LE VACCINAZIONI LE VACCINAZIONI 06/11/2015 Rapporto costi-benefici: valutazione di  COSTI DEL VACCINO (allestimento, distribuzione, conservazione, esecuzione, eventuali effetti collaterali)  BENEFICI (reale incidenza della patologia, gravità della malattia, letalità, spese.

Download Report

Transcript LE VACCINAZIONI LE VACCINAZIONI 06/11/2015 Rapporto costi-benefici: valutazione di  COSTI DEL VACCINO (allestimento, distribuzione, conservazione, esecuzione, eventuali effetti collaterali)  BENEFICI (reale incidenza della patologia, gravità della malattia, letalità, spese.

LE VACCINAZIONI
LE VACCINAZIONI
06/11/2015
1
Rapporto costi-benefici: valutazione di

COSTI DEL VACCINO
(allestimento, distribuzione,
conservazione, esecuzione, eventuali
effetti collaterali)

BENEFICI (reale incidenza della
patologia, gravità della malattia,
letalità, spese legate a diagnosi e al
trattamento, incidenza delle
complicazioni ed eventuale evoluzione
in cronicità, spese per correggere o
limitare gli esiti)
2
Rapporto costi-benefici: i numeri

MALATTIA
BENEFICI

Pertosse
Morbillo
Parotite
Rosolia
Poliomielite
Epatite B
3 - 11
4 - 12
2-7
6 - 20
60
10 - 13





COSTI
1
1
1
1
1
1
3
Rapporto costi-benefici: collocazione

La vaccinazione occupa la parte
più alta e più favorevole della
classifica delle tecnologie
sanitarie formulate in base al
costo per anno di vita guadagnata.
Può dunque concorrere a pieno
titolo all’assegnazione di
un’elevata quota di risorse
pubbliche destinate alla tutela
della salute.
S.A. Plotkin, 1994

“Con l’eccezione dell’acqua
potabile, nessun altro strumento,
neppure gli antibiotici, ha avuto
un maggiore impatto nella
riduzione della mortalità e sulla
sopravvivenza della popolazione”
Breve storia (1)
1796: Edward Jenner compie studi sul vaiolo bovino
Metà ottocento: Louis Pasteur: studi su carbonchio e rabbia
Robert Koch: eziopatogenesi infettiva di alcune patol.
1890: TERAPIE EZIOLOGICHE: sieroterapia (Fraenkel e Von
Behring)
1923: Gaston Léon Ramon allestisce l’anatossina difterica
1
6
Breve storia (2)

Fine anni ‘50: Sabin sviluppa un vaccino
contro la polio costituito da virus resi
incapaci di dare la malattia

1977: viene dichiarata l’eradicazione del
vaiolo
7
Era ancora un giovanotto, il dottor Edward Jenner, quando colse la conversazione tra una mungitrice e
un'amica: parlavano di vaiolo, il morbo piu' diffuso e devastante nell'Europa del Settecento.
*io non prendero' mai il vaiolo*, diceva la prima, perche' ho avuto il vaiolo bovino!.
Il vaiolo bovino provocava vesciche sulle mammelle delle mucche, e vesciche simili apparivano sulle
mani di molte mungitrici, Jenner prelevo' una piccola quantita' di materiale purulento dalle mani di una
mungitrice infetta, Sarah Nelmes, e lo stese con il bisturi sulla pelle di un ragazzino di otto anni, James
Phipps, graffiandola leggermente.
8
Sul punto dell'inoculazione si sviluppo' un'unica vescicola. Tre settimane dopo, il I° Luglio del 1796, Jenner
applico' sulla pelle leggermente abrasa del ragazzo una piccola quantita' di pus prelevato da una pustola di
vaiolo umano. Il bambino non si ammalo'.
Nel corso dei due anni successivi, jenner inoculo' piu' di venti persone allo stesso modo. Nel 1798, pubblico'
un breve trattato, coniando la parola " vaccinazione", da "vacca".
Nel 1823, La vaccinazione antivaiolosa era diventata prassi comune e la sua battaglia contro il morbo gia'
lasciava presagire la vittoria finale.
Una litografia del 1880 riassume
la riluttanza diffusa all'epoca
all'idea di introdurre nel
corpo umano agenti estranei
che avrebbero potuto provocare infezioni.
9
ER VAIOLO (Renato Fucini, 1879)
Io li lasso discorre' cor vaiolo;
Ma, Dio guardi, s'attentano a vieni'
A sciupammi ' braccini ar mi' figliolo,
Sputan l'anima sua, vorre' mori'.
Me lo 'rede, 'Mabilia, ho questo solo –
Fai sèrvo, Bastianino, - eccolo 'vi!
Ma piuttosto lo sbacchio 'n d'un piòlo
Che lo 'nnestalli 'ver veleno lì.
Chè po' 'un è vero, sa? nun li dii retta
A questi lusurai der sangue umano.
Dice: assarva la vita… una saetta!
Scusi: 'un glielo 'nnestonno ar signor Tito?!
Ma quando viense giù da un quarto piano,
Lo sa 'n po' po'? rimanse lì stecchito!
Immunizzazione

Passiva (sieroprevenzione)

Attiva (vaccinazione)

Adottiva (nei trapianti di midollo
osseo)
2
11
La risposta immunitaria


Il tasso di anticorpi specifici nel siero,
cioè l’efficacia IMMUNIZZANTE, viene
preso come indice della risposta
immunitaria, trascurando la risposta
cellulare
In realtà, l’efficacia PROTETTIVA di un
vaccino va oltre, essendo determinata
dall’attivazione di cellule (soprattutto
linfociti T), fenomeno non quantificabile
ma verificabile attraverso il controllo
dell’incidenza della malattia sui
vaccinati
12
Sieroprevalenza

In effetti, la
SIEROPREVALENZA (rapporto
tra i livelli anticorpali di una
popolazione, situazione
vaccinale e incidenza di
quella patologia) è
considerata solo la
PROPORZIONE MINIMA DI
PERSONE PROTETTE
13
Memoria immunologica





La MEMORIA IMMUNOLOGICA è dunque
la capacità del sistema immunitario di
riconoscere un antigene, e dipende sia dal
titolo anticorpale che dai meccanismi di
difesa cellulare. Dipende da:
CARATTERISTICHE DEL VACCINO (più
efficaci i vaccini vivi)
CARATTERISTICHE BIOCHIMICHE DELLE
MOLECOLE DI ANTIGENE (meglio i
polisaccaridi coniugati)
MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE
(numero e vie di somministrazione)
SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLA
MALATTIA
14
Durata

LA DURATA DELLA MEMORIA
IMMUNOLOGICA E’
STRETTAMENTE CORRELATA
AL NUMERO DI LINFOCITI B E
T CHE SONO STATI ATTIVATI
DAL VACCINO DURANTE LA
VACCINAZIONE PRIMARIA O
IN OCCASIONE DEI RICHIAMI
15
Immunità di gruppo (di gregge)

