che cos`e` ea cosa serve in diritto (ii)
Download
Report
Transcript che cos`e` ea cosa serve in diritto (ii)
RICHIAMO
DI NOZIONI GENERALI DI DIRITTO
Università degli Studi di Padova
Corso di Laurea in Ingegneria Ambientale
A.A. 2007/2008
CHE COS’E’ E A COSA SERVE IN
DIRITTO
DIRITTO:
è l’insieme delle norme giuridiche vigenti in un
determinato ordinamento
regola il rapporto tra i diversi soggetti giuridici
CHE COS’E’ E A COSA SERVE IN
DIRITTO (II)
NORME GIURIDICHE:
prescrizioni che interessano le relazioni fra i
soggetti dell’ordinamento
FONTI DI DIRITTO:
atti o fatti in grado di produrre norme giuridiche
vincolanti in un determinato ordinamento
IL DIRITTO (OGGETTIVO) E
I DIRITTI (SOGGETTIVI)
DIRITTO (OGGETTIVO):
insieme delle norme giuridiche che rappresentano l'ossatura
di un determinato ordinamento giuridico in un determinato
spazio ed in un determinato momento storico
I DIRITTI (SOGGETTIVI):
situazioni giuridiche soggettive (ovvero ogni relazione tra
soggetti del diritto disciplinata dall’ordinamento giuridico)
riconosciute e garantite dal diritto oggettivo medesimo.
LE FONTI NORMATIVE
INTERNAZIONALI ED EUROPEE
DIRITTO INTERNAZION. PUBBLICO:
regola i rapporti tra i soggetti della comunità
internazionale (Stati)
FONTI: prassi, lex mercatoria, convenzioni
DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO:
regola fattispecie di natura privatistica (privati)
FONTI: diritto interno
LE FONTI NORMATIVE
INTERNAZIONALI ED EUROPEE (II)
FONTI VINCOLANTI:
TRATTATI COMUNITARI
di Roma, istitutivo della CEE del 25.3.1957;
di Maastricht sull’UE del 7.2.1992;
di Amsterdam del 2.10.1997;
di Nizza del 26.2.2001.
LE FONTI NORMATIVE
INTERNAZIONALI ED EUROPEE (III)
REGOLAMENTI
atti vincolanti per tutti i soggetti di diritto della Comunità;
pongono norme generali ed astratte e sono obbligatori in tutti i
loro elementi;
si applicano per forza propria
(v. art. 11 cost.: l’Italia consente alle limitazioni di sovranità
necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la
giustizia tra le Nazioni)
LE FONTI NORMATIVE
INTERNAZIONALI ED EUROPEE (IV)
DIRETTIVE
atti di indirizzo politico diretti agli Stati membri,
generalmente non sono direttamente applicabili (devono
essere rese operative mediante provvedimenti statali di
attuazione), ma:
possono esserlo, nel caso contengano prescrizioni
dettagliate (self executing);
possono diventarlo, qualora sia inutilmente scaduto il termine
per il loro recepimento.
