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Spending review ed acquisizione di beni e servizi
Bologna, giovedì 14 novembre 2013
Programmazione degli acquisti di beni e servizi alla luce della
Spending Review e della Legge di stabilità 2013
La programmazione nel d.lgs. n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici) e nel
d.P.R. n. 207/2010 (Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici)
La programmazione tra esigenze dell’ente e principi di efficacia ed economicità
Il contenuto del programma
Le esigenze straordinarie
d.P.R. n. 207/2010
Art. 271. Programmazione dell'attività contrattuale per l'acquisizione di beni e servizi
1. Ciascuna amministrazione aggiudicatrice può approvare ogni anno un programma annuale per
l'acquisizione di beni e servizi relativo all'esercizio successivo. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui all'articolo 128, commi 2, ultimo periodo, 9, 10 e 11, del codice e all'articolo 13,
commi 3, secondo e terzo periodo, e 4, del presente regolamento [v. oltre].
2. Il programma è predisposto nel rispetto dei principi generali di economicità e di efficacia dell'azione
amministrativa, in conformità delle disposizioni del codice e sulla base del fabbisogno di beni e servizi
definito dall'amministrazione aggiudicatrice tenendo conto dell'ordinamento della stessa e della
normativa di settore ove vigente.
3. Il programma individua l'oggetto, l'importo presunto e la relativa forma di finanziamento. Con
riferimento a ciascuna iniziativa in cui si articola il programma annuale, l'amministrazione provvede, nel
corso dell'esercizio, alla verifica della fattibilità tecnica, economica ed amministrativa.
4. Qualora l'amministrazione aggiudicatrice abbia predisposto il programma di cui al presente articolo,
rimane salva la possibilità di avviare procedimenti per l'acquisizione di beni e servizi non previsti in caso
di urgenza risultante da eventi imprevisti o imprevedibili in sede di programmazione.
segue
5. Le amministrazione aggiudicatrici che non sono tenute a predisporre un bilancio preventivo
possono approvare il programma annuale per l'acquisizione di beni e servizi con modalità
compatibili con la regolamentazione dell'attività di programmazione vigente presso le stesse.
d.P.R. n. 207/2010 (applicabile, per le parti riportate, alle forniture e a i servizi, ai sensi
dell’art. 271 del d.P.R. n. 207/2010)
Art. 13. Programma triennale ed elenchi annuali
(omissis)
3. (…) La proposta di aggiornamento è fatta anche in ordine alle esigenze prospettate dai
responsabili del procedimento dei singoli interventi. Le Amministrazioni dello Stato procedono
all’aggiornamento definitivo del programma entro novanta giorni dall’approvazione della legge di
bilancio da parte del Parlamento.
4. Sulla base dell'aggiornamento di cui al comma 3 è redatto, entro la stessa data, l'elenco dei
lavori da avviare nell'anno successivo, con l’indicazione del codice unico di progetto,
previamente richiesto dai soggetti competenti per ciascun lavoro.
d.lgs. n. 163/2006
Art. 128. Programmazione dei lavori pubblici (applicabile, per le parti riportate, alle
forniture e a i servizi, ai sensi dell’art. 271 del d.P.R. n. 207/2010)
(omissis)
2. (…) Lo schema di programma triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono resi pubblici,
prima della loro approvazione, mediante affissione nella sede delle amministrazioni
aggiudicatrici per almeno sessanta giorni consecutivi ed eventualmente mediante
pubblicazione sul profilo di committente della stazione appaltante.
9. L'elenco annuale predisposto dalle amministrazioni aggiudicatrici deve essere approvato
unitamente al bilancio preventivo, di cui costituisce parte integrante, e deve contenere
l'indicazione dei mezzi finanziari stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio,
ovvero disponibili in base a contributi o risorse dello Stato, delle regioni a statuto ordinario o di
altri enti pubblici, già stanziati nei rispettivi stati di previsione o bilanci (…). Un lavoro non
inserito nell'elenco annuale può essere realizzato solo sulla base di un autonomo piano
finanziario che non utilizzi risorse già previste tra i mezzi finanziari dell'amministrazione al
momento della formazione dell'elenco, fatta eccezione per le risorse resesi disponibili a
seguito di ribassi d'asta o di economie. Agli enti locali si applicano le disposizioni previste dal
d.lgs. n. 267/2000.
segue
10. I lavori non ricompresi nell'elenco annuale o non ricadenti nelle ipotesi di cui al comma 5,
secondo periodo, non possono ricevere alcuna forma di finanziamento da parte di pubbliche
amministrazioni.
11. Le amministrazioni aggiudicatrici sono tenute ad adottare il programma triennale e gli
elenchi annuali dei lavori sulla base degli schemi tipo, che sono definiti con decreto del
Ministro delle infrastrutture [v. oltre]; i programmi triennali e gli elenchi annuali dei lavori sono
pubblicati sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture di cui al decreto del Ministro dei
lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20 e per estremi sul sito informatico presso l'Osservatorio.
(omissis)
Cfr. AVCP, det. N. 5/2013
cfr. MIN. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI - decreto 11 novembre 2011
Procedura e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione (…) del programma annuale per
l'acquisizione di beni e servizi ai sensi dell'art. 128 del d.lgs. n. 163/2006 e ss.mm. e degli
artt. 13 e 271 del d.P.R. n. 207/2010
segue
MIN. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI - decreto 11 novembre 2011, cit.
Art. 6. Programmazione annuale dell'attività contrattuale per l'acquisizione di beni e
servizi
1. Le amministrazioni aggiudicatrici di cui all'art. 3, comma 25, del d.lgs. n. 163/2006 e
ss.mm. fatte salve le competenze legislative e regolamentari delle Regioni e delle Province
autonome in materia, e, quando esplicitamente previsto, di concerto con altri soggetti, per
l'acquisizione di beni e servizi, possono adottare il programma annuale sulla base della
scheda 4 di cui agli schemi tipo allegati al presente decreto.
2. L'inclusione nell'elenco annuale e' subordinata alla previa approvazione della progettazione
secondo quanto disposto dall'art. 279 del d.P.R. n. 207/2010.
cfr. d.P.R. n. 207/2010
Art. 279. Progettazione di servizi e forniture e concorsi di progettazione di servizi e
forniture
1. La progettazione di servizi e forniture (…) è articolata di regola in un unico livello. Al fine di
identificare l'oggetto della prestazione del servizio o della fornitura di beni da acquisire il
progetto contiene:
segue
a) la relazione tecnica-illustrativa con riferimento al contesto in cui è inserita la fornitura o il servizio;
b) le indicazioni e disposizioni per la stesura dei documenti inerenti la sicurezza di cui all'art. 26,
comma 3, del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81;
c) il calcolo della spesa per l'acquisizione del bene o del servizio con indicazione degli oneri della
sicurezza non soggetti a ribasso di cui alla lett. b);
d) il prospetto economico degli oneri complessivi necessari per l'acquisizione del bene o del servizio;
e) il capitolato speciale descrittivo e prestazionale;
f) lo schema di contratto.
