA EPATOPATIE CRONICHE, SU RICHIESTA DEL MEDICO CURANTE O DEL CENTRO SPECIALIZZATO 49 Antiepatite B (4) - SCREENING PREVACCINALE Allo scopo di immunizzare alla nascita i neonati da madre HBsAg positiva sarà eseguita la ricerca dell’HBsAg in tutte le gestanti nel 3° trimestre di gravidanza, preferibilmente all’ottavo mese Per tutti gli altri soggetti a rischio non è necessario effettuare la ricerca prevaccinale dei marcatori HBV prima della vaccinazione 50 Antiepatite B (5) - PROTOCOLLI DI VACCINAZIONE NATI DA M. HBsAg-: 3° - 5° - 11° m. NATI DA M. HBsAg+: nasc.+Ig.-2°-3°-11° m. SOGGETTI <16 a.: dose pediatrica SOGGETTI >16 a.: dose per adulti DIALIZZATI E/O IMMUNOCOMPROMESSI: 0, 1, 6 m. con DOSE DOPPIA 51 Antiepatite B (6) - PROFILASSI POST-ESPOSIZIONE 1) SOGGETTI MAI VACCINATI O INCOMPLETAMENTE VACCINATI: schema accelerato 0, 1, 2 e 6-12 m. al tempo 0: prelievo e sommin. di Ig Ig da sommin. entro il 7° giorno vaccino da eseguire entro il 14° g. 52 Antiepatite B (7) - PROFILASSI POST-ESPOSIZIONE 2) SOGGETTI GIA’ VACCINATI DI CUI NON SI CONOSCA LA RISPOSTA ANTICORPALE AL CICLO DI IMMUNIZZAZIONE PRIMARIA: Ig + vaccino; ricerca degli anticorpi anti-HBsAg dopo almeno un mese 53 Antiepatite B - PERSONALE SANITARIO VALUTARE RISPOSTA DOPO 1 MESE DA CICLO PRIMARIO CONTROLLO ANTICORPALE ALL’INIZIO DELL’ATTIVITA’ PER I GIA’ VACCINATI NON NECESSARIO RICHIAMO PER CHI E’ HBsAb + SE GIA’ VACCINATI E HBsAb-, SOMMINISTRARE QUARTA DOSE ED ESEGUIRE VALUTAZIONE ANTICORPALE DOPO UN MESE 54 Antitubercolare (D.P.R. 7/11/01 n° 465) obbligatoria per: NEONATI E BAMBINI <5 a. TUBERCOLINONEGATIVI CONVIVENTI O AVENTI CONTATTI STRETTI CON PERSONE AFFETTE DA TUBERCOLOSI CONTAGIOSA, QUALORA PERSISTA IL RISCHIO DI CONTAGIO PERSONALE SANITARIO, STUDENTI IN MEDICINA, ALLIEVI INFERMIERI E CHIUNQUE, A QUALUNQUE TITOLO, CON TEST TUBERCOLINICO NEGATIVO, OPERI IN AMBIENTI SANITARI AD ALTO RISCHIO DI ESPOSIZIONE A CEPPI MULTIFARMACORESISTENTI OPPURE CHE OPERI IN AMBIENTI AD ALTO RISCHIO E NON POSSA, IN CASO DI CUTICONVERSIONE, ESSERE SOTTOPOSTO A TERAPIA PREVENTIVA, PERCHE’ PRESENTA CONTROINDICAZIONI CLINICHE ALL’USO DI FARMACI SPECIFICI 55 Antitubercolare (2) L’esecuzione della vaccinazione antitubercolare è subordinata alla verifica della risposta negativa all’intradermoreazione secondo Mantoux, effettuata da non oltre trenta giorni I risultati della vaccinazione nei soggetti professionalmente esposti devono essere controllati a distanza di tre mesi dall’inoculazione del vaccino mediante nuovo accertamento tubercolinico. NON DEVE ESSERE EFFETTUATA LA RIVACCINAZIONE DEI SOGGETTI CHE RISULTINO CUTINEGATIVI,I QUALI VANNO INVECE INCLUSI IN PROGRAMMI DI SORVEGLIANZA 56 Vaccinazione dei minori immigrati SE LE VACCINAZIONI NON SONO DOCUMENTATE, I MINORI APPARTENENTI ALLE CLASSI DI ETA’ PER CUI E’ PREVISTA LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA VERRANNO VACCINATI SECONDO LO SCHEMA USUALE DOPI IL COMPIMENTO DEI 6 ANNI SI ADOPERA IL D-T-P PER ADULTI PER I MINORI DI 12 ANNI