E’ l’immunità o resistenza
collettiva a un determinato
patogeno mostrata da parte di
una comunità o da parte di una
popolazione umana o animale.
Tutta la letteratura si sofferma
sulla proporzione di persone
immuni, necessarie per
l’eliminazione dell’agente
infettivo dalla popolazione
3
16
Tasso critico di copertura vaccinale nella
popolazione








T.A.S. T.C.C.V.
Morbillo
15-17
92-95%
Pertosse 15-17
92-95%
Parotite
10-12
90-92%
Rosolia
7-8
85-87%
Difterite
5-6
80-85%
Poliomielite 5-6
80-85%
Influenza
75% in>65 a.
4
17
Tipi diversi di vaccini (1)

Costituiti da agenti infettivi
interi

virus o batteri VIVI ATTENUATI (M.R.P.,
polio Sabin, BCG, antitifica Ty21A,
varicella, febbre gialla)

virus o batteri INATTIVATI, cioè uccisi
(vecchio antipertosse, anticolerico,
antirabbico, antipolio Salk, antiepatite A,
alcuni antinfluenzali)
5
18
Tipi diversi di vaccini (2)

Costituiti da componenti del
microrganismo

vaccini anatossici (tetano, difterite)
vaccini costituiti da antigeni di superficie
selezionati (antipertosse acellulare, recenti
antinfluenzali split e in subunità) o
ricombinanti (antiepatite B), o polisaccaridi
capsulari (pneumococco e meningococco
per adulti)


Coniugati (polisaccaridi
capsulari con proteine di
supporto): anti-HIB, antipneumococcico
e antimeningococcico per bambini al di sotto
dei 2 anni
5
19
Vaccini associati (o polivalenti) (1)

Il loro uso è motivato dalla conoscenza che
la percentuale e l’intensità delle
sieroconversioni NON SI MODIFICA IN
RAPPORTO AL NUMERO DI VACCINI
SOMMINISTRATI, e che gli effetti
collaterali sono sovrapponibili a quelli che
avremmo avuto se avessimo impiegato i
vaccini separatamente
20
Vaccini associati (o polivalenti) (2)

RARE ECCEZIONI:


POLIO SABIN + FEBBRE GIALLA
COLERA + FEBBRE GIALLA

VAIOLO + M.R.P.

ALTRI VACCINI VIVENTI:
o insieme, o distanziati di
almeno un mese

21
Vaccini associati (o polivalenti) (3)

VANTAGGI:

Minor numero di visite preparatorie
Minori disagi per il bambino e per la
famiglia
Maggiore accettabilità
Maggiore copertura
Minori costi di gestione (distribuzione e
somministrazione)




7
22
Vaccinazioni di legge
23
Vaccinazioni di legge (1)

NUOVI NATI

antipolio (L. 4/2/66 n° 51 - D.M.
18/6/02)
antidifterica (L. 6/6/39 n° 891 - L.
6/4/81 n° 166)
antitetanica (L. 5/3/63 n° 292 - L.
20/3/68 n° 419)
antiepatite B (L. 27/5/91 n° 165)



24
Vaccinazioni obbligatorie (2)

PARTICOLARI GRUPPI A RISCHIO

antitetanica (L. 5/3/63 n° 292)
febbre tifoide (fino al 1997)
antitubercolare
antimeningococcica+MRP+tifoide+D-T
per i militari all’atto dell’arruolamento



25
Vaccinazioni raccomandate (1)

NUOVI NATI

antipertosse
anti-HIB
anti M.R.P.
antipneumococcica coniugata
antimeningococcica coniugata
antivaricella (per i recettivi di 14 anni e
per le donne in età fertile senza
precedenti di varicella)





26
Vaccinazioni raccomandate (2)

PARTICOLARI GRUPPI A RISCHIO

antinfluenzale
antipneumococcica polisaccaridica
antiepatite A e B
antirabbica



27
CALENDARIO VACCINAZIONI NUOVI NATI
PERIODO DI SOMMINISTRAZIONE
TIPO DI
VACCINO alla
3° mese 5° mese 12° mese 13° mese 3° anno 5° - 6° 11°-12° a.
14°-15°
nascita (8 settim.)
anno anno
anno
DTP
DTP
DTP
DTP
Antipolio
IPV
IPV
IPV
Epatite B Ep. B
Ep. B
Ep. B
Hib
Hib
Hib
MRP
Varicella
DTP
DTP
IPV
Ep. B
Ep. B
Hib
MRP
MRP
Varicella
CALENDARIO IN SINTESI







3°
MESE: polio-dtp-epat.B-HIB
5°
MESE: polio-dtp-epat.B-HIB
13° MESE: polio-dtp-epat.B-HIBMRP
3°
ANNO: polio
6°-7° ANNO: DTP-MRP
14° ANNO: varicella (suscettibili)
OGNI 10 ANNI: D-T o d-t-p
29
Malattia da pneumococco
La malattia da pneumococco è un’importante causa di morbilità e
mortalità. Sebbene l’infezione da pneumococco non sia soggetta a
denuncia, gli studi di sorveglianza nella popolazione hanno
evidenziato un tasso annuo di infezione invasiva da pneumococco di
almeno 15,9 ogni 100.000 individui e un’incidenza di meningite
pneumococcica pari a 0,3-1,2 ogni 100.000.
Tassi significativamente maggiori si osservano nelle persone di età
inferiore a cinque anni o superiore a 65 anni, negli ospiti di
lungodegenze, negli alcolisti e in pazienti con patologie croniche o
stati di immunodeficienza.
La malattia da pneumococco determina il 15 per cento delle
polmoniti gravi acquisite in comunità, con un tasso di letalità
(proporzione dei casi che si concludono con il decesso) del 9-26 per
cento.
Anche la batteriemia e la meningite pneumococciche sono gravate
da un alto tasso di mortalità.
L’incidenza maggiore di decessi si riscontra negli anziani (30-43 per
cento) e nei pazienti affetti da altre patologie (25-27 per cento) e
l’incidenza minore nei bambini altrimenti sani (0-3 per cento).
Negli ultimi anni si sono selezionati ceppi di pneumococco resistenti
ai farmaci. Recenti stime suggeriscono che, in alcune aree, più del
15 per cento dei batteri isolati dimostrino tale resistenza.
L’emergere di resistenze conferma ulteriormente l’importanza di
prevenire la malattia pneumococcica con la vaccinazione.
Antipneumococcico polisaccaridico (23 valente)









è raccomandato in caso di:
Cardiopatie gravi scompensate
B.P.C.O.
Diabete mellito in precario compenso
Epatopatie croniche
Asplenia e malattie croniche del
sistema emopoietico
Insufficienza renale cronica
Immunodeficienze
Soggetti ospiti di comunità
31
Antipneumococcico eptavalente coniugato

