Pena di morte - Patini Liberatore

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Transcript Pena di morte - Patini Liberatore

Il paradosso della pena di
morte in Italia …
… storia, geografia, letteratura, religione, realtà…
PENA DI
MORTE
COS’È
La pena di morte, chiamata
anche pena capitale, è
l'uccisione di un individuo a
seguito di una sentenza di
condanna ordinata da un
tribunale. Ci sono paesi dove
è prevista la pena di morte
per reati considerati gravi,
come omicidio ed alto
tradimento; altri, invece, dove
si ritiene possibile la pena
capitale non solo per gli
omicidi, ma anche per altri
crimini violenti, come la
rapina e/o lo stupro, fino a
reati di opinione quali
l‘apostasia.
APOSTASIA: Abbandono della
propria religione
STORIA DELLA
PENA DI MORTE
LA NASCITA
La pena di morte, inizialmente un
prolungamento della guerra, era presente in
tutti gli ordinamenti antichi.
Il diritto romano, ad esempio, prevedeva la
pena di morte, ma per i cittadini romani
concedeva una speciale garanzia: una
condanna a morte emanata in base
all'imperium del magistrato, non poteva essere
eseguita senza concedere al condannato la
facoltà di fare appello ai comizi centuriati
tramite l'istituto della provocatio ad populum.
Cicerone che, da console, in occasione della Congiura di
Catilina aveva fatto eseguire condanne a morte senza
concedere la “provocatio ad populum”, fu condannato
all'esilio a seguito della Lex Clodia.
PROVOCATIO AD POPULUM
• La provocatio ad populum è un istituto del diritto pubblico
romano, introdotto dalla Lex Valeria de provocatione del 509
a.C. (rogata dal console Publio Valerio Publicola) ed
applicato in particolare nel periodo repubblicano.
• La norma prevedeva la possibilità che ad un condannato a
morte potesse essere trasformata la pena capitale in altra
pena se così stabilito da un giudizio popolare.
LEX CLODIA
• La Lex Clodia de capite civis Romani (in lingua latina
Legge Clodia sulla condanna a morte di un cittadino
romano) fu una legge fatta approvare da Publio Clodio
Pulcro, avversario politico di Marco Tullio Cicerone, che
stabiliva la pena dell'esilio per chi avesse deliberato una
condanna a morte senza concedere la provocatio ad
populum.
IL PRIMO STATO AD ABOLIRLA
Il primo stato al mondo ad abolire
legalmente la pena di morte per
tutti i reati fu il Granducato di
Toscana il 30 novembre 1786 con
l'emanazione del nuovo codice
penale toscano (Riforma criminale
toscana o Leopoldina) firmato dal
granduca Pietro Leopoldo
(divenuto poi Leopoldo II del Sacro
Romano Impero), influenzato dalle
idee di pensatori come Cesare
Beccaria;
tale giornata è festa regionale in
Toscana.
Tuttavia Leopoldo nel 1790
reinserì la pena di morte per i
cosiddetti crimini eccezionali.
GLI ABOLIZIONISTI DE FACTO ..
…E LE PRIMA LIMITAZIONI
Una forte limitazione
avvenne in Russia già nel
1753, (vale a dire 33 anni
prima dell’abolizione
avvenuta nel Granducato
di Toscana), per opera
della zarina Elisabetta I.
Se si considera l'abolizione "di
fatto" lo stato abolizionista più
antico è invece la Repubblica di
San Marino, tuttora esistente:
l'ultima esecuzione ufficiale risale al
1468, mentre l'abolizione definitiva
fu sancita per legge nel 1865.
Il Regno Unito
l'abolì negli
anni Sessanta …
...mentre la
Francia nel
1981.
LA PENA DI MORTE IN ITALIA E …
La pena di morte in
Italia, tranne che per
il regicidio, l'alto
tradimento e delitti
commessi in tempo
di guerra, fu abolita
la prima volta
durante il Regno
d'Italia, nel 1889, nel
codice penale opera
del ministro liberale
Giuseppe Zanardelli.