COMPRESI DOVRA’ ESSERE EFFETTUATO UN CICLO COMPLETO CON IL VACCINO ANTIPOLIO SALK OFFERTA DEL VACCINO ANTIEPATITE B A TUTTI I MINORI A RISCHIO 57 Controindicazioni alle vaccinazioni PER TUTTE LE VACCINAZIONI: malattie acute febbrili turbe generali clinicamente importanti (es: malattie neurologiche evolutive) gravi reazioni avverse dopo precedente vaccinazione gravidanza (escl. antitetanica) 58 Controindicazioni ai vaccini vivi - temporanee CORTICOSTEROIDI AD ALTE DOSI (Es.: prednisolone 2 mg/Kg/die per più di una settimana), ANTIMETABOLITI, AGENTI ALCHILANTI, RADIOTERAPIA) IMMUNODEPRESSIONE DA NEOPLASIE MALIGNE (linfomi, leucemie, altri tumori del S.R.E.) MALATTIE ACUTE FEBRILI 59 Controindicazioni ai vaccini vivi - definitive ANAFILASSI ALLE PROTEINE DELL’UOVO, ANTIBIOTICI ED ALTRI COMPONENTI PRESENTI NEL VACCINO BCG NO AGLI HIV POSITIVI O CON DISORDINI DELL’IMMUNITA’ CELLULO-MEDIATA GRAVI REAZIONI AVVERSE DOPO LA PRIMA SOMINISTRAZIONE M. DA IMMUNODEFICIENZA (IMMUNODEFICIENZA COMBINATA, AGAMMAGLOBULINEMIA, IPOGAMMAGLOBULINEMIA) NO POLIO SABIN AD HIV+ 60 Controindicazioni ai vaccini inattivati TEMPORANEE: malattie acute febbrili o con turbe clinicamente importanti DEFINITIVE: gravi reazioni avverse dopo la prima vaccinazione 61 E’ COMUNQUE OPPORTUNO SOMMINISTRARE IL VACCINO IN AMBIENTE PROTETTO IN CASO DI: convulsioni con o senza febbre entro tre giorni da somministrazione di DTP reazione febbrile importante con temperatura 40°- 40,5°C entro 48 ore da somministrazione di DTP episodio di ipotonia- iporesponsività (similcollassiale) entro 48 ore da somministrazione di DTP episodio di pianto resistente e inconsolabile di durata superiore a tre ore, entro 48 ore dalla somministrazione di DTP 62 False controindicazioni (1) AFFEZIONI CRONICHE DI CUORE, POLMONI, FEGATO E RENI AFFEZIONI MINORI DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE ALLATTAMENTO AL SENO ALLERGIE (ESCLUSE QUELLE ALLE PROTEINE DELL’UOVO E AGLI ANTIBIOTICI PER I VACCINI CHE LI CONTENGONO), ASMA, MANIFESTAZIONI ATOPICHE, ANAMNESI FAMILIARE PER ALLERGIE ASPECIFICHE ANTECEDENTI FAMILIARI DI CONVULSIONI O DI MORTE IMPROVVISA DOPO VACCINAZIONE CONTATTO CON FAMILIARI IMMUNOCOMPROMESSI (ECCETTO OPV) FIGLIO DI MADRE HCV+ INCUBAZIONE DI UNA MALATTIA O RECENTE ESPOSIZIONE A CONTAGIO INFEZIONE DA HIV (ESCLUSO OPV E BCG) MALATTIE NEUROLOGICHE NON EVOLUTIVE E S. DI DOWN MALNUTRIZIONE MUCOVISCIDOSI E MORBO CELIACO NATI PRETERMINE E NATI DI BASSO PESO REAZIONE DI TIPO LOCALE O GENERALE IN SEGUITO ALLA SOMMINISTRAZIONE DI DTP (eritema, tumefazione nel punto di inoculo, temperatura < 39,5°C) 63 False controindicazioni (2) STATO DI GRAVIDANZA DELLA MADRE O DI ALTRA CONVIVENTE TBC PREGRESSA O POSITIVITA’ AL PPD TRATTAMENTI IN CORSO CON ANTIBIOTICI O CON CORTICOSTEROIDI A BASSO DOSAGGIO O PER APPLICAZIONE LOCALE PAZIENTE IN CONVALESCENZA 64 Immunoglobuline e vaccini (1) Ig e vaccini viventi non vanno mai somministrati contemporaneamente Se la somministrazione contemporanea non può essere evitata, va eseguita in differenti sedi ed è necessario rivaccinare o eseguire prove di sieroconversione dopo un intervallo minimo di tre mesi E’ comunque necessario un intervallo di 3 - 5 mesi fra la somministrazione di Ig per via i.m. (il doppio in caso di somministrazione e.v.) e un vaccino vivente Fra i vaccini viventi, fanno eccezione l’O.P.V. e il vaccino contro la febbre gialla. 