LE FONTI NORMATIVE
INTERNAZIONALI ED EUROPEE (V)
SENTENZE
DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA COMUNITA’
EUROPEA
precisano autoritariamente l’interpretazione del diritto
comunitario (non creano diritto ex novo)
sono obbligatorie in tutti i loro elementi, direttamente
applicabili, ma hanno una portata particolare
rivolgendosi a soggetti specifici e determinati
LE FONTI NORMATIVE
INTERNAZIONALI ED EUROPEE (VI)
FONTI NON VINCOLANTI:
RACCOMANDAZIONI
inviti indirizzati agli Stati membri a conformarsi ad
un determinato comportamento
PARERI
punti di vista di un organo della comunità europea
circa un determinato oggetto
L’ORGANIZZAZIONE
COSTITUZIONALE EUROPEA
CONSIGLIO EUROPEO:
Organo di impulso dell’Ue,
stabilisce le linee guida della politica generale
CONSIGLIO dei MINISTRI (o CONSIGLIO dell’EU):
Organo intergovernativo titolare del potere normativo
e del coordinamento delle politiche generali di tutti
gli stati membri
L’ORGANIZZAZIONE
COSTITUZIONALE EUROPEA (II)
COMMISSIONE EUROPEA:
organo esecutivo,
centro decisionale e di propulsione
ha poteri di iniziativa per gli atti adottati dal
Consiglio, ha poteri
di decisione amministrativa, di regolamentazione
ed di ispezione verso gli Stati
L’ORGANIZZAZIONE
COSTITUZIONALE EUROPEA (III)
PARLAMENTO EUROPEO:
organo democratico con poteri di propulsione, ha un
potere di controllo verso la Commissione
nei confronti delle cui iniziative ha potere di veto
(procedura di codecisione);
ha potere di chiedere al Consiglio un secondo esame
dell’atto proposto dal PE
(procedura di cooperazione)
L’ORGANIZZAZIONE
COSTITUZIONALE EUROPEA (IV)
CORTE DI GIUSTIZIA
E TRIBUNALE DI PRIMO GRADO:
organi giurisdizionali comunitari che garantiscono il
rispetto del diritto e dell’interpretazione ed
applicazione del Trattato
(le sentenze del Tribunale - che ha competenze
specifiche - possono essere impugnate davanti alla
CG per motivi di solo diritto)
L’ORGANIZZAZIONE
COSTITUZIONALE EUROPEA (V)
CORTE DEI CONTI:
controllo contabile
COMITATO ECONOMICO E SOCIALE:
organo consultivo Consiglio, Commissione e PE
COMITATO DELLE REGIONI:
organo consultivo Consiglio, Commissione e PE
BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE)
LE FONTI NORMATIVE NAZIONALI
COSTITUZIONE E LEGGI COSTITUZIONALI:
Principi fondamentali sui quali si fonda l’ordinamento
giuridico nazionale
NORME PRIMARIE:
leggi dello Stato (art. 70 cost.), provvedimenti aventi
forza di legge; regolamenti parlamentari e leggi
regionali
LE FONTI NORMATIVE NAZIONALI
(II)
NORME SECONDARIE:
regolamenti amministrativi
NORME TERZIARIE:
consuetudini (usi):
comportamenti generali, uniformi e costanti nel
tempo, assunti dai componenti di una collettività con
il convincimento che esso sia giuridicamente
obbligatorio
IL CONTROLLO COSTITUZIONALE
SULLE LEGGI
In un ordinamento giuridico il controllo di legittimità costituzionale
è la funzione di verifica della conformità alla costituzione delle leggi
(dello Stato o di enti territoriali eventualmente dotati di potere
legislativo) e degli altri atti aventi forza di legge.
Tale funzione presuppone un ordinamento giuridico a costituzione
rigida, che pone la costituzione su un grado superiore alle leggi nel
sistema delle fonti del diritto. Infatti, se la costituzione è flessibile,
ossia posta allo stesso livello delle leggi, un atto avente forza di legge
in contrasto con essa si limiterebbe ad abrogarne le parti contrastanti,
secondo il meccanismo generale della successione delle leggi nel
tempo.
IL CONTROLLO COSTITUZIONALE
SULLE LEGGI (II)
Sistemi di Controllo di costituzionalità diffuso,
nel quale tutti i giudici, allorché debbano applicare una norma di
legge per risolvere il caso a loro sottoposto, hanno il potere di
verificarne la costituzionalità e, ove ne rilevano il contrasto con
la costituzione, disapplicarla (ovvero considerata dal giudice
come non esistente (tamquam non esset) ai fini della
decisione).L'efficacia della disapplicazione è limitata al processo
in corso, sicché un diverso giudice, ove ritenesse la stessa
norma non contrastante con la costituzione, potrebbe comunque
applicarla.