(omissis)
3. In caso di concorso di progettazione, la stazione appaltante può prevedere che la progettazione sia
suddivisa in due o più livelli di approfondimento di cui la stessa stazione appaltante individua requisiti
e caratteristiche; in tale ipotesi, il concorso di progettazione si articola in due gradi (…) intendendosi
per progettazione preliminare il primo livello di progettazione individuato dal bando di concorso e per
progettazione definitiva o esecutiva il restante o i restanti livelli di progettazione individuati dal
predetto bando di concorso.
(omissis)
Programmazione ed acquisizione di beni e servizi
(profili organizzativi)
Il riassetto dei sistemi di acquisto di beni e servizi dopo i decreti sulla spending review
(d.l. n. 52/2012 conv. in l. n. 94/2912 e d.l. n. 95/2012 conv. in l. n. 135/2012) e la legge
di stabilità 2013 (l. n. 228/2012):
- centrali di committenza
- convenzioni quadro
- MePA
anche con riferimento alle varie Amministrazioni:
a) Amministrazioni statali centrali e periferiche
b) Le altre Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001
c) Istituti e scuole di ogni ordine e grado, istituzioni educative e istituzioni universitarie
d) Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti ricadenti nel territorio di
ciascuna Provincia
e) Enti del S.S.N.
La razionalizzazione delle modalità di acquisto di beni e servizi, anche mediante il ricorso a
strumenti e procedure informatiche, è stata avviata dal legislatore sin dall’anno 2000.
- Legge n. 488/1999 (legge finanziaria 2000)
Art. 26. Acquisto di beni e servizi
1. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, nel rispetto della
vigente normativa in materia di scelta del contraente, stipula, anche avvalendosi di società
di consulenza specializzate, selezionate anche in deroga alla normativa di contabilità
pubblica, con procedure competitive tra primarie società nazionali ed estere, convenzioni
con le quali l'impresa prescelta si impegna ad accettare, sino a concorrenza della
quantità massima complessiva stabilita dalla convenzione ed ai prezzi e condizioni ivi
previsti, ordinativi di fornitura di beni e servizi deliberati dalle amministrazioni dello Stato
anche con il ricorso alla locazione finanziaria. I contratti conclusi con l'accettazione di tali
ordinativi non sono sottoposti al parere di congruità economica. In casi di particolare
interesse per l'amministrazione, le convenzioni possono essere stipulate con una o più
imprese alle condizioni contrattuali migliorative rispetto a quelle proposte dal miglior
offerente (comma oggi modificato, da ultimo, dall'art. 1, comma 16-bis, legge n. 135/2012)
segue
(omissis)
3. Le amministrazioni pubbliche possono ricorrere alle convenzioni stipulate ai sensi del
comma 1, ovvero ne utilizzano i parametri di prezzo-qualità, come limiti massimi, per
l'acquisto di beni e servizi comparabili oggetto delle stesse, anche utilizzando procedure
telematiche per l'acquisizione di beni e servizi ai sensi del d.P.R. n. 101/2002. La
stipulazione di un contratto in violazione del presente comma è causa di
responsabilità amministrativa; ai fini della determinazione del danno erariale si tiene
anche conto della differenza tra il prezzo previsto nelle convenzioni e quello indicato nel
contratto. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano ai comuni con
popolazione fino a 1.000 abitanti e ai comuni montani con popolazione fino a 5.000
abitanti.
(omissis)
e perseguita secondo modalità diverse nel corso delle precedenti legislature. In particolare:
- Legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007)
Art. 1. Programma straordinario di analisi e valutazione della spesa delle
amministrazioni centrali
(omissis)
480. Per l'anno 2007 il Ministro dell'economia e delle finanze (…) promuove la realizzazione
di un programma straordinario di analisi e valutazione della spesa delle amministrazioni
centrali (…) individuando le criticità, le opzioni di riallocazione delle risorse, le possibili
strategie di miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse stanziate, sul piano della qualità
e dell'economicità.
segue
Ai fini dell'attuazione del programma di cui al presente comma, le amministrazioni dello
Stato trasmettono, entro il 31 marzo 2007, al Ministero dell'economia e delle finanze un
rapporto sullo stato della spesa nei rispettivi settori di competenza (…) indicando le
difficoltà emerse e formulando proposte di intervento in ordine alla allocazione delle
risorse e alle azioni che possono incrementare l'efficacia della spesa. Il Governo riferisce
sull'attuazione del programma di cui al presente comma nell'ambito del Documento di
programmazione economico-finanziaria presentato nell'anno 2007. Il Ministro
dell'economia e delle finanze, entro il 30 settembre 2007, presenta al Parlamento una
relazione sui risultati del programma straordinario di analisi e valutazione della spesa
delle amministrazioni centrali di cui al presente comma e sulle conseguenti iniziative di
intervento. In allegato alla relazione un apposito documento dà conto dei provvedimenti
adottati ai sensi delle disposizioni introdotte dal comma 482.
(omissis)
- Legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008)
Art. 3
(omissis)
67. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con atto di indirizzo adottato, sentito il
Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, entro il 31 gennaio
di ciascun anno, prosegue e aggiorna il programma di analisi e valutazione della spesa
delle amministrazioni centrali di cui all'articolo 1, comma 480, primo periodo, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, con riferimento alle missioni e ai programmi in cui si articola il
bilancio dello Stato e ai temi indicati nel comma 68 [es. adeguamenti normativi e
amministrativi opportuni per la soppressione o l'accorpamento delle strutture svolgenti
funzioni coincidenti, analoghe, complementari o divenute obsolete…]. Il Governo riferisce
sullo stato e sulle risultanze del programma in un allegato al Documento di
programmazione economico-finanziaria.
- Legge n. 196/2009 (legge di contabilità e finanza pubblica)
Art. 39. Analisi e valutazione della spesa
1. Il Ministero dell'economia e delle finanze collabora con le amministrazioni centrali dello Stato,
al fine di garantire il supporto per la verifica dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi di cui
all'articolo 10, comma 2, lettera e), per il monitoraggio dell'efficacia delle misure rivolte al loro
conseguimento e di quelle disposte per incrementare il livello di efficienza delle amministrazioni
stesse. La collaborazione ha luogo nell'ambito di appositi nuclei di analisi e valutazione della
spesa, istituiti senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze sono disciplinate la composizione e le modalità di
funzionamento dei nuclei. Ai predetti nuclei partecipa anche un rappresentante della Presidenza
del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica.