GRATUITO PER B. <5 a. CON:

ANEMIA FALCIFORME E TALASSEMIA
ASPLENIA FUNZIONALE E ANATOMICA
BRONCOPNEUMOPATIE CRONICHE, ESCLUSA L’ASMA
CONDIZIONI ASSOCIATE AD IMMUNODEPRESSIONE
DIABETE MELLITO
INSUFFICIENZA RENALE E SINDROME NEFROSICA
INFEZIONE DA HIV
ALCUNE IMMUNODEFICIENZE CONGENITE
MALATTIE CARDIOVASCOLARI CRONICHE
MALATTIE EPATICHE CRONICHE
PERDITE DI LIQUIDO CEREBROSPINALE
ALTRE MALATTIE O CONDIZIONI (AD ES. IMPIANTI
COCLEARI) CHE ESPONGANO AD ELEVATO RISCHIO DI
PATOLOGIA INVASIVA DA PNEUMOCOCCO











32
La meningite meningococcica
La situazione italiana. In Italia, l'incidenza della meningite da meningococco è minore
rispetto al resto d'Europa: ogni anno vengono segnalati circa 200 casi, pari a 3 casi ogni
1.000.000 abitanti rispetto ad una media europea di 14/1.000.000. In accordo con i dati di
letteratura, è presente una forte stagionalità con picchi in inverno e primavera e la distribuzione
per età dei pazienti indica una maggior frequenza tra i bambini e gli adolescenti. Infatti, il 50%
di tutti i casi ha un'età inferiore ai 17 anni e il 30% ha un’età fino a cinque anni. La letalità è del
13% circa, simile a quanto osservato in altri paesi occidentali.
Grazie al miglioramento della sorveglianza e della conferma di laboratorio, il numero di casi per
cui è noto il sierogruppo sta aumentando negli anni, ed è passato dal 43% nel 2001 (88/203),
al 72% nel 2003 (150/207). La maggior parte dei meningococchi identificati negli ultimi anni è
risultata appartenere al sierogruppo B (75% nel 2001, 60% nel 2002, 56% nel 2003 ), tuttavia
recentemente si osserva un incremento dei casi da sierogruppo C. In particolare, dati ancora
provvisori del primo trimestre del 2004 indicano che, per la prima volta, nella fascia di età tra
0 e 4 anni, la maggior parte dei meningococchi isolati è di tipo C (12/23 di cui è noto il
sierogruppo).
DISTR IB UZIONE DEI SIER OGRUPPI NELLA POPOLAZIONE GENER ALE
DISTR IB UZIONE DEI SIER OGRUPPI NELLA POPOLAZIONE PEDIATRICA
Antimeningococcico coniugato




gratuito per le stesse categorie a
rischio del pneumococcico
attivo solo contro la meningite da
meningococco di gruppo C
può essere fatto a qualsiasi età
è efficace solo là dove prevale quel
sierogruppo, altrimenti occorre
usare il vaccino polisaccaridico
tetravalente (e dunque oltre i quattro
anni di età)
35
Antivaricella (1)

deve essere offerta gratuitamente ai segg.
soggetti a rischio:

SOGGETTI SENZA PRECEDENTI DI VARICELLA CON
PATOLOGIE AD ELEVATO RISCHIO: LEUCEMIA LINFATICA
ACUTA IN REMISSIONE, INSUFFICIENZA RENALE CRONICA
E TRAPIANTI RENALI, PERSONE CON INFEZIONE DA HIV
SENZA SEGNI DI IMMUNODEFICIENZA E CON UNA
PROPORZIONE DI CD4 > 25%;
SOGGETTI SUSCETTIBILI CHE VIVONO CON PERSONE
IMMUNODEPRESSE QUALI: PERSONE CON AIDS O ALTRE
MANIFESTAZIONI CLINICHE DELL’INFEZIONE DA HIV,
NEOPLASIE CHE INTERESSANO IL MIDOLLO OSSEO O IL
SISTEMA LINFATICO CON CONSEG. DEFICIT
DELL’IMMUNITA’ CELLULARE, IPOGAMMAGLOBULINEMIA
O DISGAMMAGLOBULINEMIA O IN TRATTAMENTO
IMMUNOSOPPRESSORE DI LUNGA DURATA.

36
Antivaricella (2)

Trattandosi di vaccino vivo, i vaccinati
dovranno evitare contatti col soggetto
immunodepresso per almeno un mese a
decorrere dalla vaccinazione (non si applica
per MRP).

LE DONNE IN ETA’ FERTILE SENZA PRECEDENTI DI
VARICELLA ANDREBBERO RICERCATE PARALLELAMENTE
ALLA ROSOLIA; LA VACCINAZIONE VA PRATICATA
PROCRASTINANDO LA POSSIBILITA’ DI INTRAPRENDERE
LA GRAVIDANZA PER TRE MESI.
37
Antivaricella (3)

La vaccinazione viene inoltre
effettuata gratuitamente dalla
U.S.L. ai suscettibili nel 14°
anno di età, con due dosi a
distanza di un mese l’una
dall’altra, su indicazione del
Medico di M.G. o del Pediatra
di famiglia.
38
Antivaricella (4)

Il D. Lgs. 626/94 inserisce nelle fasce a
rischio anche i sottoindicati lavoratori:

LAVORATORI SUSCETTIBILI CHE OPERANO
NEGLI ASILI NIDO, SCUOLE MATERNE E
COMUNITA’ DELLA PRIMA INFANZIA,
SCUOLE PRIMARIE, SCUOLE SECONDARIE;
PERSONE RECETTIVE CHE LAVORANO IN
AMBIENTE SANITARIO, E
PARTICOLARMENTE QUELLE A CONTATTO
CON I BAMBINI O CON PERSONE
IMMUNODEPRESSE.