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COSTITUZIONALE (III)
Sistemi di controllo accentrato,
nei quali il potere di verificare la costituzionalità delle leggi e degli
atti aventi forza di legge è sottratto ai giudici (che non possono
quindi disapplicarle) e accentrato in un determinato organo. Una
prima distinzione, al riguardo, è quella tra controllo accentrato
preventivo e successivo.
Sistemi di controllo preventivo,
per i quali la legge o l’atto avente forza di legge viene sottoposto a
verifica di costituzionalità nell'ambito del procedimento per la sua
adozione e quindi prima dell’entrata in vigore
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COSTITUZIONALE ITALIANO (I)
Art. 70 e ss. Cost.
Art. 72: Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera
è, secondo le norme dl suo regolamento, esaminato da
una commissione e poi dalla Camera stessa, che lo
approva articolo per articolo..
(o secondo il proc. abbreviato)
Art. 74: il Presidente della Repubblica, prima di
promulgare la legge, può con messaggio motivato alle
Camere chiedere una nuova deliberazione
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COSTITUZIONALE ITALIANO (II)
Art. 75: E’ indetto referendum popolare per
deliberare l’abrogazione totale o parziale di una
legge o di un atto avente valore di legge, quanto lo
richiedono 500.000 elettori o 5 consigli regionali
(tranne per le leggi tributarie, di bilancio, di
amnistia e di indulto e di autorizzazione a ratificare
i trattati internazionali)
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COSTITUZIONALE ITALIANO (III)
Art. 134: La Corte Costituzionale giudica sulle
controversie relative alla legittimità cost. delle
leggi e degli atti aveti forza di legge dello Stato e
delle Regioni..
Art. 135: La Corte Costituzionale è composta da
15 giudici: 5 nominati dal Presidente, 15 dal
Parlamento in seduta comune e 5 dalle supreme
magistrature ordinaria e amministrativa..
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COSTITUZIONALE ITALIANO (IV)
In via principale: la questione di legittimità potrà essere
sollevata da Stato e Regioni entro 60 gg dalla
pubblicazione del provvedimento
In via incidentale: la questione dovrà essere sollevata:
a) nel corso di un giudizio;
b) di fronte ad un’autorità giuridizionale
il giudice (o il PM),
la quale dovrà accertare che la questione sia rilevante e non
manifestamente infondata
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COMUNITARIO
La Corte di Giustizia e il Tribunale di Primo Grado
sono gli organi giurisdizionali comunitari che devono garantire
il rispetto del diritto nell’interpretazione ed applicazione del
Trattato (art. 220 Tr. CE). Le sentenze del Tribunale di Primo
Grado (avente competenze specifiche) possono essere
impugnate davanti alla CG per motivi di solo diritto
(art. 225 Tr. CE).
Giudicano sulle violazioni del diritto comunitario ad opera degli
stati membri o delle istituzioni, sulla legittimità di atti normativi
comunitari e sull’interpretazione pregiudiziale del diritto
comunitario.
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COMUNITARIO (II)
La facoltà di rinvio pregiudiziale (art. 234 Tr. Ce):
qualora un giudice nazionale, di sua iniziativa o su
iniziativa di parte, investe la Corte sella questione di
interpretazione del diritto comunitario che i medesimi
giudici nazionali dovrebbero applicare.
La facoltà di rinvio pregiudiziale diviene obbligo in capo al
giudice di ultima istanza
La vincolatività delle pronunce interpretative della C.G.
(quale custode della uniforme applicazione del diritto
comunitario) è stata riconosciuta dalla Corte Cost. già nel 1985
IL CONTROLLO SULLE LEGGI NEL
DIRITTO COMUNITARIO (III)
Articolo 234 Trattato
La Corte di giustizia è competente a pronunciarsi, in via pregiudiziale:
a) sull'interpretazione del presente trattato;
b) sulla validità e l'interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni della
Comunità e della BCE;
c) sull'interpretazione degli statuti degli organismi creati con atto del
Consiglio, quando sia previsto dagli statuti stessi.