(omissis)
3. Le attività svolte dai nuclei di cui al comma 1 sono funzionali alla formulazione di proposte di
rimodulazione delle risorse finanziarie tra i diversi programmi di spesa (…).
4. Per le attività di cui al presente articolo (…) il Ministero dell'economia e delle finanze istituisce
e condivide con le amministrazioni centrali dello Stato, nell'ambito della banca dati (…) una
apposita sezione che raccoglie tutte le informazioni necessarie alla realizzazione degli obiettivi di
cui al comma 1 del presente articolo (…).
- D.Lgs. n. 123/2011
Art. 4. Analisi e valutazione della spesa
1. L'analisi e valutazione della spesa è l'attività sistematica di analisi della
programmazione e della gestione delle risorse finanziarie e dei risultati conseguiti dai
programmi di spesa, finalizzata al miglioramento del grado di efficienza ed efficacia della
spesa pubblica anche in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica.
Essa viene attuata mediante l'elaborazione e l'affinamento di metodologie per la
definizione dei fabbisogni di spesa, per la verifica e il monitoraggio dell'efficacia delle
misure volte al miglioramento della capacità di controllo della stessa, in termini di quantità
e di qualità, nonché la formulazione di proposte dirette a migliorare il rapporto costoefficacia dell'azione amministrativa. Le attività di cui al precedente periodo sono realizzate
avvalendosi anche di metodologie provenienti dall'analisi economica e statistica.
2. Le amministrazioni centrali dello Stato svolgono le attività di analisi e valutazione della
spesa con le modalità di cui ai commi 4 e 5.
segue
3. Le amministrazioni pubbliche diverse da quelle di cui al comma 2, nell'ambito
della propria autonomia, svolgono attività di analisi della spesa, di monitoraggio e
valutazione degli interventi, al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse e di promuovere
una maggiore efficienza ed efficacia della spesa pubblica.
4. L'analisi e la valutazione della spesa delle amministrazioni centrali dello Stato si svolge
nell'ambito dei nuclei di analisi e valutazione istituiti ai sensi dell'articolo 39 della legge 31
dicembre 2009, n. 196. Ciascun nucleo e' costituito da rappresentanti del Ministero
interessato e del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, che ne cura il coordinamento. Ai nuclei partecipa anche un
rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione
pubblica.
5. Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale del bilancio
- supporta il programma di lavoro dei nuclei di analisi e valutazione della spesa delle
amministrazioni centrali e propone strumenti e misure per rafforzare il monitoraggio della
spesa e la valutazione delle politiche pubbliche, anche tramite il rapporto triennale sulla
valutazione e analisi della spesa delle amministrazioni centrali dello Stato di cui
all'articolo 41 della legge del 31 dicembre 2009, n. 196.
- D.L. n. 98/2011 (convertito dalla legge n. 111/2011)
Art. 9. Fabbisogni standard, spending review e superamento della spesa storica
delle Amministrazioni dello Stato
1. Dato l'obiettivo di razionalizzazione della spesa e di superamento del criterio della
spesa storica, il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, sulla base di un atto di indirizzo del Ministro dell'economia e delle
finanze, a partire dall'anno 2012, d'intesa con i Ministeri interessati, dà inizio ad un ciclo di
"spending review" mirata alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi
di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato.
Le analisi individuano, tra l'altro, eventuali criticità nella produzione ed erogazione dei
servizi pubblici, anche inerenti le possibili duplicazioni di strutture e le possibili strategie di
miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse stanziate. In particolare, per le
amministrazioni periferiche dello Stato sono proposte specifiche metodologie per
quantificare i relativi fabbisogni, anche ai fini della allocazione delle risorse nell'ambito
della loro complessiva dotazione.
- D.L. n. 138/2011 (convertito con legge n. 148/2011)
Art. 01. Revisione integrale della spesa pubblica
1. Dato l'obiettivo di razionalizzazione della spesa e di superamento del criterio della
spesa storica, il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con i Ministri interessati,
presenta al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un programma per la riorganizzazione
della spesa pubblica. Il programma prevede in particolare, in coerenza con la legge 4
marzo 2009, n. 15, le linee-guida per l'integrazione operativa delle agenzie fiscali, la
razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato e la loro
tendenziale concentrazione in un ufficio unitario a livello provinciale, il coordinamento
delle attività delle forze dell'ordine, ai sensi della legge 1º aprile 1981, n. 121,
l'accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione
dell'organizzazione giudiziaria civile, penale, amministrativa, militare e tributaria a rete, la
riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il programma, comunque, individua,
anche attraverso la sistematica comparazione di costi e risultati a livello nazionale ed
europeo, eventuali criticità nella produzione ed erogazione dei servizi pubblici, anche al
fine di evitare possibili duplicazioni di strutture ed implementare le possibili strategie di
miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse stanziate.
segue
(omissis)
4. Ai fini dell'esercizio delle attività di cui al comma 1, nonché per garantire l'uso efficiente
delle risorse, il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, a partire dall'anno 2012, d'intesa con i Ministeri interessati, dà inizio
ad un ciclo di “spending review” mirata alla definizione dei costi standard dei programmi
di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. In particolare, per le amministrazioni
periferiche dello Stato sono proposte specifiche metodologie per quantificare i relativi
costi, anche ai fini della allocazione delle risorse nell'ambito della loro complessiva
dotazione.
a) le Amministrazioni statali centrali e periferiche
1. estensione dell’obbligo di approvvigionarsi mediante convenzioni-quadro Consip
Legge n. 296/2007 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
449. Nel rispetto del sistema delle convenzioni di cui agli artt. 26 della legge n. 488/1999,
e successive modificazioni, e 58 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, tutte le
amministrazioni statali centrali e periferiche (…) sono tenute ad approvvigionarsi
utilizzando le convenzioni-quadro (comma modificato dalla legge n. 94/2012)
2. la natura interinale delle procedure autonome di acquisto
Le PP.AA. obbligate a ricorrere alle convenzioni stipulate da Consip possono procedere,
qualora la convenzione non sia ancora disponibile e in caso di motivata urgenza, allo
svolgimento di autonome procedure di acquisto dirette alla stipula di contratti aventi durata
e misura strettamente necessaria e sottoposti a condizione risolutiva nel caso di
disponibilità della detta convenzione.
segue
3. acquisiti sotto soglia e obbligo di ricorso al MePA
Legge n. 296/2007 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
450. Dal 1° luglio 2007, le amministrazioni statali centrali e periferiche (…), per gli acquisti
di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al
mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui all’art. 328, comma 1, del d.P.R.
n. 207/2010 (comma modificato dalla legge n. 94/2012)
v. anche Legge n. 228/2012
Art. 1
(omissis)
158. Fermo restando quanto previsto all'art. 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e successive modificazioni, all'articolo 2, comma 574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
e all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 31 marzo di ogni anno, sono individuate le
categorie di beni e di servizi nonché la soglia al superamento della quale le amministrazioni
pubbliche statali, centrali e periferiche procedono alle relative acquisizioni attraverso strumenti di
acquisto informatici propri ovvero messi a disposizione dal Ministero dell'economia e delle
finanze.
b) le altre Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del
d.lgs. n. 165/2001
1. scelta tra ricorso alle convenzioni-quadro Consip o regionali e procedure
autonome nel rispetto dei parametri prezzo-qualità delle stesse convenzioni.