39
Anti(difto)tetanica per adulti (1)

E’ OBBLIGATORIA (L. 5/3/63 n° 292) PER:
operai addetti manipolaz. immondizie; addetti
alla fabbricaz. di carta e cartoni; lavoratori
del legno; metallurgici e metalmeccanici;
lavoratori agricoli; pastori; allevatori di
bestiame; stallieri; fantini; conciatori;
sorveglianti e operai piste ippodromi;
spazzini; cantonieri; stradini; sterratori;
minatori; fornaciai; operai e manovali addetti
all’edilizia e alle ferrovie; asfaltisti;
straccivendoli; personale delle ferrovie
definito “dell’esercizio”; marittimi e portuali;
tutti gli sportivi all’atto dell’affiliazione al
CONI
40
Anti(difto)tetanica per adulti (2)

Il nuovo calendario vaccinale
approvato con D.M. 7/4/99
prevede l’utilizzo di vaccino
antidifto - tetanico per adulti, da
usare comunque sempre sopra
il compimento di sei anni di vita.
41
Anti(difto)tetanica per adulti (3)

CALENDARIO DELLE VACCINAZIONI - ADULTI (> 7
a.) NON VACCINATI CONTRO D - T - P (D.P.R.
7/11/01 n° 464)

1a dose
2a dose (6-8 settimane dalla 1a)
3a dose (6-12 mesi dalla 2a)
Richiami ogni 10 anni




Td
Td
Td
Td
o
o
o
o
T
T
T
T
NEL CASO IN CUI NON SIA STATO
POSSIBILE SEGUIRE COMPLETAMENTE LE
INDICAZIONI DEL CALENDARIO, NON E’ MAI
NECESSARIO INIZIARE NUOVAMENTE LA
VACCINAZIONE DALLA 1a DOSE, MA E’
SUFFICIENTE RIPRENDERE DA DOVE E’
STATA INTERROTTA.
42
Anti(difto)tetanica per adulti (4)

GUIDA ALLA PROFILASSI ANTITETANICA
D’URGENZA IN FERITE A RISCHIO

n.dosi di base

>= 3
<5

>= 3

>= 3

< 3 o sconosciuto

(*) solo nei soggetti che si presentano al Pronto soccorso
dopo 24 ore dalla lesione o in stato di shock.
anni dall’ultima
vaccino
Ig
NO
NO
5 - 10
SI
NO
> 10
SI
SI (*)
SI
SI
43
TETAN-TEST
>
100 Coperto, ma è necessario richiamo
>
1000 Coperto; richiamo dopo 2 - 3 anni
>
5000 Coperto per dieci anni
Vaccinazioni per i lavoratori (1)


Ai sensi del D. Lgs. 626/94, la sorveglianza
sanitaria è dovuta a tutte le attività lavorative
in cui la valutazione dei rischi abbia
evidenziato un pericolo per la salute.
NELLA SORVEGLIANZA SANITARIA
RIENTRA L’IMPOSTAZIONE DI
PROGRAMMI DI IMMUNOPROFILASSI
NEI CONFRONTI DELLE MALATTIE
INFETTIVE PIU’ RILEVANTI E PER LE
QUALI ESISTA LA DISPONIBILITA’ DI
EFFICACI VACCINI.
45
Vaccinazioni per i lavoratori (2)

Tutte le vaccinazioni previste dalla
legge o consigliate per specifiche
categorie di lavoratori sono effettuate
a cura e spesa del datore di lavoro,
fatta eccezione per quelle che in base
alla normativa vigente sono gratuite,
come la vaccinazione antitetanica (L.
292/63) e la vaccinazione antiepatite
B (D.M. 4/10/91)
46
Antiepatite B (1)

E’ DIVENUTA OBBLIGATORIA PER
TUTTI I NUOVI NATI (L. 27/5/91 n° 165)

E’ OFFERTA GRATUITAMENTE A
SOGGETTI APPARTENENTI ALLE
SEGUENTI CATEGORIE A RISCHIO:
47
Antiepatite B (2) - CATEGORIE A RISCHIO

CONVIVENTI E CONTATTI DI SOGGETTI HBsAg +

POLITRASFUSI, EMOFILICI, EMODIALIZZATI
VITTIME DI PUNTURE ACCIDENTALI CON AGHI
POTENZIALMENTE INFETTI
AFFETTI DA LESIONI CRONICHE ECZEMATOSE E
PSORIASICHE DELLA CUTE DELLE MANI
DETENUTI DEGLI ISTITUTI DI PREVENZIONE E PENA
PERSONE CHE SI RECHINO ALL’ESTERO PER MOTIVI DI
LAVORO, IN AREE GEOGRAFICHE AD ALTA ENDEMIA DI
HBV
TOSSICODIPENDENTI, OMOSESSUALI E SOGGETTI DEDITI
ALLA PROSTITUZIONE
PERSONALE SANITARIO DI NUOVA ASSUNZIONE DEL
S.S.N. E PERSONALE DEL S.S.N. GIA’ IMPEGNATO IN
ATTIVITA’ A MAGGIOR RISCHIO DI CONTAGIO,
PARTICOLARMENTE SE LAVORA IN REPARTI DI
EMODIALISI, RIANIMAZIONE, ONCOLOGIA, CHIRURGIA
GENERALE E SPECIALISTICA, OSTETRICIA E
GINECOLOGIA, MALATTIE INFETTIVE, EMATOLOGIA,
LABORATORI DI ANALISI, CENTRI TRASFUSIONALI, SALE
OPERATORIE, STUDI DENTISTICI, MEDICINA LEGALE E






48
Antiepatite B (3) - CATEGORIE A RISCHIO











SOGGETTI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI LAVORO, STUDIO
E VOLONTARIATO NEL SETTORE DELLA SANITA’
PERSONALE E OSPITI DI ISTITUTI PER RITARDATI MENTALI
PERSONALE RELIGIOSO CHE SVOLGE ATTIVITA’
NELL’AMBITO DELL’ASSISTENZA SANITARIA
PERSONALE ADDETTO ALLA LAVORAZIONE DEGLI
EMODERIVATI
PERSONALE DI POLIZIA DI STATO, CARABINIERI, GUARDIA
DI FINANZA, AGENTI DI CUSTODIA, VIGILI DEL FUOCO E
VIGILI URBANI
ADDETTI AL SERVIZIO DI RACCOLTA, TRASPORTO E
SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
APPARTENENTI AL CORPO FORESTALE DELLO STATO
SOGGETTI CON INSUFFICIENZA RENALE PROGRESSIVA
SOGGETTI IN ATTESA DI TRAPIANTO
DONATORI DI MIDOLLO OSSEO
AFFETTI DA EPATOPATIE CRONICHE, SU RICHIESTA DEL
MEDICO CURANTE O DEL CENTRO SPECIALIZZATO
49
Antiepatite B (4) - SCREENING PREVACCINALE

Allo scopo di immunizzare alla
nascita i neonati da madre HBsAg
positiva sarà eseguita la ricerca
dell’HBsAg in tutte le gestanti nel 3°
trimestre di gravidanza,
preferibilmente all’ottavo mese

Per tutti gli altri soggetti a rischio
non è necessario effettuare la
ricerca prevaccinale dei marcatori
HBV prima della vaccinazione
50
Antiepatite B (5) - PROTOCOLLI DI VACCINAZIONE





NATI DA M. HBsAg-: 3° - 5° - 11° m.
NATI DA M. HBsAg+: nasc.+Ig.-2°-3°-11° m.
SOGGETTI <16 a.: dose pediatrica
SOGGETTI >16 a.: dose per adulti
DIALIZZATI E/O
IMMUNOCOMPROMESSI: 0, 1, 6 m.
con DOSE DOPPIA
51
Antiepatite B (6) - PROFILASSI POST-ESPOSIZIONE

1) SOGGETTI MAI VACCINATI O
INCOMPLETAMENTE VACCINATI:

schema accelerato 0, 1, 2 e 6-12 m.
al tempo 0: prelievo e sommin. di Ig
Ig da sommin. entro il 7° giorno
vaccino da eseguire entro il 14° g.