Fu reintrodotta dal regime fascista con il codice Rocco nel
1930, poi abolita nel 1944 e ripristinata l'anno seguente; con
l'avvento della Repubblica (1946) è stata espressamente
vietata dalla costituzione del 1948, tranne i casi previsti da
leggi di guerra.
..L’ABOLIZIONE
DEFINITIVA
Solo nel 1994 e precisamente il 25
ottobre è stata abolita
completamente anche nel Codice
Penale Militare di Guerra e
sostituita dalla pena massima
prevista dall'ordinamento, ovvero,
l'ergastolo.
L'ultima esecuzione è avvenuta a
Torino nel 1947; in essa vennero
fucilati tre uomini colpevoli della
strage di Villarbasse.
Nel 2007 è stata completamente
espunta dalla Costituzione anche
con riferimento alle leggi militari di
guerra.
LA NUOVA STAMPA (21 Novembre 1945)
L’ULTIMA CONDANNA
« Nessuno Tocchi Caino vuol dire giustizia senza vendetta »
(Motto dell'associazione)
Il 15 novembre 2007 la Terza commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha
approvato con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti una risoluzione, fortemente
sostenuta dall'Italia, che chiede la moratoria universale della pena di morte.
L'Assemblea Generale ha votato la risoluzione il 18 dicembre 2007 con 104 voti a favore,
54 contrari e 29 astenuti. La moratoria è stata approvata con 5 voti in più rispetto alla
votazione della Terza commissione il 17 novembre 2007.
Quindi dopo una campagna ventennale portata avanti dall'associazione Nessuno Tocchi
Caino e dal Partito Radicale Transnazionale, da Amnesty International e dalla Comunità di
Sant'Egidio, l'Onu approva una storica risoluzione su iniziativa italiana per la moratoria
universale della pena di morte, ossia per una sospensione internazionale delle pene
capitali.
Il 18 Dicembre 2007 viene votata la moratoria universale della pena di
morte approvata con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti.
Paesi favorevoli
Paesi contrari
Paesi astenuti
LA PENA DI MORTE NEL MONDO
Abolita per tutti i crimini
Abolita eccetto per crimini commessi in circostanze
eccezionali (es: in tempo di guerra)
Abolita in pratica
Pena legale
Amnesty international riporta che:
STATI CHE NON APPLICANO LA
PENA DI MORTE (di diritto o fatto)
• 139 Stati non la applicano, di
diritto o di fatto.
Tra questi:
• 95 l’hanno abolita per tutti i tipi
di reati
• 9 l'hanno abolita per reati
comuni (mantenendone la
previsione solo per reati
particolari, come quelli
commessi in tempo di guerra
• 35, pur mantenendo la norma
giuridica, non la applicano da
oltre 10 anni (abolizionisti de
facto).
STATI CHE APPLICANO LA
PENA DI MORTE
• 58 Stati continuano ad
applicare la pena di morte nei
loro ordinamenti
U.S.A.
•
Stati in cui è stata abolita la pena di morte
•
Stati in cui la pena di morte non è più applicata dal
1976. (N.Y., pena di morte dichiarata incostituzionale).
•
Stato in cui non è più in uso la sedia elettrica.
Pena morte/ Usa, prima esecuzione del 2011 in Oklahoma. Billy
Don Alversson ucciso da anestetico per eutanasia animali
Esteri –
Washington, 7 gen. (TMNews) – Un afroamericano di 39 anni è stato
giustiziato ieri in Oklahoma, nel sud degli Stati Uniti, con il pentobarbital,
un anestetico solitamente utilizzato per l’eutanasia degli animali. Lo ha
annunciato il penitenziario di Stato: si tratta della prima esecuzione del
2011 negli Stati Uniti.