Legge n. 296/2007 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
449. Le restanti amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 del d.lgs. n. 165/2001, e
successive modificazioni [es., Acer, Istituti autonomi case popolari, Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici
non economici nazionali, regionali e locali, ARAN, Agenzie di cui al d.lgs. n. 300/1999],
possono ricorrere alle convenzioni di cui al presente comma [convenzioni-quadro] e al
comma 456 del presente articolo [il riferimento è alle convenzioni regionali], ovvero ne
utilizzano i parametri di prezzo-qualità come limiti massimi per la stipulazione dei
contratti (comma modificato dalla legge n. 94/2012)
segue
2. disciplina speciale per le forniture di energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti
extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile.
Legge n. 135/2012
Art. 1. Riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi e trasparenza delle procedure
(omissis)
7. Fermo restando quanto previsto all'art. 1, commi 449 e 450 della legge n. 296/2006, e all'art.
2, comma 574, della legge n. 244/2007, quale misura di coordinamento della finanza pubblica,
le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'art. 1
della legge n. 196/2009, a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta, relativamente alle
seguenti categorie merceologiche: energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extrarete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, sono tenute ad
approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da
Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali di riferimento costituite ai sensi dell'art. 1,
comma 455, della legge n. 296/2006, ovvero ad esperire proprie autonome procedure nel
rispetto della normativa vigente, utilizzando i sistemi telematici di negoziazione messi a
disposizione dai soggetti sopra indicati. La presente disposizione non si applica alle procedure
di gara il cui bando sia stato pubblicato precedentemente alla data di entrata in vigore del
presente decreto.
segue
E’ fatta salva la possibilità di procedere ad affidamenti, nelle indicate categorie merceologiche,
anche al di fuori delle predette modalità, a condizione che gli stessi conseguano ad
approvvigionamenti da altre centrali di committenza o a procedure di evidenza pubblica,
e prevedano corrispettivi inferiori a quelli indicati nelle convenzioni e accordi quadro messi a
disposizione da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali. In tali casi i contratti
dovranno comunque essere sottoposti a condizione risolutiva con possibilità per il
contraente di adeguamento ai predetti corrispettivi nel caso di intervenuta disponibilità
di convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionali che prevedano
condizioni di maggior vantaggio economico. La mancata osservanza delle disposizioni del
presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale (comma
modificato dalla legge n. 228/2012)
segue
3. acquisti di beni e servizi sotto soglia e priorità del mercato elettronico o dei
sistemi telematici.
Legge n. 296/2007 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
450. Fermi restando gli obblighi e le facoltà previsti al comma 449 del presente articolo, le
altre amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 del d.lgs. 165/2001, per gli acquisti di beni
e servizi di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario sono tenute a fare
ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione ovvero ad altri mercati
elettronici istituiti ai sensi del medesimo articolo 328 ovvero al sistema telematico
messo a disposizione dalla centrale regionale di riferimento per lo svolgimento delle
relative procedure (comma da ultimo modificato dalla legge n. 228/2012)
c) gli Istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni
educative e le istituzioni universitarie
1. obbligo di ricorso alle convenzioni quadro Consip.
Legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
449. Nel rispetto del sistema delle convenzioni di cui agli artt. 26 della legge n. 488/1999, e
ss.mm., e 58 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, tutte le amministrazioni statali centrali e
periferiche, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le
istituzioni universitarie, sono tenute ad approvvigionarsi utilizzando le convenzioniquadro (comma modificato dalla legge n. 228/2012)
però, già D.L. n. 112/2008 (art. 48), aveva esteso agli istituti e scuole di ogni ordine e grado, alle istituzioni educative
e alle istituzioni universitarie l’obbligo di approvvigionarsi di combustibile da riscaldamento e dei relativi servizi
mediante le convenzioni quadro Consip o comunque a prezzi inferiori o uguali a quelli praticati dalla Consip,
stabilendo altresì per le altre PP.AA. l’obbligo di adottare misure in modo da ottenere risparmi equivalenti.
segue
2. acquisti di beni e servizi sotto soglia.
Legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
450. per gli acquisti di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario (…) Per
gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le università statali,
tenendo conto delle rispettive specificità, sono definite, con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, linee guida indirizzate alla razionalizzazione
e al coordinamento degli acquisti di beni e servizi omogenei per natura merceologica tra
più istituzioni, avvalendosi delle procedure di cui al presente comma. A decorrere dal
2014 i risultati conseguiti dalle singole istituzioni sono presi in considerazione ai fini della
distribuzione delle risorse per il funzionamento (comma modificato dalla legge n.
228/2012)
d) i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti
ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia
affidano obbligatoriamente [prorog. 31.12.2013]:
- ad un’unica centrale di committenza l’acquisizione di lavori, servizi e forniture
nell’ambito delle unioni dei comuni, di cui all’art. 32 del T.U.E.L., ove esistenti,
OPPURE
- costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei
competenti uffici.
IN ALTERNATIVA
- gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici
di acquisto gestiti da altre centrali di committenza di riferimento, ivi comprese le
convenzioni di cui all’art. 26 della legge n. 488/1999 e ed il mercato elettronico della
pubblica amministrazione di cui all’art. 328 del d.P.R. n. 207/2010
e) gli Enti del S.S.N.
1. obbligo di ricorso alle convenzioni regionali e a quelle quadro Consip
Legge n. 296/2007 (legge finanziaria 2007)
Art. 1
(omissis)
449. Gli enti del Servizio sanitario nazionale sono in ogni caso tenuti ad approvvigionarsi
utilizzando le convenzioni stipulate dalle centrali regionali di riferimento ovvero, qualora non
siano operative convenzioni regionali, le convenzioni-quadro stipulate da Consip S.p.A.
(comma modificato dalla legge n. 94/2012)
segue
2. rispetto dei cd. prezzi di riferimento nell’indizione di procedure autonome
D.L. n. 98/2011, conv. in L. n. 111/2011
Art. 17, comma 1, lett. a) (modificato dall’art. 15, comma 13, lett. b), della legge n.