52
Antiepatite B (7) - PROFILASSI POST-ESPOSIZIONE

2) SOGGETTI GIA’ VACCINATI DI CUI
NON SI CONOSCA LA RISPOSTA
ANTICORPALE AL CICLO DI
IMMUNIZZAZIONE PRIMARIA:

Ig + vaccino; ricerca degli anticorpi
anti-HBsAg dopo almeno un mese
53
Antiepatite B - PERSONALE SANITARIO




VALUTARE RISPOSTA DOPO 1 MESE
DA CICLO PRIMARIO
CONTROLLO ANTICORPALE ALL’INIZIO
DELL’ATTIVITA’ PER I GIA’ VACCINATI
NON NECESSARIO RICHIAMO PER CHI
E’ HBsAb +
SE GIA’ VACCINATI E HBsAb-,
SOMMINISTRARE QUARTA DOSE ED
ESEGUIRE VALUTAZIONE
ANTICORPALE DOPO UN MESE
54
Antitubercolare (D.P.R. 7/11/01 n° 465)



obbligatoria per:
NEONATI E BAMBINI <5 a. TUBERCOLINONEGATIVI CONVIVENTI O AVENTI CONTATTI
STRETTI CON PERSONE AFFETTE DA
TUBERCOLOSI CONTAGIOSA, QUALORA
PERSISTA IL RISCHIO DI CONTAGIO
PERSONALE SANITARIO, STUDENTI IN MEDICINA,
ALLIEVI INFERMIERI E CHIUNQUE, A QUALUNQUE
TITOLO, CON TEST TUBERCOLINICO NEGATIVO,
OPERI IN AMBIENTI SANITARI AD ALTO RISCHIO DI
ESPOSIZIONE A CEPPI
MULTIFARMACORESISTENTI OPPURE CHE OPERI
IN AMBIENTI AD ALTO RISCHIO E NON POSSA, IN
CASO DI CUTICONVERSIONE, ESSERE
SOTTOPOSTO A TERAPIA PREVENTIVA, PERCHE’
PRESENTA CONTROINDICAZIONI CLINICHE
ALL’USO DI FARMACI SPECIFICI
55
Antitubercolare (2)


L’esecuzione della vaccinazione
antitubercolare è subordinata alla verifica
della risposta negativa all’intradermoreazione
secondo Mantoux, effettuata da non oltre
trenta giorni
I risultati della vaccinazione nei soggetti
professionalmente esposti devono essere
controllati a distanza di tre mesi
dall’inoculazione del vaccino mediante nuovo
accertamento tubercolinico. NON DEVE
ESSERE EFFETTUATA LA RIVACCINAZIONE
DEI SOGGETTI CHE RISULTINO
CUTINEGATIVI,I QUALI VANNO INVECE
INCLUSI IN PROGRAMMI DI SORVEGLIANZA
56
Vaccinazione dei minori immigrati




SE LE VACCINAZIONI NON SONO
DOCUMENTATE, I MINORI APPARTENENTI
ALLE CLASSI DI ETA’ PER CUI E’ PREVISTA
LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA
VERRANNO VACCINATI SECONDO LO
SCHEMA USUALE
DOPI IL COMPIMENTO DEI 6 ANNI SI
ADOPERA IL D-T-P PER ADULTI
PER I MINORI DI 12 ANNI COMPRESI DOVRA’
ESSERE EFFETTUATO UN CICLO
COMPLETO CON IL VACCINO ANTIPOLIO
SALK
OFFERTA DEL VACCINO ANTIEPATITE B A
TUTTI I MINORI A RISCHIO
57
Controindicazioni alle vaccinazioni





PER TUTTE LE VACCINAZIONI:
malattie acute febbrili
turbe generali clinicamente
importanti (es: malattie
neurologiche evolutive)
gravi reazioni avverse dopo
precedente vaccinazione
gravidanza (escl. antitetanica)
58
Controindicazioni ai vaccini vivi - temporanee



CORTICOSTEROIDI AD ALTE DOSI (Es.:
prednisolone 2 mg/Kg/die per più di una
settimana), ANTIMETABOLITI, AGENTI
ALCHILANTI, RADIOTERAPIA)
IMMUNODEPRESSIONE DA NEOPLASIE
MALIGNE (linfomi, leucemie, altri tumori
del S.R.E.)
MALATTIE ACUTE FEBRILI
59
Controindicazioni ai vaccini vivi - definitive





ANAFILASSI ALLE PROTEINE DELL’UOVO,
ANTIBIOTICI ED ALTRI COMPONENTI PRESENTI
NEL VACCINO
BCG NO AGLI HIV POSITIVI O CON DISORDINI
DELL’IMMUNITA’ CELLULO-MEDIATA
GRAVI REAZIONI AVVERSE DOPO LA PRIMA
SOMINISTRAZIONE
M. DA IMMUNODEFICIENZA
(IMMUNODEFICIENZA COMBINATA,
AGAMMAGLOBULINEMIA,
IPOGAMMAGLOBULINEMIA)
NO POLIO SABIN AD HIV+
60
Controindicazioni ai vaccini inattivati


TEMPORANEE: malattie acute febbrili
o con turbe clinicamente importanti
DEFINITIVE: gravi reazioni avverse
dopo la prima vaccinazione
61
E’ COMUNQUE OPPORTUNO SOMMINISTRARE IL
VACCINO IN AMBIENTE PROTETTO IN CASO DI:




convulsioni con o senza febbre entro tre
giorni da somministrazione di DTP
reazione febbrile importante con temperatura
40°- 40,5°C entro 48 ore da somministrazione
di DTP
episodio di ipotonia- iporesponsività (similcollassiale) entro 48 ore da somministrazione
di DTP
episodio di pianto resistente e inconsolabile
di durata superiore a tre ore, entro 48 ore
dalla somministrazione di DTP
62
False controindicazioni (1)