65 Immunoglobuline e vaccini (2) Diversamente dai vaccini viventi, non è stato dimostrato che la somministrazione di Ig, anche a distanza di tempo, possa causare una diminuzione della risposta a vaccini inattivati o alle anatossine tetanica e difterica. Uniche precauzioni da prendere sono quelle di non mescolarli nella stessa siringa e di non praticarli nello stesso distretto cutaneo 66 Fenomeni avversi in corso di vaccinazione POSSONO CONSISTERE IN: reazione vaso-vagale eritema nel punto di inoculazione anafilassi 67 Reazione vaso-vagale garantire la pervietà delle vie aeree sollevare gli arti inferiori (Trendelemburg) somministrare ossigeno supplementare eventuale somministrazione di ATROPINA 0,01 mg/kg sc o im (1 cc. in 9 cc di fisiologica, somministrare 1 cc ogni 10 kg), in 2 somministrazioni ogni 5 minuti 68 ANAFILASSI “reazione allergica catastrofica che consegue, nel giro di qualche minuto, all’inalazione, contatto, ingestione o somministrazione di sostanze a cui il sistema immunitario (IgE) risponde in maniera esagerata e disarmonica” 69 Composizione dei vaccini AGENTE IMMUNIZZANTE: è l’antigene; può essere un’unica molecola o un complesso LIQUIDO DI SOSPENSIONE: acqua sterile o terreno di coltura. Può contenere proteine (es: uovo, gelatina) CONSERVANTI, STABILIZZANTI E ANTIBIOTICI mercuriali gelatina, albumina neo-kanam. ADIUVANTI: aumentano il potere antigenico e prolungano l’effetto stimolante (idross. di Al) 70 Classificazione delle risposte immunitarie secondo Gell e Coombs Tipo I: reazioni anafilattiche ed atopiche: l’antigene si lega all’anticorpo (IgE); questi si fissa alla membrana cellulare di mastociti e basofili provocando la liberazione di mediatori ad elevata attività farmacologica (istamina, bradichinine, leucotrieni etc…) Tipo II: reazioni di citotossicità e neutralizzazione: es: emolisi da anticorpi antieritrociti; rigetto iperacuto di trapianti Tipo III: reazioni da immunocomplessi: es: malattia Tipo IV: reazioni cellulo-mediate: es: ipersensibilità da siero ritardata cutanea 71 L’ANAFILASSI PUO’ MANIFESTARSI CON edema laringeo broncocostrizione eritema diffuso ipotensione grave edema angioneurotico 72 PRIMO APPROCCIO TERAPEUTICO ALL’ANAFILASSI reperire un accesso venoso con agocannula interrompere la somministrazione della sostanza presunta responsabile ed applicare un laccio prossimale all’iniezione dell’antigene o alla sede della puntura garantire la pervieta’ delle vie aeree sollevare gli arti inferiori (Trendelemburg) somministrare ossigeno supplementare SOMMINISTRARE ADRENALINA 73 ADRENALINA: perché? La liberazione di mediatori da mastcellule