135/2012)
Qualora sulla base dell’attività di rilevazione di cui al presente comma, nonché sulla base
delle analisi effettuate dalle Centrali regionali per gli acquisti anche grazie a strumenti di
rilevazione dei prezzi unitari corrisposti dalle Aziende Sanitarie per gli acquisti di beni e
servizi, emergano differenze significative dei prezzi unitari, le Aziende Sanitarie sono tenute a
proporre ai fornitori una rinegoziazione dei contratti che abbia l'effetto di ricondurre i prezzi
unitari di fornitura ai prezzi di riferimento come sopra individuati, e senza che ciò comporti
modifica della durata del contratto.
In caso di mancato accordo, entro il termine di 30 giorni dalla trasmissione della
proposta, in ordine ai prezzi come sopra proposti, le Aziende sanitarie hanno il diritto
di recedere dal contratto senza alcun onere a carico delle stesse, e ciò in deroga
all'articolo 1671 del codice civile.
segue
Ai fini della presente lettera per differenze significative dei prezzi si intendono differenze
superiori al 20 per cento rispetto al prezzo di riferimento. Sulla base dei risultati della prima
applicazione della presente disposizione, a decorrere dal 1° gennaio 2013 la individuazione
dei dispositivi medici per le finalità della presente disposizione è effettuata dalla medesima
Agenzia di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, sulla base di
criteri fissati con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, relativamente a parametri di qualità, di standard tecnologico, di sicurezza e di
efficacia. Nelle more della predetta individuazione resta ferma l'individuazione di dispositivi
medici eventualmente già operata da parte della citata Agenzia.
Le aziende sanitarie che abbiano proceduto alla rescissione del contratto, nelle more
dell'espletamento delle gare indette in sede centralizzata o aziendale, possono, al fine di
assicurare comunque la disponibilità dei beni e servizi indispensabili per garantire l'attività'
gestionale e assistenziale, stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro anche
di altre regioni, o tramite affidamento diretto a condizioni più convenienti in ampliamento di
contratto stipulato da altre aziende sanitarie mediante gare di appalto o forniture.
Con particolare riferimento alle convenzioni Consip...
Le Convenzioni sono contratti-quadro stipulati da Consip, per conto del Ministero
dell’Economia e delle Finanze (cfr. art. 26, Legge 488/99) nell’ambito dei quali i fornitori
aggiudicatari di gare - esperite in modalità tradizionale o dematerializzata, a seguito della
pubblicazione di bandi - si impegnano ad accettare ordinativi di fornitura emessi dalle
singole Amministrazioni che hanno effettuato l'abilitazione al sistema Acquisti in Rete.
Tale modalità di acquisto, più idonea per approvvigionamenti di beni e servizi con
caratteristiche standard.
cfr. Legge n. 135/2012
Art. 1. Riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi e trasparenza delle
procedure
1. Successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, i contratti stipulati in violazione dell'art. 26, comma 3, della legge n. 488/1999 ed i
contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di
acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono nulli, costituiscono illecito
disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa. Ai fini della determinazione del
danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, dei detti
strumenti di acquisto e quello indicato nel contratto.
segue
Le centrali di acquisto regionali, pur tenendo conto dei parametri di qualità e di prezzo degli
strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A., non sono soggette
all'applicazione dell'art. 26, comma 3, della legge n. 488/1999. La disposizione del primo
periodo del presente comma non si applica alle Amministrazioni dello Stato quando il
contratto sia stato stipulato ad un prezzo più basso di quello derivante dal rispetto dei
parametri di qualità e di prezzo degli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip
S.p.A., ed a condizione che tra l’amministrazione interessata e l’impresa non siano insorte
contestazioni sulla esecuzione di eventuali contratti stipulati in precedenza (comma
modificato da ultimo dalla legge n. 228/2012)
… e alla rinegoziazione e al recesso dai contratti …
Legge n. 135/2012
Art. 1. Riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi e trasparenza delle procedure
(omissis)
12. L’aggiudicatario delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza
regionali ai sensi dell'art. 26, comma 1, della legge n. 488/1999, può offrire a Consip S.p.A. e alle
centrali di committenza regionali, nel corso della durata della rispettiva convenzione e dei relativi
contratti attuativi, una riduzione delle condizioni economiche previste nella convenzione che
troverà applicazione nei relativi contratti attuativi stipulati e stipulandi a far data da apposita
comunicazione che Consip S.p.A. e le centrali di committenza pubblicano sui relativi portali
previa verifica dell’effettiva riduzione.
segue
13. Le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato un autonomo contratto di
fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in qualsiasi tempo dal contratto, previa formale
comunicazione all’appaltatore con preavviso non inferiore a quindici giorni e previo pagamento
delle prestazioni già eseguite oltre al decimo delle prestazioni non ancora eseguite, nel caso in
cui, tenuto conto anche dell’importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i parametri
delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi dell'art. 26, comma 1, della legge n.
488/1999 successivamente alla stipula del predetto contratto siano migliorativi rispetto a
quelli del contratto stipulato e l’appaltatore non acconsenta ad una modifica, delle
condizioni economiche tale da rispettare il limite di cui all’art. 26, comma 3, della legge n.
488/1999. Ogni patto contrario alla presente disposizione è nullo. Il diritto di recesso si inserisce
automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell’articolo 1339 c.c., anche in deroga alle
eventuali clausole difformi apposte dalle parti. Nel caso di mancato esercizio del detto diritto di
recesso l’amministrazione pubblica ne dà comunicazione alla Corte dei conti, entro il 30 giugno
di ogni anno, ai fini del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio di cui
all’art. 3, comma 4, della legge n. 20/1994 (comma modificato da ultimo dalla legge n. 228/
2012)
…e al ruolo di Consip
CONSIP S.p.A. è la società con capitale interamente posseduto dal Ministero dell’economia e
finanze, che costituisce la struttura di servizio di riferimento per gli acquisti centralizzati di beni
e servizi della P.A.
una ridefinizione del ruolo e delle attività svolte da Consip S.p.A. si è avuta con l'art. 4, commi
3-bis e 3-ter del D.L. n. 95/2012, a tale società sono state lasciate le sole competenze in
materia di realizzazione del Programma di razionalizzazione degli acquisti e le attività di
centrale di committenza e di e-procurement per le amministrazioni pubbliche, mentre le
restanti attribuzioni – concernenti la gestione e lo sviluppo del sistema informatico della P.A. –
sono state attribuite alla Società SOGEI S.p.a.
cfr. anche Legge n. 135/2012
Art. 1. Riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi e trasparenza delle
procedure
(omissis)
17. Il Ministero dell’economia e delle finanze per il tramite della Consip S.p.A. cura lo sviluppo
e la gestione del sistema informatico di e-procurement realizzato a supporto del Programma
di razionalizzazione degli acquisti, anche al fine di garantire quanto previsto al successivo
comma 18.
segue
18. Consip S.p.A. può disporre, sulla base di apposite Convenzioni con il Ministero
dell’economia e delle finanze, del sistema informatico di e-procurement di cui al comma 17 per
l’effettuazione delle procedure che la medesima svolge in qualità di centrale di committenza a
favore delle pubbliche amministrazioni nonché per le ulteriori attività che la medesima svolge
in favore delle pubbliche amministrazioni, anche ai sensi del successivo comma 19. Il
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento dell'amministrazione generale, del
personale e dei servizi, stipula apposite intese con le amministrazioni che intendano avvalersi
del sistema informatico di e-procurement di cui al comma 17, per l'effettuazione delle
procedure per le quali viene utilizzata la Consip S.p.A. in qualità di centrale di committenza.