Billy Don Alverson era stato condannato a morte per l’omicidio del
trentenne Richard Yost nel 1995, con una mazza da baseball. La vittima fu
aggredita da quattro giovani afroamericani: solo tre di loro furono
condannati a morte, poiché all’epoca dei fatti il quarto giovane era ancora
minorenne. Alverson è il secondo del gruppo ad essere giustiziato, dopo
Darwin Brown nel gennaio 2009.
L’Oklahoma aveva già utilizzato il 16 dicembre il pentobarbital per
giustiziare un altro condannato, John Duty. Jerry Massie, portavoce dei
servizi penitenziari dell’Oklahoma ha dichiarato che il decesso del
condannato è stato constatato alle 06.10 locali (l’1.10 in Italia), cioè sei
minuti dopo l’inizio dell’iniezione fatale.
Gli Stati Uniti hanno giustiziato 45 uomini e una donna nel 2010, il 12% in
meno rispetto all’anno precedente.
(fonte Afp)
La Cina in testa alla black list. Cala il numero dei condannati a
morte: dai 5.851 nel 2007, ai 5.727 l'anno successivo. Ma resta una
piaga in Cina: 5.000 esecuzioni capitali in un anno, un numero
impressionante che da solo copre il 90% del totale mondiale di
esecuzioni, eppure è inferiore a quello registrato dodici mesi fa
quando alla pena di morte furono condannate 782 persone in più.
Capita perché, dal primo gennaio 2007, è entrata ogni condanna a
morte deve essere rivista dalla Corte suprema, la quale ha già
annullato il 15% delle condanne.
E la chiesa?
... e la Chiesa?
Il catechismo della chiesa
cattolica …
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
Il
(1997) parla della
pena di morte all'interno della trattazione sul quinto comandamento, "Non uccidere", e più
specificamente nel sottotitolo che tratta della legittima difesa.
In questo contesto dice (n. 2266-2267):
« 2266: Corrisponde ad un'esigenza di tutela del bene
comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il
diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell'uomo e
delle regole fondamentali della convivenza civile. La
legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di
infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto. La
pena ha innanzi tutto lo scopo di riparare il disordine
introdotto dalla colpa. Quando è volontariamente accettata
dal colpevole, essa assume valore di espiazione. La pena
poi, oltre che a difendere l'ordine pubblico e a tutelare la
sicurezza delle persone, mira ad uno scopo medicinale:
nella misura del possibile, essa deve contribuire alla
correzione del colpevole. »
« 2267: L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della
responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere
efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se invece i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle
persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene
comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo
inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta
necessità di soppressione del reo “sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti” [Evangelium
vitae, n. 56]. »
Anche nella Bibbia di parla di pena di morte in riferimento a:
Nell'Antico Testamento è scritto:
« Colui che colpisce un uomo causandone la
morte, sarà messo a morte. » (Esodo 21,12)
Passi in cui Dio condanna la vendetta umana,
minacciando punizioni peggiori
«sette volte» e «settanta volte sette» per chi
avesse ucciso Caino e Lamech.
Diversi passi, in prevalenza dell'Antico Testamento, affermano la legittimità della pena di morte
quando è violata la legge di Mosè. A questi si aggiungono gli episodi di guerra e della storia del
popolo eletto, dove i nemici periscono per volontà divina.
-Riguardo alla violazione della legge ebraica, nella Lettera agli Ebrei 10,28: «Quando
qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o
tre testimoni».
-In Levitico 24,16 viene messo a morte «Chi bestemmia il nome del Signore», in Levitico 20,10
chi commette adulterio, in 27,29 «Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere
riscattata; dovrà essere messa a morte», e in Levitico 24,17 «Chi percuote a morte un uomo».
- In Esodo 21,17 viene messo a morte chi maledice il padre o la madre.
Nel Nuovo Testamento
Gesù richiama più volte
al perdono e condanna
l'episodio della
lapidazione della
donna adultera:
« Chi di voi è senza
peccato, scagli per
primo la pietra contro di
lei. » (Giovanni 8,7)
MODALITÀ DI ESECUZIONE DELLA PENA DI MORTE
Crocifissione:
usata, ad
esempio, in
alcuni casi dagli
antichi romani.