e basofili è modulata dall’adenosina monofosfato ciclico (AMPc) che la sopprime, e dalla guanosina monofosfato ciclico (GMPc) che la potenzia. Gli agonisti beta-adrenergici (adrenalina a basse dosi) AUMENTANO l’AMPc, e, di conseguenza, SOPPRIMONO LA LIBERAZIONE DEI MEDIATORI DELL’ANAFILASSI 74 Modalità di preparazione (1) PER L’ADULTO: diluizione 1:10.000, cioè una fiala da 1 cc in una siringa preriempita con 9 cc di soluzione fisiologica. Somministrare 1cc ogni 10 kg, s.c., in tre volte per la durata di 5 minuti. La terza volta possibilmente in vena. 75 Modalità di preparazione (2) PER IL NEONATO E IL LATTANTE: diluizione 1:100.000: una fiala da 1 cc in una soluzione fisiologica da 100 cc. Somministrare 1 cc ogni kg, s.c., in tre volte per la durata di 5 minuti. La terza volta possibilmente in vena. 76 In pratica: DOSE TOTALE: 0,01 mg/kg di peso corporeo DOSE DI ATTACCO: 1/3 della dose totale ripetibile, in base alla presenza dei sintomi, per 3 volte ogni 1 - 5 minuti VIA DI SOMMINISTRAZIONE: sottocute, ad eccezione dei casi di shock emodinamico vero con ipotensione marcata in cui si impone la somministrazione per via endovenosa o anche transcricoidea 77 ALTRE MISURE TERAPEUTICHE DIFENIDRAMINA 1,25 mg/kg (fino a un massimo di 50 mg) e.v. o i.m. IDROCORTISONE 250 - 1000 mg e.v. o METILPREDNISOLONE 100 - 500 mg e.v. RANITIDINA 6 mg/kg eventualmente SALBUTAMOLO spray e AMINOFILLINA 5 - 6 mg/kg e.v. in 10 minuti se l’Adrenalina non risolve il broncospasmo e se il paziente non è in shock emodinamico puro 78 Armadio di pronto intervento DOTAZIONE FARMACOLOGICA MINIMA • Adrenalina • Antistaminico • Broncodilatatore • Cortisonico • Flaconi sol. fisiologica da 100 e/o 250 ml • Fiale sol. fisiologica da 10 ml • Ossigeno • • • • DOTAZIONE STRUMENTALE MINIMA Pallone tipo AMBU per neonati, bambini, adulti Stetoscopio Sostegno per infusione Varie (cotone, disinfettante, cerotti, siringhe e aghi di varie capacità e dimensioni, aghi butterfly, agocannule tipo wenflon, laccio, abbassalingua, guanti sterili e non, termometro). Se presente personale esperto: cannule orofaringee misure varie (almeno da 0 a 6) Sorveglianza e segnalazione Chi rileva un evento avverso a vaccino, anche senza la certezza della relazione causale, DEVE FARE LA SEGNALAZIONE L. 531 del 27/12/87 D.Lgs. 44 del 18/02/97 D.Lgs. 95 del 08/04/03 D.M. 12/12/03 “Nuovo modello di segnalazione di reazione avversa a farmaci e vaccini”, G.U. n. 36 del 13/02/04 80 FLUSSO DELLA SEGNALAZIONE Al Responsabile della Farmacoviglianza U.S.L. 8 Dr. Siro Chiarabolli U.O. FARMACEUTICA TERRITORIALE OSPEDALE S.DONATO - AREZZO Fax 0575/254315 Vaccinazioni in situazioni particolari (1) Nati da parto prematuro: vaccinati regolarmente. A volte possibili crisi di apnea Gravidanza e puerperio: da evitare tutti i vaccini viventi; gli altri possono essere effettuati solo in caso di reale necessità. E’ meglio comunque aspettare, se possibile, fino al 2° - 3° trimestre, per ridurre il rischio di effetti teratogeni. La