19. Al fine di migliorare l’efficienza, la rapidità e la trasparenza dei processi di dismissione
nonché diminuirne i relativi costi, il Ministero dell’economia e delle finanze, avvalendosi di
Consip S.p.A., realizza un Programma per l’efficientamento delle procedure di dismissione di
beni mobili ai sensi del d.P.R. 13 febbraio 2001, n. 189, del d.P.R. 13 novembre 2002, n. 254 e
del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e della normativa vigente, anche mediante
l’impiego di strumenti telematici.
Con particolare riferimento alle centrali di committenza...
d.lgs. n. 163/2006
Art. 33. Appalti pubblici e accordi quadro stipulati da centrali di committenza
1. Le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori possono acquisire lavori, servizi e forniture
facendo ricorso a centrali di committenza, anche associandosi o consorziandosi.
2. Le centrali di committenza sono tenute all'osservanza del presente codice.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici e i soggetti di cui all'art. 32, comma 1, lett. b), c), f), non
possono affidare a soggetti pubblici o privati l'espletamento delle funzioni e delle attività di
stazione appaltante di lavori pubblici. Tuttavia le amministrazioni aggiudicatrici possono
affidare le funzioni di stazione appaltante di lavori pubblici ai servizi integrati infrastrutture e
trasporti (SIIT) o alle amministrazioni provinciali, sulla base di apposito disciplinare che
prevede altresì il rimborso dei costi sostenuti dagli stessi per le attività espletate, nonché a
centrali di committenza.
segue
3-bis. I Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti ricadenti nel territorio di
ciascuna Provincia affidano obbligatoriamente ad un’unica centrale di committenza
l’acquisizione di lavori, servizi e forniture nell’ambito delle unioni dei comuni, di cui all'art. 32
del TUEL, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni
medesimi e avvalendosi dei competenti uffici. In alternativa, gli stessi Comuni possono
effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre centrali
di committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni di cui all'art. 26 della legge n.
488/1999 ed il mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui all'art. 328 del d.P.R.
n. 207/2010 (comma modificato dalla legge n. 135/2012 e applicabile dopo il 31.12.2013 in
forza dell'art. 5 ter della legge n. 71/2013)
sul rapporto che lega la centrale di committenza e le amministrazioni aggiudicatrici, sono state avanzate
alcune tesi, tra queste:
1)
la tesi del mandato con rappresentanza
2)
la tesi della delegazione interorganica o intersoggettiva
sub 1: “in ragione del fatto che la centrale di committenza (mandatario) è tenuta a compiere atti
giuridici in nome e per conto delle amministrazioni aggiudicatrici (mandante). L’atto compiuto dalla
centrale di committenza produce direttamente effetti nei confronti del mandante sicché questi acquisisce
senz’altro i diritti ed assume gli obblighi derivanti dall’atto posto in essere dal mandatario in nome e per
conto dell’amministrazione aggiudicatrice mandante”.
sub 2: alla centrale di committenza sono devolute anche le attribuzioni pubblicistiche connesse
allo svolgimento della gara, non assoggettabili, per la loro preordinazione ad interessi generali,
ad atti di disposizione propri della mera autonomia privata. La “delegazione interorganica o
intersoggettiva” (a seconda che le funzioni siano svolte a carico dello stesse ente di appartenenza ovvero
di un ente esterno), invece, tenuto conto del fatto che la centrale di committenza esiste
esclusivamente in virtù ed in funzione di determinate amministrazioni aggiudicatrici (esiste quindi
tanto la condizione di una sua soggezione ad un controllo dell'amministrazione che vi ricorre, analogo a
quello che quest'ultima esercita sui propri servizi, quanto quella della preponderanza della sua attività a
favore dell'ente che la controlla – cfr. Corte di giustizia Ce 14/11/2002, causa C-310/01), diventerebbe
attuale nel momento in cui è attribuita alla SUA anche la competenza ad adottare l’atto di
aggiudicazione definitiva, che è il provvedimento conclusivo di approvazione della gara, avente
pertanto efficacia esterna, che conclude il procedimento di gara.
Nel caso della delega, infatti, la SUA diventerebbe l’unico interlocutore con le imprese
partecipanti alla gara, con titolarità delle relative situazione giuridiche sia attive che passive.
con particolare riferimento al MePA...
d.P.R. n. 207/2010 - Regolamento di esecuzione ed attuazione al c.c.p.
Art. 328. Mercato elettronico
1. Fatti salvi i casi di ricorso obbligatorio al mercato elettronico previsti dalle norme in vigore, ai
sensi dell’articolo 85, comma 13, del codice [per cui le stazioni appaltanti possono stabilire di
ricorrere a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici (…) se le specifiche
dell'appalto possono essere fissate in maniera precisa e la valutazione delle offerte rispondenti
alle specifiche definite nel bando di gara sia effettuabile automaticamente da un mezzo
elettronico, sulla base di elementi quantificabili in modo tale da essere espressi in cifre o
percentuali – v. oltre] la stazione appaltante può stabilire di procedere all’acquisto di beni e
servizi attraverso il mercato elettronico realizzato dalla medesima stazione appaltante ovvero
attraverso il mercato elettronico della pubblica amministrazione realizzato dal Ministero
dell'economia e delle finanze sulle proprie infrastrutture tecnologiche avvalendosi di Consip
S.p.A. ovvero attraverso il mercato elettronico realizzato dalle centrali di committenza di
riferimento di cui all’articolo 33 del codice.