Quando una questione del genere è sollevata dinanzi ad una giurisdizione
di uno degli Stati membri, tale giurisdizione può, qualora reputi necessaria
per emanare la sua sentenza una decisione su questo punto, domandare
alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla questione.
Quando una questione del genere è sollevata in un giudizio pendente
davanti a una giurisdizione nazionale, avverso le cui decisioni non possa
proporsi un ricorso giurisdizionale di diritto interno, tale giurisdizione è
tenuta a rivolgersi alla Corte di giustizia.
IL CONTROLLO SULLE LEGGI:
DIFFERENZE
Fonte
Oggetto delle pronunce
Soggetti legittimati a ricorrere
Eventuale obbligatorietà
Vincolatività dei pronunce
L’INTERPRETAZIONE LETTERALE E
LOGICA
Il metodo dell’interpretazione della norma:
INTERPRETAZIONE LETTERALE:
ricerca il significato proprio delle parole
(art. 12, 1° c., disp. prel.)
INTERPRETAZIONE LOGICA:
ricerca il “vero” contenuto
della voluntas legis (criterio storico e sistematico)
L’INTERPRETAZIONE LETTERALE E
LOGICA (II)
Il risultato.. INTERPRETAZIONE
° DICHIARATIVA
(inter. letterale e logica coincidono)
° ESTENSIVA (significato esteso dall’int. logica)
° RESTRITTIVA
(l’int. logica restringe il significato)
L’INTERPRETAZIONE AUTENTICA
SOGGETTO AGENTE:
INTERPRETAZIONE
DOTTRINALE: gli studiosi
GIUDIZIALE: il giudice
AUTENTICA: il legislatore (è un atto di volontà)
La fattispecie non è chiara o non prevista
(lacune legislative o vuoto legislativo)
L’ANALOGIA E L’INTERPRETAZIONE
EVOLUTIVA
PRESUPPOSTI ANALOGIA
(non ammessa per le norme penali o eccezionali):
a) caso assolutamente non previsto
b) elemento di identità tra caso previsto e non
previsto
c) identità dell’elemento in vista del quale il
legislatore ha formulato la regola
che disciplina il caso (ratio)
L’ANALOGIA E L’INTERPRETAZIONE
EVOLUTIVA
ANALOGIA
mancanza di norma => nuova norma
INTERPRETAZIONE EVOLUTIVA
ciò che il legislatore avrebbe pensato se avesse
previsto
INTERPRETAZIONE EVOLUTIVA:
attribuisce un significato adeguato ai fatti attuali
ex iniuria ius non oritur
L’ABROGAZIONE ESPRESSA E
TACITA DELLA LEGGE
ABROGAZIONE ESPRESSA
o del legislatore
mediante l'emanazione di una disposizione
abrogatrice
• NOMINATA: identifica con precisione il suo
oggetto
• INNOMINATA: ha un oggetto indeterminato
L’ABROGAZIONE ESPRESSA E
TACITA DELLA LEGGE (II)
ABROGAZIONE TACITA
• per incompatibilità con le nuove norme
• perché legge più recente regola l’intera materia
già regolata dalla legge anteriore
• per cause intrinseche
(leggi stabilite per un certo tempo, per un
determinato compito o emesse in vista di speciali
circostanze o per il solo perdurare di queste)
OBBLIGHI E DOVERI
Obblighi:
• Situazioni giuridiche soggettive del soggetto che è
tenuto ad un certo comportamento,
• Consistono nel fare, dare o non fare una certa cosa
• Si possono configurare sia come un dovere positivo
(fare o dare) che come dovere negativo (non fare) ed,
in quest'ultimo caso, si parla di divieto.
Se un soggetto ha un obbligo nei confronti di un altro,
quest'ultimo ha un diritto soggettivo nei confronti del primo.
