modelli per la gestione dei problemi
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Transcript modelli per la gestione dei problemi
a cura di M.Grazia Franciosi
MOTIVAZIONI DEL COMPORTAMENTO
INDISCIPLINATO DEI RAGAZZI
(Folgheraiter, 1992)
1. Modalità appresa di soddisfare i propri bisogni di affetto,
di attenzione...
2. Reazione ad una situazione frustrante.
3. Unica modalità di interazione con gli altri che è stata
rinforzata.
4. Transfert sull'educatore rispetto ai genitori o agli
insegnanti.
5. Modalità di mettere alla prova la forza dell'educatore,
6. Reazione al comportamento dell'educatore (GC- vs, BA-)
a cura di M.Grazia Franciosi
MODI INAPPROPRIATI DI GESTIRE
IL PROBLEMA COMPORTAMENTALE
ATTENZIONE
“anche quella negativa è meglio di niente”
PROIBIZIONE
“ti farò vedere chi è il più forte”
MINACCIA
“ti farò irritare nonostante la tua minaccia”
MINACCIA NON
MANTENUTA
“un'occasione per affermare che sono più forte
di te”
ATTACCO ALLA
PERSONA
“è meglio un'identità negativa che niente”
INCOERENZA
“ma che cosa vuole questo?”
a cura di M.Grazia Franciosi
IPOTESI DI INTERVENTO
INTERVENTI REGOLATIVI NELL'INTERAZIONE EDUCATTVA
PREVENTIVI
CORRETTIVI
•ESPLICITARE LE REGOLE
•FORMULARE NORME INFORMALI
SIGNIFICATIVE che siano:
osservabili
stabilite con un accordo reciproco
costruttive
•PROMUOVERE 'AUTODISCIPLINA
•PROVVEDERE UN FLUSSO
CONTINUO NELLE ATTIVITÀ
•INTERVENTI SEMIDIRETTTVI (vd.
Tecnica dei tre passi)
•RISTRUTTURAZIONE DELLA
SITUAZIONE
•RINFORZI, FEEDBACK, CONFRONTI,
INTERVENTI DIRETTIVI devono essere
adeguati a:
grado di responsabilità
gravità dell'infrazione
a cura di M.Grazia Franciosi
ANALISI DI ALCUNE STRATEGIE
RINFORZO
FEEDBACK
CONFRONTO
Scindere il comportamento dalla persona.
Essere immediati ed esplicitare il comportamento specifico
che si vuole rinforzare.
Conoscere ciò che è piacevole o spiacevole per i ragazzi.
Non aspettare che il comportamento desiderato sia perfetto
prima di rinforzarlo.
Sottolineare gli sforzi compiuti più che gli eventuali errori
commessi.
Rendere progressivamente indipendenti i ragazzi dal rinforzo.
Mantenere delicatezza e tatto
Riportare i fenomeni osservati in modo descrittivo
Responsabilizzarsi delle proprie esperienze e percezioni
Usare delicatezza e tatto
Portare il ragazzo ad esaminare le conseguenze del suo
comportamento, piuttosto che a difendere le sue azioni
Usare comunicazioni chiare ed esplicite
Focalizzare l'incongruenza sul comportamento e non sulla
persona
Considerare i comportamenti concreti e non trarre indebite
conclusioni
a cura di M.Grazia Franciosi
Farlo privatamente e non in presenza di altri
TECNICHE COMPORTAMENTALI DI GESTIONE
DEI PROBLEMI DI COMPORTAMENTO
TECNICHE DIDATTICHE
1. Preparare un programma ed un orario concordato con i ragazzi
2. Definizione chiara di ciò che l'animatore si aspetta in relazione al
comportamento dei ragazzi (vd. Stabilire le regole e renderle visibili a
tutti)
3. Creare un clima incoraggiante (sottolineare il positivo; riorientare il
comportamento in senso positivo e costruttivo)
4. Definire limiti precisi al comportamento dei ragazzi:
5. - controllare il livello di eccitazione sospendendo un'attività
6. - garantire lo svolgimento dell'attività programmata intervenendo
direttamente su chi disturba
7. - controllare il contagio negativo bloccando immediatamente il
comportamento non accettato
8. - evidenziare norme generali o valori del gruppo motivandole
9. - trovare il momento opportuno (subito o dopo)
10. Aiutare o suggerire (soprattutto a tu per tu) come attuare i nuovi e più
adeguati comportamenti
11. Semplificare un'abilità complessa in sottopassi e rinforzare la loro
progressiva acquisizione a cura di M.Grazia Franciosi
TECNICHE PER LA GESTIONE DI PROBLEMI LIEVI
1. Decidere di ignorare sistematicamente e rinforzare i comportamenti
appropriati quando si presentano
2. Controllare il comportamento tramite la vicinanza
3. Bloccare il comportamento tramite segnali
4. Risvegliare l'interesse
5. Scaricare la tensione per mezzo dell'umorismo
6. Ristrutturare il programma previsto ed utilizzare l'imprevisto come
occasione di apprendimento
7. Eliminare eventuali fonti di distrazione
8. Riferimento diretto ai valori del bambino (onestà, rispetto, senso di
giustizia ecc. ...)