2. Il mercato elettronico consente acquisti telematici basati su un sistema che attua procedure di
scelta del contraente interamente gestite per via elettronica e telematica, nel rispetto delle
disposizioni e dei principi organizzativi di seguito indicati. Le procedure telematiche di acquisto
mediante il mercato elettronico vengono adottate e utilizzate dalle stazioni appaltanti nel rispetto
dei principi di trasparenza e semplificazione delle procedure, di parità di trattamento e non
discriminazione.
segue
3. Le stazioni appaltanti abilitano al mercato elettronico i fornitori di beni e i prestatori di servizi
tramite uno o più bandi aperti per tutta la durata del mercato elettronico a qualsivoglia operatore
economico che soddisfi i requisiti di abilitazione. I bandi di abilitazione sono pubblicati in
conformità della disciplina applicabile per le procedure sotto soglia di cui all’articolo 124, comma
5, del codice e indicano l'indirizzo del sito informatico presso il quale è possibile consultare la
documentazione della procedura direttamente e senza oneri. Il bando di abilitazione al mercato
elettronico contiene, tra l’altro:
a) le categorie merceologiche per settori di prodotti e servizi in cui è organizzato il mercato
elettronico;
b) le specifiche tecniche, costruttive e di qualità dei beni, nonché i livelli dei servizi che devono
possedere i beni e servizi offerti dai fornitori abilitati;
c) le modalità ed i requisiti, soggettivi ed oggettivi, necessari per le domande di abilitazione ed i
principi di valutazione delle stesse, nonché l'indicazione delle eventuali procedure automatiche
per la loro valutazione;
d) la durata dell'abilitazione dei fornitori a partecipare al mercato elettronico;
e) l'indicazione del sito informatico nel quale sono rese disponibili al pubblico ulteriori
informazioni, con particolare riferimento ai mezzi telematici disponibili per la presentazione delle
domande di abilitazione; agli strumenti informatici e telematici messi a disposizione degli utenti
per la pubblicazione dei cataloghi e l'invio delle offerte; alle informazioni sul funzionamento del
mercato elettronico; alle fattispecie di sospensione ed esclusione del singolo fornitore; alle
modalità ed ai criteri per la dimostrazione da parte degli offerenti del possesso dei requisiti
soggettivi ed oggettivi e la loro permanenza.
segue
4. Avvalendosi del mercato elettronico le stazioni appaltanti possono effettuare acquisti di beni e
servizi sotto soglia:
a) attraverso un confronto concorrenziale delle offerte pubblicate all’interno del mercato
elettronico o delle offerte ricevute sulla base di una richiesta di offerta rivolta ai fornitori abilitati;
b) in applicazione delle procedure di acquisto in economia di cui al capo II.
Nel caso di richiesta di offerta di cui alla lettera a), la stazione appaltante fissa un termine
sufficiente per la presentazione delle offerte, tenuto conto dei principi generali stabiliti all’articolo
70, comma 1, del codice.
5. Nel caso siano consultati più fornitori abilitati, il sistema informatico di negoziazione del
mercato elettronico provvede a predisporre automaticamente una graduatoria sulla base dei
criteri scelti dalla stazione appaltante tra le opzioni proposte dal sistema stesso. Il contratto è
stipulato per scrittura privata, che può consistere anche nello scambio dei documenti di offerta e
accettazione firmati digitalmente dal fornitore e dalla stazione appaltante. La stazione appaltante
procede nei confronti dell’esecutore alle verifiche circa il possesso dei requisiti previsti e della
cauzione definitiva di cui all’articolo 113, del codice, e, nel caso siano stati consultati fornitori
abilitati, a rendere noto ai controinteressati l’esito della procedura.
6. Gli acquisti effettuati attraverso il mercato elettronico sono realizzati seguendo i principi di
sicurezza previsti dalle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, nonché secondo le disposizioni di
cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, e nel rispetto
dell’articolo 77, commi 5 e 6, del codice.
7. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 289, 290, 293 e 294 [in tema di aste
elettroniche].
cfr. anche
Corte dei conti, sez. regionale controllo Marche, delib. n. 169 del 29.11.2012
1. Dalle recenti disposizioni introdotte dalla "spending review", emerge evidente un favor del
legislatore per modalità di acquisto effettuata mediante sistemi c.d. di e-procurement
siccome suscettivi di assicurare alla amministrazione la possibilità di entrare in contatto con
una più ampia platea di fornitori ma, soprattutto, di garantire la tracciabilità dell’intera
procedura di acquisto ed una maggiore trasparenza della stessa attesa l’automaticità del
meccanismo di aggiudicazione con conseguente riduzione dei margini di discrezionalità
dell’affidamento.
2. (…) Gli Enti locali, ai fini dell’affidamento di appalti pubblici di importo inferiore alla soglia
di rilievo comunitario, devono obbligatoriamente ricorrere al mercato elettronico.
3. Non sussiste, per le amministrazioni diverse da quelle statali, un obbligo assoluto di
ricorso al Mercato elettronico della P.A. (c.d. Me.PA) essendo espressamente prevista la
facoltà di scelta tra le diverse tipologie di mercato elettronico richiamate dall’art. 328 del d.p.r.
207/2010 e, segnatamente, il mercato elettronico realizzato dalla medesima stazione
appaltante e quello realizzato dalle centrali di committenza di riferimento di cui all’art. 33 del
Codice dei contratti.
segue
4. Non sussiste la possibilità di effettuare acquisti sul mercato libero anche a condizioni contrattuali più
favorevoli o nel caso di difformità parziale del bene disponibile sul mercato elettronico rispetto a quello
rinvenuto sul mercato tradizionale. Del resto giova evidenziare che, a parte la gamma di possibilità offerta
alla stazione appaltante alla stregua del richiamato art. 328 del Regolamento di esecuzione ed
attuazione, lo stesso Me.PA, diversamente dal sistema delle Convenzioni Consip, si atteggia come un
mercato aperto cui è possibile l’adesione da parte di imprese che soddisfino i requisiti previsti dai bandi
relativi alla categoria merceologica o allo specifico prodotto e servizio e, quindi, anche di quella o quelle
asseritamente in grado di offrire condizioni di maggior favore rispetto a quelle praticate sul Me.PA ovvero
un bene/servizio conforme alle esigenze funzionali della amministrazione procedente. D’altro canto, con
riferimento ad entrambe le fattispecie delineate, preme segnalare che, proprio in virtù di tale peculiare
caratteristica del mercato elettronico della P.A., quale mercato aperto, nell’ambito dello stesso è prevista
una duplicità di modalità di acquisto: così, oltre all’ordine diretto che permette di acquisire sul Mercato
Elettronico i prodotti/servizi con le caratteristiche e le condizioni contrattuali già fissate, è prevista la
richiesta di offerta (cd. R.d.O) con la quale è possibile negoziare prezzi e condizioni migliorative o
specifiche dei prodotti/servizi pubblicati sui cataloghi on line.
segue
5. A legislazione vigente, l’unica ipotesi in cui possano ritenersi consentite procedure
autonome sia quella in cui il bene e/o servizio non possa essere acquisito mediante mercato
elettronico, ovvero, pur disponibile, si appalesi – per mancanza di qualità essenziali –
inidoneo rispetto alle necessità della amministrazione procedente.