AFFEZIONI CRONICHE DI CUORE, POLMONI, FEGATO E RENI
AFFEZIONI MINORI DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE
ALLATTAMENTO AL SENO
ALLERGIE (ESCLUSE QUELLE ALLE PROTEINE DELL’UOVO E AGLI
ANTIBIOTICI PER I VACCINI CHE LI CONTENGONO), ASMA,
MANIFESTAZIONI ATOPICHE, ANAMNESI FAMILIARE PER
ALLERGIE ASPECIFICHE
ANTECEDENTI FAMILIARI DI CONVULSIONI O DI MORTE
IMPROVVISA DOPO VACCINAZIONE
CONTATTO CON FAMILIARI IMMUNOCOMPROMESSI (ECCETTO
OPV)
FIGLIO DI MADRE HCV+
INCUBAZIONE DI UNA MALATTIA O RECENTE ESPOSIZIONE A
CONTAGIO
INFEZIONE DA HIV (ESCLUSO OPV E BCG)
MALATTIE NEUROLOGICHE NON EVOLUTIVE E S. DI DOWN
MALNUTRIZIONE
MUCOVISCIDOSI E MORBO CELIACO
NATI PRETERMINE E NATI DI BASSO PESO
REAZIONE DI TIPO LOCALE O GENERALE IN SEGUITO ALLA
SOMMINISTRAZIONE DI DTP (eritema, tumefazione nel punto di
inoculo, temperatura < 39,5°C)
63
False controindicazioni (2)




STATO DI GRAVIDANZA DELLA MADRE O DI ALTRA CONVIVENTE
TBC PREGRESSA O POSITIVITA’ AL PPD
TRATTAMENTI IN CORSO CON ANTIBIOTICI O CON
CORTICOSTEROIDI A BASSO DOSAGGIO O PER APPLICAZIONE
LOCALE
PAZIENTE IN CONVALESCENZA
64
Immunoglobuline e vaccini (1)




Ig e vaccini viventi non vanno mai
somministrati contemporaneamente
Se la somministrazione contemporanea non
può essere evitata, va eseguita in differenti
sedi ed è necessario rivaccinare o eseguire
prove di sieroconversione dopo un intervallo
minimo di tre mesi
E’ comunque necessario un intervallo di 3 - 5
mesi fra la somministrazione di Ig per via i.m.
(il doppio in caso di somministrazione e.v.) e
un vaccino vivente
Fra i vaccini viventi, fanno eccezione l’O.P.V.
e il vaccino contro la febbre gialla.
65
Immunoglobuline e vaccini (2)

Diversamente dai vaccini viventi,
non è stato dimostrato che la
somministrazione di Ig, anche a
distanza di tempo, possa causare
una diminuzione della risposta a
vaccini inattivati o alle anatossine
tetanica e difterica. Uniche
precauzioni da prendere sono quelle
di non mescolarli nella stessa
siringa e di non praticarli nello
stesso distretto cutaneo
66
Fenomeni avversi in corso di vaccinazione

POSSONO CONSISTERE IN:

reazione vaso-vagale

eritema nel punto di inoculazione

anafilassi
67
Reazione vaso-vagale




garantire la pervietà delle vie aeree
sollevare gli arti inferiori
(Trendelemburg)
somministrare ossigeno supplementare
eventuale somministrazione di
ATROPINA 0,01 mg/kg sc o im (1 cc. in 9
cc di fisiologica, somministrare 1 cc ogni
10 kg), in 2 somministrazioni ogni 5 minuti
68
ANAFILASSI

“reazione allergica catastrofica che
consegue, nel giro di qualche minuto,
all’inalazione, contatto, ingestione o
somministrazione di sostanze a cui il
sistema immunitario (IgE) risponde in
maniera esagerata e disarmonica”
69
Composizione dei vaccini




AGENTE IMMUNIZZANTE: è l’antigene; può
essere un’unica molecola o un complesso
LIQUIDO DI SOSPENSIONE: acqua sterile o
terreno di coltura. Può contenere proteine (es:
uovo, gelatina)
CONSERVANTI, STABILIZZANTI E ANTIBIOTICI
mercuriali
gelatina, albumina neo-kanam.
ADIUVANTI: aumentano il potere antigenico e
prolungano l’effetto stimolante (idross. di Al)
70
Classificazione delle risposte immunitarie
secondo Gell e Coombs


Tipo I: reazioni anafilattiche ed atopiche:
l’antigene si lega all’anticorpo (IgE); questi si fissa alla
membrana cellulare di mastociti e basofili provocando la
liberazione di mediatori ad elevata attività farmacologica
(istamina, bradichinine, leucotrieni etc…)
Tipo II: reazioni di citotossicità e
neutralizzazione: es: emolisi da anticorpi antieritrociti;
rigetto iperacuto di trapianti

Tipo III: reazioni da immunocomplessi: es: malattia

Tipo IV: reazioni cellulo-mediate: es: ipersensibilità
da siero
ritardata cutanea
71
L’ANAFILASSI PUO’ MANIFESTARSI CON





edema laringeo
broncocostrizione
eritema diffuso
ipotensione grave
edema angioneurotico
72
PRIMO APPROCCIO TERAPEUTICO ALL’ANAFILASSI

reperire un accesso venoso con agocannula
interrompere la somministrazione della sostanza
presunta responsabile ed applicare un laccio
prossimale all’iniezione dell’antigene o alla sede
della puntura
garantire la pervieta’ delle vie aeree
sollevare gli arti inferiori (Trendelemburg)
somministrare ossigeno supplementare

SOMMINISTRARE ADRENALINA




73
ADRENALINA: perché?


La liberazione di mediatori da
mastcellule e basofili è modulata
dall’adenosina monofosfato ciclico
(AMPc) che la sopprime, e dalla
guanosina monofosfato ciclico (GMPc)
che la potenzia.
Gli agonisti beta-adrenergici
(adrenalina a basse dosi) AUMENTANO
l’AMPc, e, di conseguenza,
SOPPRIMONO LA LIBERAZIONE DEI
MEDIATORI DELL’ANAFILASSI
74
Modalità di preparazione (1)

PER L’ADULTO: diluizione 1:10.000,
cioè una fiala da 1 cc in una siringa
preriempita con 9 cc di soluzione
fisiologica. Somministrare 1cc ogni
10 kg, s.c., in tre volte per la durata
di 5 minuti. La terza volta
possibilmente in vena.
75
Modalità di preparazione (2)

PER IL NEONATO E IL LATTANTE:
diluizione 1:100.000: una fiala da 1
cc in una soluzione fisiologica da
100 cc. Somministrare 1 cc ogni kg,
s.c., in tre volte per la durata di 5
minuti. La terza volta possibilmente
in vena.
76
In pratica:



DOSE TOTALE: 0,01 mg/kg di peso
corporeo
DOSE DI ATTACCO: 1/3 della dose
totale ripetibile, in base alla
presenza dei sintomi, per 3 volte
ogni 1 - 5 minuti
VIA DI SOMMINISTRAZIONE:
sottocute, ad eccezione dei casi di
shock emodinamico vero con
ipotensione marcata in cui si
impone la somministrazione per via
endovenosa o anche transcricoidea
77
ALTRE MISURE TERAPEUTICHE