vaccinazione antitetanica, praticata almeno 6 settimane prima del parto, protegge il neonato dal tetano neonatale e la donna dal tetano puerperale. Da molti Autori è consigliato il vaccino antinfluenzale per tutte le donne che si trovino nel 2° - 3° trimestre di gravidanza 82 Vaccinazioni in situazioni particolari (2) Dopo eventi avversi nel corso di precedenti vaccinazioni: rappresentano controindicazione assoluta a continuare la vaccinazione solo l’anafilassi e l’encefalopatia Dopo esposizione a malattie infettive: dipende dal tipo di malattia. Efficace entro tre giorni dall’esposizione al morbillo, praticamente inefficace contro la parotite e assolutamente inefficace contro la rosolia. Molto efficace (insieme alle Ig) contro l’HBV, il tetano e l’epatite A 83 Vaccinazioni in situazioni particolari (3) Soggetti con alterazioni dell’immunocompetenza: no i vaccini viventi, fatta eccezione per MRP in soggetti con infezione da HIV non in grave immunocompromissione. Le risposte ai vaccini inattivati possono essere ridotte. Nei deficit immunitari secondari (ad es. terapie immunosoppressive) una risposta adeguata riprende dopo 3 mesi - 1 anno 84 Conservazione dei vaccini (1) L’efficacia di una vaccinazione dipende anche dall’attenzione che deve essere riservata al corretto mantenimento della catena del freddo. Anche nei Paesi civili, e non solo in quelli in via di sviluppo, le preparazioni possono essere esposte a condizioni ambientali non ideali a causa di: GUASTI O MAL FUNZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI DI REFRIGERAZIONE INTERRUZIONE DELL’EROGAZIONE DI CORRENTE INCURIA O NEGLIGENZA DEGLI ADDETTI 85 Conservazione dei vaccini (2) IN GENERE TUTTI I VACCINI VANNO CONSERVATI FRA +2°C E +8°C, E NON DEBBONO ESSERE MAI CONGELATI (ad eccezione del Polio Sabin) 86 Conservazione dei vaccini (3) La stabilità dei vaccini in conseguenza di variazioni della temperatura è differenziata in base al tipo di preparato e alle temperature raggiunte. Esistono delle tabelle che per ogni vaccino ne definiscono la stabilità nelle varie situazioni 87 Stabilità dei vaccini La maggior parte dei vaccini, anche quelli per cui e' prevista una condizione di conservazione in frigorifero, si mantiene stabile a temperatura ambiente (25° C) per limitati periodi di tempo (1-2 giorni), anche se alcuni vaccini risultano piu' sensibili alle variazioni di temperatura. I prodotti conservati in frigorifero, durante la mancanza di corrente mantengono inalterate le caratteristiche chimico-fisiche a meno che l'interruzione sia di durata tale (in giorni) da comportare un aumento significativo della temperatura all'interno dell'apparecchiatura destinata alla conservazione. Le Societa' titolari di vaccini, all'atto dell'autorizzazione all'immissione in commercio, hanno fornito i dati relativi agli studi di stabilita' in condizioni normali di conservazione (2-8°C) e in condizioni di conservazione a temperature superiori (25 e/o 37°C). I risultati permettono di concludere che la