Tale specifica evenienza dovrà essere, peraltro, prudentemente valutata e dovrà trovare
compiuta evidenza nella motivazione della determinazione a contrattare i cui contenuti, per
l’effetto, si arricchiscono.
In difetto di siffatta rigorosa verifica l’avvenuta acquisizione di beni e servizi, secondo
modalità diverse da quelle previste dal novellato art. 1 comma 450, varranno, nella
ricorrenza dei presupposti per il ricorso al Me.PA, ad inficiare il contratto stipulato ai sensi del
disposto di cui all’art. 1 comma 1 L. 135/ 2012 ed a fondare le connesse responsabilità non
potendo revocarsi in dubbio che, il Me.PA, sia ascrivibile al genus degli strumenti di acquisto
messi a disposizione da Consip Spa.
E inoltre, tra le forme incentivanti e le agevolazioni per le amministrazioni pubbliche che
comunque si servono delle convenzioni quadro Consip e del mercato elettronico della P.A.:
cfr. Legge n. 94/2012, ove si prevede
- l’utilizzo a titolo gratuito del sistema informatico di negoziazione in modalità ASP
(Application Service Provider) del Ministero dell’economia e delle finanze da parte delle P.A.
e degli altri soggetti pubblici che si avvalgono di Consip quale centrale di committenza
(articolo 9);
- che il contratto relativo agli acquisti effettuati mediante il mercato elettronico della P.A. può
essere stipulato prima della scadenza del termine di 35 giorni dall'invio dell'ultima delle
comunicazioni del provvedimento di aggiudicazione definitiva (articolo 11 ccp);
- che non trova applicazione l’obbligo di riscossione dei diritti di segreteria per i contratti di
acquisto di beni e servizi degli enti locali disponibili mediante strumenti informatici di
acquisto (articolo 13)
- che le P.A., nel caso di acquisti di beni e di servizi effettuati attraverso convenzioni-quadro
Consip o attraverso il mercato elettronico della P.A., possono utilizzare, per il pagamento
del relativo corrispettivo, le erogazioni liberali e le donazioni in denaro effettuate a loro
favore (articolo 13-ter).
Le peculiarità della disciplina degli Enti del S.S.N.
Legge n. 122/2010, di conv. del d.l. n. 78/2010
Art. 11. Controllo della spesa sanitaria
(omissis)
4. In conformità con quanto previsto dall'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e
dall'articolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e fermo il monitoraggio previsto dall'art. 2,
comma 4, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con legge 16 novembre 2001,
n. 405, gli eventuali acquisti di beni e servizi effettuati dalle aziende sanitarie ed ospedaliere al di
fuori delle convenzioni e per importi superiori ai prezzi di riferimento sono oggetto di specifica e
motivata relazione, sottoposta agli organi di controllo e di revisione delle aziende sanitarie ed
ospedaliere.
v. il D.L. n. 98/2011, conv. in L. n. 111/2011, sull’obbligo delle Aziende Sanitarie di proporre ai
fornitori una rinegoziazione dei prezzi unitari di fornitura che li riconduca ai prezzi di riferimento
individuati, per ciascuna categoria di beni e servizi, dalle Centrali regionali per gli acquisti
Art. 17, comma 1, lett. a) (modificato dall’art. 15, comma 13, lett. b), L. n. 135/2012)
Qualora sulla base dell’attività di rilevazione di cui al presente comma, nonché sulla base delle
analisi effettuate dalle Centrali regionali per gli acquisti anche grazie a strumenti di rilevazione dei
prezzi unitari corrisposti dalle Aziende Sanitarie per gli acquisti di beni e servizi, emergano
differenze significative dei prezzi unitari, le Aziende Sanitarie sono tenute a proporre ai fornitori
una rinegoziazione dei contratti che abbia l'effetto di ricondurre i prezzi unitari di fornitura ai prezzi
di riferimento come sopra individuati, e senza che ciò comporti modifica della durata del contratto.
In caso di mancato accordo, entro il termine di 30 giorni dalla trasmissione della proposta, in
ordine ai prezzi come sopra proposti, le Aziende sanitarie hanno il diritto di recedere dal contratto
senza alcun onere a carico delle stesse, e ciò in deroga all'articolo 1671 del codice civile.
segue
Ai fini della presente lettera per differenze significative dei prezzi si intendono differenze
superiori al 20 per cento rispetto al prezzo di riferimento. Sulla base dei risultati della prima
applicazione della presente disposizione, a decorrere dal 1° gennaio 2013 la individuazione
dei dispositivi medici per le finalità della presente disposizione è effettuata dalla medesima
Agenzia di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, sulla base di criteri
fissati con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, relativamente a parametri di qualità, di standard tecnologico, di sicurezza e di
efficacia. Nelle more della predetta individuazione resta ferma l'individuazione di dispositivi
medici eventualmente già operata da parte della citata Agenzia.
Le aziende sanitarie che abbiano proceduto alla rescissione del contratto, nelle more
dell'espletamento delle gare indette in sede centralizzata o aziendale, possono, al fine di
assicurare comunque la disponibilità dei beni e servizi indispensabili per garantire l'attività'
gestionale e assistenziale, stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro anche di
altre regioni, o tramite affidamento diretto a condizioni più convenienti in ampliamento di
contratto stipulato da altre aziende sanitarie mediante gare di appalto o forniture.
v. anche,
Art. 15, comma 13, lett. a), L. n. 135/2012
(omissis)
13. Al fine di razionalizzare le risorse in ambito sanitario e di conseguire una riduzione della
spesa per acquisto di beni e servizi:
a) ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 17, comma 1, del decreto legge 6 luglio
2011, n. 98 (v. supra), convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli
importi e le connesse prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di
fornitura di beni e servizi, con esclusione degli acquisti dei farmaci, stipulati da aziende ed
enti del Servizio sanitario nazionale, sono ridotti del 5 per cento a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto (7 luglio 2012) e del 10 per cento a decorrere dal 1º
gennaio 2013 e per tutta la durata dei contratti medesimi; tale riduzione per la fornitura di
dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012. (…) (lettera modificata dall'art. 1, comma
131, lettera a), legge n. 228 del 2012)
In giurisprudenza:
T.A.R. Abruzzo, n. 197/2013, cit.
Il comma 13, alla lettera a), dispone una riduzione degli importi e delle connesse prestazioni
relative a contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi, con esclusione degli
acquisti dei farmaci, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale (…). Come si
vede, pertanto, l’articolo 15 (…) ha dettato disposizioni speciali con riguardo ai contratti di fornitura
di beni e servizi degli enti del SSN, e di tali disposizioni dovranno presumibilmente tener conto
anche le centrali uniche di committenza nella stipula dei futuri contratti.
Prof. Daniele Senzani
Dipartimento di Scienze Giuridiche “A.CICU”
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