OBBLIGHI E DOVERI (II)
Doveri:
• Sono caratterizzati da indeterminatezza e dal carattere
negativo del comando che li impone
• Sono riferiti indistintamente a tutti
• Consistono in una pura astensione dal compiere
determinate azioni
• Possono assumere la forma ora di un divieto, ora di un
comando
• Sono divieti quelli che impongono una condotta
omissiva, comandi quelli che impongono una condotta
commissiva
OBBLIGHI E DOVERI (III)
Sono altresì situazioni giuridiche passive:
• La soggezione: situazione giuridica soggettiva del soggetto
che, pur non essendo gravato da un obbligo a seguire una certa
condotta, deve tuttavia subire gli effetti del potere di altri.
• L’onere è la situazione giuridica soggettiva passiva
caratterizzata dal fatto che il soggetto su cui grava è tenuto ad
un determinato comportamento nel proprio interesse, poiché in
mancanza si verificherebbe un effetto giuridico a lui sfavorevole
o non si verificherebbe un effetto giuridico a lui favorevole.
DIRITTI E INTERESSI
Sono situazioni giuridiche attive:
• il diritto soggettivo: situazione giuridica soggettiva di
vantaggio che l’ordinamento riconosce e garantisce al soggetto
per soddisfare un suo interesse sostanziale, accordandogli una
serie di facoltà e poteri per consentire in via immediata e
diretta la realizzazione dell'interesse medesimo e per reagire
nel caso della sua lesione ad opera di terzi.
• il potere giuridico: situazione giuridica soggettiva attiva che
consistente nella possibilità attribuita ad un soggetto di
produrre determinati effetti giuridici, ossia di costituire,
modificare o estinguere un rapporto giuridico, attraverso un
atto giuridico.
• la potestà: situazione giuridica soggettiva che consiste
nell'attribuzione di un potere ad un soggetto allo scopo di
tutelare un interesse altrui.
DIRITTI E INTERESSI (II)
• il diritto potestativo: situazione giuridica soggettiva che ha per
contenuto il potere di un soggetto di produrre determinati effetti
giuridici mediante una dichiarazione unilaterale di volontà, al quale
corrisponde una situazione di soggezione del destinatario, tenuto a
subire tali effetti nella propria sfera giuridica.
• la facoltà: situazione soggettiva della persona che può lecitamente
compiere un atto, ovvero indica che una determinata azione è
consentita dalla norma. Si distingue dalla nozione di potere in quanto
in quest'ultimo caso il soggetto può efficacemente compiere un atto,
ovvero produrre gli effetti, le determinate conseguenze giuridiche
legate a tale atto.
• l’aspettativa: una posizione di attesa di un effetto acquisitivo incerto
• l’interesse legittimo: situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta
dal legislatore come intimamente connessa ad una norma che
garantisce in via primaria l'interesse generale, di modo che
quest'ultimo prevale ove l'amministrazione utilizzi correttamente il suo
IL PROVVEDIMENTO
AMMINISTRATIVO
E’ un atto tramite il quale un'autorità pubblica
manifesta la propria volontà, nell'esercizio dei suoi
poteri, creando, modificando o estinguendo una ben
determinata situazione giuridica al fine di realizzare
un particolare interesse pubblico affidato alla cura
dell’autorità pubblico che ha posto in essere il
provvedimento.
E’ tipico, nominativo, autoritativo, unilaterale,
esecutorio..
CASI DI ILLEGITTIMITA’
DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO
L'atto illegittimo può essere viziato in modo più o meno
grave, dando luogo a due categorie di invalidità degli
atti amministrativi:
gli atti nulli e gli atti annullabili.
Per parte della dottrina esiste una terza categoria di
invalidità degli atti amministrativi:
quella degli atti amministrativi inesistenti.
CASI DI ILLEGITTIMITA’ DEL
PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO (I)
•
•
•
•
L'atto amministrativo è nullo:
quando manca di uno degli elementi essenziali
dell'atto amministrativo (la capacità del soggetto
che emana l'atto; la dichiarazione; l'oggetto; la
causa; la motivazione; la forma)
per incompetenza assoluta di legge
se in violazione di una sentenza
nei casi previsti dalla legge
CASI DI ILLEGITTIMITA’ DEL
PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO (II)
L'atto amministrativo è annullabile:
• per difetto relativo di attribuzione, anche detta
incompetenza relativa di legge;
• per eccesso di potere
• per violazione di legge
L'atto amministrativo annullabile è:
giuridicamente esistente; efficace e sanabile.