conservazione a temperatura non superiore a 25° C per un limitato periodo di tempo non inficia le caratteristiche chimico-fisiche del medicinale. Pertanto occasionali e temporanee permanenze dei prodotti a temperature superiori a quelle autorizzate, non compromettono la sicurezza e l'efficacia del medicinale. Aspetti medico-legali: bioetica Dovere del medico è garantire un’informazione approfondita, aggiornata, corretta e completa sui vaccini; in particolare, vanno indicati i possibili effetti collaterali e i pericoli, ma insieme vanno esposti tutti i benefici che se ne traggono, sia individuali che sociali 89 Aspetti medico-legali: il consenso informato L’atto medico deve sempre rispettare il diritto di ciascuno alla propria libertà, all’autodeterminazione e alla dignità della propria persona. PER QUESTO E’ IMPORTANTE CHE IL CONSENSO DEL GENITORE O COMUNQUE DEL VACCINANDO SIA UNA PRECISA SCELTA DERIVANTE DALL’ACQUISIZIONE DI INFORMAZIONI QUANTO PIU’ POSSIBILE AMPIE E COMPLETE 90 Rifiuto delle vaccinazioni 91 Rifiuto delle vaccinazioni (1) Come l’Italia, solo la Francia, la Grecia e alcuni Paesi dell’Est prevedono l’obbligatorietà delle vaccinazioni Questo perché, secondo alcuni Autori (Buzzi e Coll., 1993), l’attuale realtà socio-sanitaria e culturale del nostro Paese presenta tuttora innegabili squilibri nel comportamenti e nella realizzazione di standard igienici accettabili, per cui sembra ancora impossibile derogare dall’obbliggatorietà delle vaccinazioni 92 Rifiuto delle vaccinazioni (2) LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA SI PONE QUINDI COME UNO STRUMENTO ESSENZIALE PER GARANTIRE LA SALUTE DELLA COLLETTIVITA’ CIO’ E’ RINFORZATO ANCHE DALL’AVER PREVISTO CON LA L. 210/92 e Circ. Minist. 500/92 un giusto indennizzo per eventuali effetti nocivi della prestazione sanitaria 93 Indennizzo L. 210/92 E’ PREVISTO PER: SOGGETTI SOTTOPOSTI A VACCINAZIONE OBBLIGATORIA PER LEGGE, CHE ABBIANO RIPORTATO UN DANNO PERMANENTE E CAUSALMENTE CORRELATO SOGGETTI CONTAGIATI DA HIV A SEGUITO DI TRASFUSIONE DI SANGUE O SOMMINISTRAZIONE DI EMODERIVATI OPERATORI SANITARI CHE ABBIANO RIPORTATO UN’INFEZIONE DA HIV A SEGUITO DI ESPOSIZIONE A SANGUE O SUOI DERIVATI DA SOGGETTI POSITIVI SOGGETTI CHE PRESENTINO DANNI IRREVERSIBILI A CAUSA DI EPATITE POST-TRASFUSIONALE SOGGETTI CHE, NON VACCINATI, ABBIANO RIPORTATO DANNI A SEGUITO E IN CONSEGUENZA DI CONTATTO CON PERSONA VACCINATA SOGGETTI DANNEGGIATI A SEGUITO DI VACCINAZIONI NON OBBLIGATORIE, MA NECESSARIE PER MOTIVI DI LAVORO, PER INCARICHI DI UFFICIO, PER ACCEDERE A UNO STATO ESTERO COLORO CHE, RIENTRANDO TRA I SOGGETTI A RISCHIO OPERANTI IN STRUTTURE SANITARIE E OSPEDALIERE, SI SIANO SOTTOPOSTI A VACCINAZIONI, ANCHE NON OBBLIGATORIE, RIPORTANDONE UN DANNO IRREVERSIBILE, CAUSALMENTE CORRELATO 94 Rifiuto delle vaccinazioni: come agire TENTATIVO DI PERSUASIONE COINVOLGIMENTO DEL PEDIATRA O DEL MEDICO DI M.G. DELLA FAMIGLIA SEGNALAZIONE AL SERVIZIO IGIENE PUBBLICA CON LA L. 689/81 (“MODIFICHE DEL SISTEMA