DIFENIDRAMINA 1,25 mg/kg
(fino a un massimo di 50 mg) e.v. o
i.m.
IDROCORTISONE 250 - 1000 mg
e.v. o METILPREDNISOLONE 100
- 500 mg e.v.
RANITIDINA 6 mg/kg
eventualmente SALBUTAMOLO
spray e AMINOFILLINA 5 - 6
mg/kg e.v. in 10 minuti se
l’Adrenalina non risolve il
broncospasmo e se il paziente non
è in shock emodinamico puro
78
Armadio di pronto intervento
DOTAZIONE FARMACOLOGICA
MINIMA
• Adrenalina
• Antistaminico
• Broncodilatatore
• Cortisonico
• Flaconi sol. fisiologica da 100
e/o 250 ml
• Fiale sol. fisiologica da 10 ml
• Ossigeno
•
•
•
•
DOTAZIONE STRUMENTALE
MINIMA
Pallone tipo AMBU per neonati,
bambini, adulti
Stetoscopio
Sostegno per infusione
Varie (cotone, disinfettante, cerotti,
siringhe e aghi di varie capacità e
dimensioni, aghi butterfly, agocannule
tipo wenflon, laccio, abbassalingua,
guanti sterili e non, termometro).
Se presente personale esperto:
cannule orofaringee misure varie
(almeno da 0 a 6)
Sorveglianza e segnalazione





Chi rileva un evento avverso a
vaccino, anche senza la certezza
della relazione causale, DEVE FARE
LA SEGNALAZIONE
L. 531 del 27/12/87
D.Lgs. 44 del 18/02/97
D.Lgs. 95 del 08/04/03
D.M. 12/12/03 “Nuovo modello di
segnalazione di reazione avversa a
farmaci e vaccini”, G.U. n. 36 del
13/02/04
80
FLUSSO DELLA SEGNALAZIONE

Al Responsabile della Farmacoviglianza U.S.L. 8
Dr. Siro Chiarabolli
U.O. FARMACEUTICA TERRITORIALE
OSPEDALE S.DONATO - AREZZO
Fax 0575/254315
Vaccinazioni in situazioni particolari (1)

Nati da parto prematuro: vaccinati regolarmente.
A volte possibili crisi di apnea

Gravidanza e puerperio: da evitare tutti i vaccini
viventi; gli altri possono essere effettuati solo in
caso di reale necessità. E’ meglio comunque
aspettare, se possibile, fino al 2° - 3° trimestre,
per ridurre il rischio di effetti teratogeni. La
vaccinazione antitetanica, praticata almeno 6
settimane prima del parto, protegge il neonato
dal tetano neonatale e la donna dal tetano
puerperale. Da molti Autori è consigliato il
vaccino antinfluenzale per tutte le donne che si
trovino nel 2° - 3° trimestre di gravidanza
82
Vaccinazioni in situazioni particolari (2)

Dopo eventi avversi nel corso di precedenti
vaccinazioni: rappresentano
controindicazione assoluta a continuare la
vaccinazione solo l’anafilassi e
l’encefalopatia

Dopo esposizione a malattie infettive:
dipende dal tipo di malattia. Efficace entro
tre giorni dall’esposizione al morbillo,
praticamente inefficace contro la parotite e
assolutamente inefficace contro la rosolia.
Molto efficace (insieme alle Ig) contro l’HBV,
il tetano e l’epatite A
83
Vaccinazioni in situazioni particolari (3)

Soggetti con alterazioni
dell’immunocompetenza: no i vaccini viventi,
fatta eccezione per MRP in soggetti con
infezione da HIV non in grave
immunocompromissione. Le risposte ai
vaccini inattivati possono essere ridotte. Nei
deficit immunitari secondari (ad es. terapie
immunosoppressive) una risposta adeguata
riprende dopo 3 mesi - 1 anno
84
Conservazione dei vaccini (1)




L’efficacia di una vaccinazione dipende
anche dall’attenzione che deve essere
riservata al corretto mantenimento della
catena del freddo. Anche nei Paesi civili, e
non solo in quelli in via di sviluppo, le
preparazioni possono essere esposte a
condizioni ambientali non ideali a causa di:
GUASTI O MAL FUNZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI DI
REFRIGERAZIONE
INTERRUZIONE DELL’EROGAZIONE DI CORRENTE
INCURIA O NEGLIGENZA DEGLI ADDETTI
85
Conservazione dei vaccini (2)

IN GENERE TUTTI I VACCINI
VANNO CONSERVATI FRA
+2°C E +8°C, E NON
DEBBONO ESSERE MAI
CONGELATI (ad eccezione del
Polio Sabin)
86
Conservazione dei vaccini (3)

La stabilità dei vaccini in
conseguenza di variazioni della
temperatura è differenziata in
base al tipo di preparato e alle
temperature raggiunte. Esistono
delle tabelle che per ogni
vaccino ne definiscono la
stabilità nelle varie situazioni
87
Stabilità dei vaccini
La maggior parte dei vaccini, anche quelli per cui e' prevista una
condizione di conservazione in frigorifero, si mantiene stabile a
temperatura ambiente (25° C) per limitati periodi di tempo (1-2
giorni), anche se alcuni vaccini risultano piu' sensibili alle variazioni di
temperatura. I prodotti conservati in frigorifero, durante la
mancanza di corrente mantengono inalterate le caratteristiche
chimico-fisiche a meno che l'interruzione sia di durata tale (in giorni)
da comportare un aumento significativo della temperatura all'interno
dell'apparecchiatura destinata alla conservazione.
Le Societa' titolari di vaccini, all'atto dell'autorizzazione
all'immissione in commercio, hanno fornito i dati relativi agli studi di
stabilita' in condizioni normali di conservazione (2-8°C) e in condizioni
di conservazione a temperature superiori (25 e/o 37°C).
I risultati permettono di concludere che la conservazione a
temperatura non superiore a 25° C per un limitato periodo di tempo
non inficia le caratteristiche chimico-fisiche del medicinale. Pertanto
occasionali e temporanee permanenze dei prodotti a temperature
superiori a quelle autorizzate, non compromettono la sicurezza e
l'efficacia del medicinale.
Aspetti medico-legali: bioetica

Dovere del medico è garantire
un’informazione approfondita,
aggiornata, corretta e completa sui
vaccini; in particolare, vanno indicati i
possibili effetti collaterali e i pericoli, ma
insieme vanno esposti tutti i benefici
che se ne traggono, sia individuali che
sociali
89
Aspetti medico-legali: il consenso informato

L’atto medico deve sempre rispettare il
diritto di ciascuno alla propria libertà,
all’autodeterminazione e alla dignità
della propria persona.