Dalì
(Crocifisso)
Damnatio ad
bestias:
pena di morte
riservata
nell'antica Roma
ai criminali,
condannati a
essere divorati
vivi dalle belve
nelle arene.
Trafittura con frecce:
usata in alcuni casi dagli antichi e da
alcuni popoli primitivi.
Pittore caravaggesco francese (cerchia
di Nicolas Régnier), San Sebastiano
trafitto dalle frecce
Schiacciamento
veniva eseguito in diversi modi; ai
tempi di Marco Polo, il popolo
mongolo usava eseguire la
condanna a morte delle persone
rispettabili coprendole con un telo e
schiacciandole con i cavalli.
Ghigliottina
Impiccagione
usata in Francia
a partire dalla
rivoluzione
francese e
adottata poi in
altri Paesi
europei.
comune nel
Medioevo ma
ancora oggi
utilizzata.
Garrota
usata in Spagna dal medioevo fino alla
fine della dittatura di Francisco Franco.
Fucilazione
(in Italia era la forma più comune).
Camera a gas
utilizzo di acido cianidrico (HCN)
tristemente noto come Zyklon B nei campi
di sterminio nazisti, introdotto poi nel
secondo dopoguerra nel diritto penale
dello stato della California poi abolito.
Rogo
consisteva nel legare il condannato
ad un palo sopra una catasta di
legna per poi appiccare il fuoco.
Applicato in Europa dal Medioevo e
nelle Americhe fino al Secolo XVII.
Famose le condanne ai danni di
eretici e presunte streghe.
Supplizio della ruota
diffuso nel medioevo, consiste nel
legare per i polsi e le caviglie il
condannato ad una ruota, e con una
mazza gli venivano rotte le ossa fino
alla morte.
MA NON È TUTTO …
Colpo di pistola alla nuca: usato a tutt'oggi in Cina.
…. INFATTI
Iniezione letale: usata a tutt'oggi negli Stati Uniti.
Lapidazione: usata ampiamente nell'antichità, è ancora presente in alcuni stati islamici prevalentemente ai
danni di donne adultere.
Sedia elettrica: inventata a fine Ottocento da Thomas Alva Edison, noto inventore del fonografo e della
lampada ad incandescenza, applicata in molti stati americani fino agli anni settanta, sostituita poi con
iniezione letale.
Squartamento: citato nel poema medievale della Chanson de Roland, utilizzato nei paesi arabi nell'età
moderna. Vi sono testimonianze filmate di squartamenti di prigionieri durante la guerra Iran-Iraq negli anni
Ottanta, utilizzando automezzi invece che cavalli.
Impalamento: molto usato nel Medioriente medievale. Si narra che il famoso voivoda romeno del secolo XV
Vlad Tepes, ispiratore del mito di Dracula, ne avesse appreso il metodo dai Turchi invasori.
Decapitazione: molto diffusa nel mondo antico e medievale, sostituita alla fine del secolo XVIII dalla
ghigliottina in Francia. Usata tutt'oggi in Arabia Saudita con l'utilizzo di una spada.
Schiacciamento da elefante: diffusa nel sud e sudest asiatico, particolarmente in India, durante quasi 4.000
anni.
Caduta dall'alto: il condannato veniva fatto precipitare da una grande altezza, per esempio da una rupe.
Bastonatura e fustigazione a morte: erano usate a volte presso alcuni popoli antichi.
Annegamento: era usato a volte nell'antico Egitto: il condannato veniva chiuso dentro un sacco e gettato nel
Nilo.
Tuttavia
l’immaginazione è
andata oltre …
Franz Kafka descrive nel racconto Nella colonia
penale (1919) i tentativi che un ufficiale fa per
convincere un esploratore a difendere l'esemplare
procedura di esecuzione in uso nella colonia. Il
vecchio comandante aveva inventato e realizzato
una macchina che prima di finire il reo gli scriveva
nella schiena con il suo proprio sangue la
sentenza di condanna. Accortosi che tale
procedura suscitava orrore sia all'esploratore sia
al nuovo comandante della colonia, decide egli
stesso di sottoporvisi. La macchina si guasterà e
con l'ufficiale, ultimo suo sostenitore, moriranno
l'antica procedura e il suo strumento.