PENALE”) LA VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO VACCINALE E’ STATA DEPENALIZZATA, DIVENTANDO ILLECITO AMMINISTRATIVO VACCINAZ. ANTIPOLIO E ANTI D-T: AMMENDA FINO A L. 100.000 VACCINAZIONE ANTIEPATITE B: DA 100.000 A 500.000 L. IN CASO DI CONTINUA INADEMPIENZA: SEGNALAZIONE AL COMUNE E AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DEI MINORI PER LA VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI RELATIVI ALLA TUTELA DEL MINORE 95 Ammissione alla frequenza scolastica Il DPR 26/1/99 n.355, pur confermando il dovere dei responsabili degli Istituti di istruzione di accertare le avvenute vaccinazioni obbligatorie, anche richiedendo la relativa certificazione, precisa che la mancata presentazione del certificato NON COMPORTA IL RIFIUTO DI AMMISSIONE DELL’ALUNNO ALLA SCUOLA DELL’OBBLIGO O AGLI ESAMI. Rimane l’obbligo di comunicare l’eventuale mancata presentazione alla U.S.L. e al Ministero della Salute 96 Presente e futuro delle vaccinazioni 97 Presente e futuro delle vaccinazioni (1) Da molte parti si è giunti alla convinzione che non è più tempo di leggi, ma di CONVINCIMENTO della popolazione Rimane quindi incomprensibile perché le nostre autorità sanitarie non si impegnino in campagne di informazione di massa, anche semplicemente mostrando i dati epidemiologici dell’andamento delle principali malattie infettive negli ultimi cinquant’anni, che non hanno bisogno di alcun commento: 98 Presente e futuro delle vaccinazioni (2) Malattia Era prevaccinica Anno n° casi 1997 % riduz. Difterite 1921 206.939 Morbillo 1941 894.134 Parotite 1968 152.209 Pertosse 1934 265.269 Poliomielite 1952 21.269 Rosolia 1969 57.687 Ros.cong. 1964/65 20.000 Tetano 1948 1.560 M. inv. HIB 1984 20.000 Eventi avversi dei vaccini 0 5 135 612 5519 0 161 4 43 165 - 99,99 - 99,98 - 99,60 - 97,92 - 100 - 99,98 - 99,98 - 97,24 - 99,18 11.365 99 Presente e futuro delle vaccinazioni (3) Nel prossimo decennio, i tradizionali sistemi di vaccinazione subiranno una vera e propria rivoluzione che avrà un grande impatto sulla salute di tutti. La rivoluzione riguarderà sia gli obiettivi, tra i quali vi saranno anche malattie non infettive come i tumori e il morbo di Alzheimer, sia i metodi di somministrazione; in pratica,al posto del tanto temuto ago, vi saranno sistemi di vaccinazione per via orale, nasale e cutanea. 100 Presente e futuro delle vaccinazioni (4) MICROSFERE contenenti minime quantità di materiale antigenico: dissolvendosi lentamente all’interno dell’organismo, rilasciano gli antigeni in modo graduale nel tempo. Consentono dunque di somministrare un minor numero di dosi 101 Presente e futuro delle vaccinazioni (5) DNA NUDO In grado di codificare un numero limitato di proteine dell’agente infettivo. Incorporato direttamente nelle cellule dell’organismo, le renderebbe capaci di produrre autonomamente queste proteine, che andrebbero a stimolare il sistema immunitario, comportandosi di fatto come un vaccino vivo attenuato 102 MA, NEL FRATTEMPO…… 104