9. Allontanamento tattico (far fare una pausa)
10. Valutazione obiettiva dei fatti (spiegare perché un comportamento è
inadeguato e quali ne sono le conseguenze, accertandosi che i ragazzi le
abbiano ben comprese)
a cura di M.Grazia Franciosi
TECNICHE DI MODIFICAZIONE DEL COMPORTAMENTO
Usare i rinforzatori positivi (tutto quello che viene fatto per incrementare il ripetersi di
comportamenti attesi)
1. Rinforzamento sociale (elogio, approvazione, attenzione nei confronti di chi attua
comportamenti positivi)
2. Rinforzamento materiale (ricompense concrete, permessi, buoni, bollini,) devono
essere in linea con i gusti dei ragazzi, non usati troppo frequentemente, accompagnati a
gratificazioni sociali.
3. Rinforzamento di gruppo (rinforzare la collaborazione del gruppo al mantenimento di
un comportamento o alla correzione di un altro anche se di uno solo del gruppo)
4. Piani educativi individualizzati:
a. identificare il comportamento da modificare
b. individuare il comportamento adeguato che risulti incompatibili con quello
inaccettabile
c. raccogliere dei dati per la misurazione di base
d. scegliere il tipo di rinforzatore adeguato (vd attività preferite dal ragazzo)
e. stabilire con quale frequenza dare il rinforzamento (dopo il comportamento, regolare,
aumentabile, occasionale o intermittente
f. controllare l'andamento dei comportamenti rinforzati (vd. Uso dell'automonitoraggio)
L'estinzione (non concessione o annullamento del rinforzamento per comportamenti in
precedenza rinforzati. Attenzione: all'inizio ci può essere un incremento del
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comportamento problematico, occorre
persistere!)
TECNICHE RELAZIONALI
Incoraggiamento empatico:
a. Dare al ragazzo la possibilità di parlare liberamente delle
difficoltà incontrate nel partecipare e lo ascolta senza stare sulla
difensiva
b. Mostrare comprensione per le sensazioni e per il
comportamento del ragazzo
c. Confermare che l'eventuale proposta del ragazzo può essere
un'alternativa possibile
d. Ribadire il proprio punto di vista spiegandone i motivi e le
eventuali conseguenze
e. Spiegare che è giusto posticipare la soluzione di quel problema
f. Sollecitare il ragazzo a tentare comunque di partecipare
Ridurre la sensazione di minaccia (creare un'atmosfera
incoraggiante, sollecitare il gruppo a non prendere in giro ecc..)
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Il colloquio con ragazzi che presentano
problemi di indisciplina
(Colasanti da Glasser)
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Passi da seguire:
Coinvolgersi con il ragazzo, manifestare interesse e vicinanza,
comunicargli la propria convinzione circa la possibilità di risolvere le
difficoltà.
Trattare il comportamento attuale del ragazzo, evitare di ricordare le
volte in cui ha trasgredito in passato.
Portare il ragazzo a dare un giudizio di valore a ciò che sta facendo.
Aiutare il ragazzo ad elaborare un piano per cambiare.
Ottenere da parte del ragazzo l'impegno a restare fedele al piano
prescelto.
Non accettare scuse, né andare alla ricerca dei perché quando un
ragazzo fallisce nel mantenere il piano.
Non punire e non criticare il ragazzo per piani interrotti, ma non
impedire il verificarsi di conseguenze naturali.
Mai darsi per vinti. Tornare al terzo passo e ricominciare.
a cura di M.Grazia Franciosi
AZIONE SUGLI EVENTI ANTECEDENTI
1. Non introdurre altri elementi stimolanti (es. giudizi sulla persona, urla,
minacce ecc..).
2. Non manifestarsi ostile per non sollecitare il comportamento contrapposto.
3. Tecnica dei 3 passi:
• accettare e riconoscere il bambino
• fornire una motivazione (giustizia e regole) alla richiesta
• fornire suggerimenti su comportamenti alternativi
4. Non alimentare la carenza di affetto.
5. Prevenire la noia: strutturare le attività in modo da stimolare l'attenzione e la
partecipazione dei ragazzi (importante conoscere i loro punti di aggancio).
6. Gratificare il ragazzo in concomitanza con ogni comportamento accettabile.
7. Individualizzare l'intervento (dove è possibile) in modo che il ragazzo possa
sperimentare successi in questo campo.
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AZIONE SUGLI EVENTI CONSEGUENTI
1. Evitare gratificazioni estrinseche (lecca lecca per farlo star buono
quando disturba).
2. Evitare gratificazioni intrinseche (modi di raggiungere gli obiettivi).
3. Evitare gratificazioni psicologiche (attenzione, affetto, contatto
umano .,.)
4. Evitare forme di punizione inappropriate (attacco alla persona;
gratificante per il ragazzo; rispondente all'obiettivo del ragazzo;
facilmente evitabile; troppo forte vs. sfida)
5. Dare punizioni adeguate:
• non attaccanti la persona
• connesse con il comportamento (es. chi rompe paga; chi sporca
pulisce...)
• proporzionata alla gravità del comportamento
• sufficientemente temute vs. aumentarle dopo
• facilmente applicabili vs. mantenerle
1. Concentrarsi sui comportamenti antagonisti a quelli negativi
rinforzandoli.
2. Dare attenzione solo quando mette in atto comportamenti positivi.
3. Dare riconoscimenti positivi, verbali e non verbali, condizionati e
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incondizionati.