Vergine di ferro
nota anche come Vergine di Norimberga, è una macchina di tortura e morte
immaginaria, inventata da scrittori del XIX secolo ed attribuita al periodo
rinascimentale. Il condannato viene fatto entrare in un sarcofago con dei chiodi
verso l'interno e quindi chiuso. Il condannato muore per dissanguamento dopo
un'estrema sofferenza.
PARERI PRO
Motivazioni favorevoli
Chi sostiene la pena di morte indica i
seguenti elementi:
1. La pena di morte sarebbe un efficace deterrente e un definitivo
impedimento al reiterarsi di omicidi (serial killer).
2. La necessità di punizioni esemplari per i delitti più efferati.
3. Il non-funzionamento del sistema carcerario.
4. Le spese eccessive per il mantenimento dei detenuti.
5. Carceri troppo affollate.
PARERI CONTRO
Motivazioni Sfavorevoli
Chi non sostiene la pena di morte indica
i seguenti elementi:
1. Come sostiene Cesare Beccaria «La pena di morte, rendendo meno sacro
e intoccabile il valore della vita, incoraggerebbe, più che inibire, gli istinti
omicidi».
2. L'inumanità della procedura.
3. La possibilità dell'errore (cioè l'impossibilità di ridare la vita nel caso in
cui un uomo, condannato alla morte, fosse ritenuto innocente in seguito ad
un successivo processo).
4.Il non-funzionamento della pena di morte come deterrente per i delitti
più efferati. Piuttosto, si pensa che la sua introduzione potrebbe avere un
effetto contrario.
5.La possibilità che bisogna dare al reo di redimersi e di rendersi in qualche
modo utile alla comunità cui ha arrecato danno.
6. L'esecuzione di una sentenza di morte può avvenire dopo anche decenni
dal giudizio. Nel frattempo vengono celebrate numerosissime sedute di
appello e di riesame con un coinvolgimento di uomini e mezzi che
comportano anch'essi costi eccessivi.
7. Al momento dell'esecuzione pochissimi possono ricordarsi del condannato
e del crimine commesso, ad eccezione delle persone legate alla vittima. La
condanna diviene un deterrente inefficace e si riduce da pena d'esempio alla
collettività ad una pura vendetta in favore dei congiunti delle vittime.
8. La mancanza di diritto da parte dello Stato di decidere per la vita umana,
che non gli appartiene. Il controverso filosofo francese Marchese De Sade
considerava ipocrita tale diritto quando lo Stato stesso condanna a morte
l'omicidio da parte dei cittadini.
9. Lo Stato, avendo tolto la vita al colpevole, commette di per sé un omicidio.
L'uomo non posside la vita, la riceve. E nel momento in cui cessa di
trasmettere vita, in quel preciso momento la vita in lui si dissecca.
La vita si alimenta di vita donata. (Ermes Maria Ronchi)
«L'uso peggiore che si possa fare di un uomo è quello di
impiccarlo». No, non ho alcun rispetto per la pena di morte. Si tratta
di un'azione sporca, che non degrada solo i cani da forca pagati per
compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, la sostiene
col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. La pena di
morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità: «...
ad essere impiccato per la gola finché morte non sopravvenga»
recita il famoso frasario della società... (Jack London)
Ci sarà pace quando la vita dell'uomo sarà rispettata,
accolta, amata sempre, dal concepimento alla morte,
sempre con il medesimo amore, e in ogni parte del
mondo. (Ernesto Olivero)
http://www.youtube.com/watch?v=VoVFNBCzgb4
FINE
Lavoro realizzato da
Moira Di Paolo
classe 5A
Liceo scientifico
a.s. 2011-2012
Prof.ssa Assunta Gasparri