COSA FARE DI FRONTE AD UN
PROVVEDIMENTO ILLEGITTIMO
La nullità e l’annullabilità possono essere fatte valere
davanti al:
• giudice ordinario nel caso l'atto amministrativo leda
dei diritti soggettivi;
• giudice amministrativo, nel caso sia lesivo di
interessi legittimi o di competenza esclusiva (quindi
anche per i casi di lesioni del diritto soggettivo, i casi
di elusione o violazione del giudicato, il così detto
giudizio di ottemperanza). Ricorso TAR e PdR
CASI DI RESPONSABILITA’
RISARCITORIA PER I PUBBLICI UFFICIALI
Il P.U. concorre a formare la volontà dell’ente ed a rappresentarla
davanti al privato oltre che sul pano contrattuale anche sul piano del
potere e dell’autorevolezza.
Art. 357 c.p. Nozione del pubblico ufficiale:
“Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali
esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziarie o
amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione
amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti
autoritativi e caratterizzata dalla formazione e della manifestazione
della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di
poteri autoritativi o certificativi”
CASI DI RESPONSABILITA’
RISARCITORIA PER I PUBBLICI UFFICIALI (II)
Elemento distintivo: esercizio di una funzione pubblica
Ragione: il P.U. concorre a formare la volontà dell’ente ed a
rappresentarla davanti al privato.
• si guarda alle funzioni esercitate dal soggetto per qualificare
un’attività come pubblica o meno; non rileva la forma giuridica
dell’ente o la sua costituzione secondo le norme del diritto
pubblico (Cass. Pen., 21.2.03 n. 11417)
• il potere deve spettare al soggetto e deve essere
concretamente esercitato dallo stesso
CASI DI RESPONSABILITA’
RISARCITORIA PER I PUBBLICI UFFICIALI (III)
Un P.U: può essere:
a) dipendente pubblico;
b) cittadino o privato professionista incaricato dello svolgimento di
compite espressione di un pubblico potere;
c) un lavoratore dipendente che nell’ambito del proprio rapporto di
lavoro espleta funzioni pubbliche nell’ambito di attuazione della
volontà pubblica.
In tema di responsabilità del P.U. il nostro ordinamento prevede:
a) Specifiche ipotesi di responsabilità penale
b) Responsabilità disciplinari (se il P.U. è anche dipendente)
c) Responsabilità risarcitorie per l'illegittimo esercizio del potere
pubblico
CASI DI RESPONSABILITA’
RISARCITORIA PER I PUBBLICI UFFICIALI (IV)
Specifiche ipotesi di responsabilità penale:
nel c.p. per i reati caratterizzati dalla qualifica dell’autore e dalla particolarità
degli interessi offesi identificati nel corretto funzionamento della P.A: e
nella tutela del suo prestigio. Devono risultare attinenti all’attività affidata
dallo Stato al P.U.
es. Peculato (art. 314 c.p.) “Il P.U… che, avendo per ragione del suo ufficio o
servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa
mobile altrui, se ne appropria..”.
es. Concussione (art. 317 c.p.):
“il P.U… che, abusando della usa qualità o dei suoi poteri, costringe o induce
taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro
od altra utilità, è punito con la reclusione..”
CASI DI RESPONSABILITA’
RISARCITORIA PER I PUBBLICI UFFICIALI (V)
Responsabilità disciplinari (se il P.U. è anche dipendente)
I reati penali danno luogo per il P.U. che sia anche pubblico dipendente a
responsabilità disciplinare
DPR 10.1.57 n. 3 per il pubblico impiego non soggetto al diritto del lavoro
privato e 165/2001 per i pubblici dipendenti.