PER QUESTO E’ IMPORTANTE CHE IL
CONSENSO DEL GENITORE O
COMUNQUE DEL VACCINANDO SIA
UNA PRECISA SCELTA DERIVANTE
DALL’ACQUISIZIONE DI INFORMAZIONI
QUANTO PIU’ POSSIBILE AMPIE E
COMPLETE
90
Rifiuto delle vaccinazioni
91
Rifiuto delle vaccinazioni (1)

Come l’Italia, solo la Francia, la Grecia e
alcuni Paesi dell’Est prevedono
l’obbligatorietà delle vaccinazioni

Questo perché, secondo alcuni Autori (Buzzi
e Coll., 1993), l’attuale realtà socio-sanitaria e
culturale del nostro Paese presenta tuttora
innegabili squilibri nel comportamenti e nella
realizzazione di standard igienici accettabili,
per cui sembra ancora impossibile derogare
dall’obbliggatorietà delle vaccinazioni
92
Rifiuto delle vaccinazioni (2)

LA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA SI PONE
QUINDI COME UNO STRUMENTO
ESSENZIALE PER GARANTIRE LA SALUTE
DELLA COLLETTIVITA’

CIO’ E’ RINFORZATO ANCHE DALL’AVER
PREVISTO CON LA L. 210/92 e Circ. Minist.
500/92 un giusto indennizzo per eventuali
effetti nocivi della prestazione sanitaria
93
Indennizzo L. 210/92

E’ PREVISTO PER:

SOGGETTI SOTTOPOSTI A VACCINAZIONE OBBLIGATORIA PER
LEGGE, CHE ABBIANO RIPORTATO UN DANNO PERMANENTE E
CAUSALMENTE CORRELATO
SOGGETTI CONTAGIATI DA HIV A SEGUITO DI TRASFUSIONE DI
SANGUE O SOMMINISTRAZIONE DI EMODERIVATI
OPERATORI SANITARI CHE ABBIANO RIPORTATO UN’INFEZIONE DA
HIV A SEGUITO DI ESPOSIZIONE A SANGUE O SUOI DERIVATI DA
SOGGETTI POSITIVI
SOGGETTI CHE PRESENTINO DANNI IRREVERSIBILI A CAUSA DI
EPATITE POST-TRASFUSIONALE
SOGGETTI CHE, NON VACCINATI, ABBIANO RIPORTATO DANNI A
SEGUITO E IN CONSEGUENZA DI CONTATTO CON PERSONA
VACCINATA
SOGGETTI DANNEGGIATI A SEGUITO DI VACCINAZIONI NON
OBBLIGATORIE, MA NECESSARIE PER MOTIVI DI LAVORO, PER
INCARICHI DI UFFICIO, PER ACCEDERE A UNO STATO ESTERO
COLORO CHE, RIENTRANDO TRA I SOGGETTI A RISCHIO OPERANTI IN
STRUTTURE SANITARIE E OSPEDALIERE, SI SIANO SOTTOPOSTI A
VACCINAZIONI, ANCHE NON OBBLIGATORIE, RIPORTANDONE UN
DANNO IRREVERSIBILE, CAUSALMENTE CORRELATO






94
Rifiuto delle vaccinazioni: come agire







TENTATIVO DI PERSUASIONE
COINVOLGIMENTO DEL PEDIATRA O DEL MEDICO DI M.G.
DELLA FAMIGLIA
SEGNALAZIONE AL SERVIZIO IGIENE PUBBLICA
CON LA L. 689/81 (“MODIFICHE DEL SISTEMA PENALE”) LA
VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO VACCINALE E’ STATA
DEPENALIZZATA, DIVENTANDO ILLECITO
AMMINISTRATIVO
VACCINAZ. ANTIPOLIO E ANTI D-T: AMMENDA FINO A L.
100.000
VACCINAZIONE ANTIEPATITE B: DA 100.000 A 500.000 L.
IN CASO DI CONTINUA INADEMPIENZA: SEGNALAZIONE AL
COMUNE E AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DEI MINORI PER LA VALUTAZIONE
DEGLI ASPETTI RELATIVI ALLA TUTELA DEL MINORE
95
Ammissione alla frequenza scolastica

Il DPR 26/1/99 n.355, pur confermando il
dovere dei responsabili degli Istituti di
istruzione di accertare le avvenute
vaccinazioni obbligatorie, anche richiedendo
la relativa certificazione, precisa che la
mancata presentazione del certificato NON
COMPORTA IL RIFIUTO DI AMMISSIONE
DELL’ALUNNO ALLA SCUOLA
DELL’OBBLIGO O AGLI ESAMI. Rimane
l’obbligo di comunicare l’eventuale mancata
presentazione alla U.S.L. e al Ministero
della Salute
96
Presente e futuro delle vaccinazioni
97
Presente e futuro delle vaccinazioni (1)

Da molte parti si è giunti alla convinzione che non è
più tempo di leggi, ma di CONVINCIMENTO della
popolazione

Rimane quindi incomprensibile perché le nostre
autorità sanitarie non si impegnino in campagne di
informazione di massa, anche semplicemente
mostrando i dati epidemiologici dell’andamento
delle principali malattie infettive negli ultimi
cinquant’anni, che non hanno bisogno di alcun
commento:
98
Presente e futuro delle vaccinazioni (2)












Malattia
Era prevaccinica
Anno
n° casi
1997
% riduz.
Difterite
1921
206.939
Morbillo
1941
894.134
Parotite
1968
152.209
Pertosse
1934
265.269
Poliomielite 1952
21.269
Rosolia
1969
57.687
Ros.cong. 1964/65 20.000
Tetano
1948
1.560
M. inv. HIB 1984
20.000
Eventi avversi
dei vaccini
0
5
135
612
5519
0
161
4
43
165
- 99,99
- 99,98
- 99,60
- 97,92
- 100
- 99,98
- 99,98
- 97,24
- 99,18
11.365
99
Presente e futuro delle vaccinazioni (3)
Nel prossimo decennio, i tradizionali sistemi di vaccinazione subiranno
una vera e propria rivoluzione che avrà un grande impatto sulla
salute di tutti. La rivoluzione riguarderà sia gli obiettivi, tra i quali vi
saranno anche malattie non infettive come i tumori e il morbo di
Alzheimer, sia i metodi di somministrazione; in pratica,al posto
del tanto temuto ago, vi saranno sistemi di vaccinazione per via
orale, nasale e cutanea.
100
Presente e futuro delle vaccinazioni (4)
MICROSFERE
contenenti minime quantità di materiale
antigenico: dissolvendosi lentamente
all’interno dell’organismo,
rilasciano gli antigeni in modo graduale
nel tempo.
Consentono dunque di somministrare
un minor numero di dosi
101
Presente e futuro delle vaccinazioni (5)
DNA NUDO
In grado di codificare un numero limitato di proteine
dell’agente infettivo. Incorporato direttamente
nelle cellule dell’organismo, le renderebbe capaci
di produrre autonomamente queste proteine,
che andrebbero a stimolare il sistema immunitario,
comportandosi di fatto come un vaccino vivo attenuato
102
MA, NEL FRATTEMPO……
104