Proporzionalità e gradualità della sanzione; necessità della
predeterminazione e della pubblicità preventiva di illeciti e sanzioni;
necessità di preventiva contestazione e dei termini per l’esercizio del
diritto di difesa; possibilità di riduzione concordata della sanzione;
possibilità di impugnazione
CASI DI RESPONSABILITA’
RISARCITORIA PER I PUBBLICI UFFICIALI (VI)
Responsabilità per risarcimento danni per l'illegittimo esercizio del
potere pubblico
•
•
Rileva il dolo o la colpa (Cass. Pen. sent. n. 5231/07)
deve ritenersi attribuita alla giurisdizione amministrativa esclusiva ogni
controversia riguardante il risarcimento del danno ingiusto arrecato
all'interesse legittimo (Cass. Pen. sent. n. 4401/07)
•
spettano alla giurisdizione ordinaria le controversia riguardi le
violazione di norme di prudenza, diligenza, perizia, in rapporto alla
tutela di diritti assoluti come quelli alla vita e alla integrità fisica che
assumono dunque il carattere proprio della fattispecie aquiliana
(Cass. Pen. sent. n. 4825/07)
GIURISDIZIONE CIVILE, PENALE E
AMMINISTRATIVA
In diritto il termine giurisdizione ha un duplice significato:
in senso oggettivo è una funzione pubblica (funzione
giurisdizionale), consistente nell'applicazione del diritto
oggettivo, interpretandone le norme e rendendole operanti nel
caso concreto, per risolvere le controversie in posizione di
terzietà, ossia di indipendenza rispetto alle parti e di indifferenza
riguardo all'esito della controversia;
in senso soggettivo è l'insieme degli organi che esercitano tale
funzione.
Il termine viene anche utilizzato per designare la sfera di
competenza di un giudice
GIURISDIZIONE CIVILE, PENALE E
AMMINISTRATIVA (II)
In relazione alla natura della controversia,
la giurisdizione si divide in:
civile: avente ad oggetto le controversie concernenti rapporti giuridici di
diritto privato (o i rapporti di cui è parte la P.A. quando non siano devoluti
al G.A. e quindi si tratta di diritti soggettivi)
penale: avente ad oggetto le controversie concernenti la responsabilità
di un soggetto per un reato e la sua conseguente sottoposizione ad una
pena
amministrativa: avente ad oggetto i rapporti in cui una delle parti è la
P.A. e si tratta di un interesse legittimo (ovvero di una pretesa che un atto
amministrativo sia legittimo); ovvero nei casi eccezionali di giurisdizione
esclusiva.
PERSONE FISICHE E GIURIDICHE
Persone fisiche: gli individui umani che con la loro nascita
diventano soggetti rilevanti ai fini del diritto, in quanto divengono
titolari di diritti e doveri, cioè acquisiscono la capacità giuridica (art. 1
c.c.). Con il raggiungimento della maggiore età, 18 anni per
l'ordinamento italiano, la persona fisica acquisisce la capacità di
agire, cioè la possibilità di porre in essere atti rilevanti ai fini
giuridici.Al momento della morte dell'individuo si estingue anche la
sua personalità giuridica.
Persone giuridiche: organismi unitari che vengono considerati
dall’ordinamento giuridico come soggetti di diritto, come enti forniti di
capacità propria e distinta dalle persone fisiche che concorrono a
confermarlo.
PERSONE FISICHE E GIURIDICHE
Responsabilità delle persone giuridiche:
civile
Amministrativa
"societas delinquere non potest“.. ma ora?
Con il d.lgs. 231/01 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle
persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di
personalità giuridica, a norma dell’art. 11 della l. 29.9.2000 n. 300”
viene prevista una responsabilità degli enti per alcuni reati che pur
commessi materialmente da amministratori o dipendenti sono da
ricollegare direttamente all'ente medesimo (la competenza è del
giudice penale per quanto concerne l'accertamento della responsabilità
degli enti.
Grazie per l’attenzione