[N-PIP - 8] NAZIONE/GIORNALE/PIZ/08 07/03/17

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CAMPIONATO GIORNALISMO
Classe IIIF
Toniolo succ.
Pisa
MARTEDÌ 7 MARZO 2017
Quando arriva l’ora legale?
Seguire le regole per essere più liberi. Il rispetto a Pisa e in Italia
L’INTERVISTA
Maurelli
volontaria
di «Libera»
MONICA Maurelli, volontaria dell’associazione «Ora
Legale» collegata a «Libera», è venuta a scuola a raccontarci qualcosa su legalità
e illegalità. Le abbiamo poi
rivolto alcune domande sulla sua esperienza.
Perché ha cominciato a
impegnarsi nell’associazione?
«Secondo un detto polacco,
le persone nascono quadrati
e muoiono poliedri, con tante facce, una per ogni persona incontrata capace di dare
volume alla piatta figura iniziale. Libera è per me ciò
che ti fa diventare un poliedro: un incontro con individui capaci di dare la voglia e
la forza di essere una persona migliore. In seconda media ho incontrato don Luigi
Ciotti, una persona libera e
indipendente con un messaggio sovversivo. Da allora
il mio interesse ai temi di
mafia e antimafia è cresciuto, anche con la partecipazione ai campi di ‘E!state
Liberi’, l’apertura della Bottega dei Sapori e dei Saperi
della Legalità (2013) e la
confisca dell’edicola in Borgo Stretto (2014).
Ci parli della Bottega...
«La Bottega, creata dall’associazione Ora Legale, si
trova in via da Buti, vicino
alla Leopolda, nello spazio
del social bar gestito dalla
cooperativa Axis che offre a
persone con sindrome di down la possibilità di intraprendere tirocini professionali; qui si possono acquistare prodotti alimentari provenienti da terreni confiscati alle mafie e utilizzare
la Biblioteca della Legalità,
ma anche sfruttare gli spazi
per organizzare eventi».
VOI lo pagate il biglietto dell’autobus? Ma che c’entra questo con
la legalità? Due domande le cui risposte ci fanno riflettere su cosa significa esser parte di una comunità. Non rispettare le regole danneggia tutti, a partire dalle piccole cose fino alle più grandi. Non
pagare le tasse, corrompere per ottenere un favore, un appalto, un
incarico, portano al nostro paese
un notevole impoverimento. Un
disagio che ricade su tutti e costringe ad avere meno servizi e
meno benessere. Quando manca
la legalità, le persone non sono libere di scegliere, non possono ad
esempio avere un’attività economica senza dover pagare «il pizzo» alla criminalità. E non sono liberi neanche tanti nostri coetanei
che spesso non hanno altre strade
se non diventare mafiosi o stare
agli ordini della criminalità. Abbiamo conosciuto storie di quartieri dove è difficile andare a scuola, avere un lavoro onesto, essere
liberi di scegliere. Ci sono invece
persone che si impegnano per la
legalità: i ragazzi di «Addio piz-
che hanno portato alla condanna
di 48 esponenti mafiosi.
DA COSTRUIRE Ogni tessera del puzzle è importante
zo» in Sicilia, che hanno promosso una rivolta collettiva contro la
«tassa illegale» da pagare ai mafiosi e che sostengono le attività commerciali «pizzo free»; Ciro Corona, che con un’associazione anticamorra a Scampia ha trasformato alcuni spazi distrutti in una
scuola per i bambini del quartiere, e che ora sta progettando una
pizzeria per dare lavoro ai ragazzi; Gaetano Saffioti, imprenditore calabrese che ci ha colpito per
il suo coraggio: ha registrato i colloqui con gli uomini della ‘ndrangheta quando venivano a pretendere il pagamento della «mazzetta»; queste prove, raccolte rischiando la vita, sono state utili
nel 2002 per l’avvio di processi
ABBIAMO conosciuto Libera, la
rete di associazioni contro le mafie che si occupa, tra l’altro, di gestire beni confiscati alla mafia e di
farci lavorare persone in difficoltà. Ma l’illegalità è solo di alcune
regioni d’Italia? No: abbiamo scoperto che anche a Pisa sono stati
confiscati alla criminalità organizzata diversi beni, ad esempio
un’edicola in Borgo Stretto intestata al figlio di un boss ritenuto
esponente di spicco di un clan e
alcuni ristoranti. Oggi l’edicola è
gestita da Libera e dalla cooperativa Axis che dà lavoro a persone
svantaggiate. Studiando fenomeni di illegalità e prepotenza, e storie di chi si impegna per la giustizia, abbiamo capito che creare un
mondo più giusto comincia da
noi, e pretendere il rispetto delle
regole significa rispettarle noi per
primi. Come ha scritto Giovanni
Falcone, occorre «andare avanti,
non più confidando sull’impegno
straordinario di pochi ma con
l’impegno ordinario di tutti».
IL SONDAGGIO IL PARERE DEGLI ADOLESCENTI SU COMPORTAMENTI SCORRETTI NELLA VITA QUOTIDIANA
Le conseguenze dell’illiceità ci riguardano
ABBIAMO effettuato un sondaggio tra 170
nostri coetanei chiedendo quanto venisse considerato grave un certo comportamento, messo in atto da ragazzi o da adulti. Il comportamento percepito come più grave è non pagare
le tasse (molto grave per il 63,5%, abbastanza
grave per il 17,4%), seguito dall’assenteismo
sul posto di lavoro (il 38% lo considera grave,
il 37,7% molto grave) e da andare in scooter
senza casco. Anche copiare un compito è considerato abbastanza grave (29,7%) o molto grave (33,3%). Invece, non pagare il biglietto sul
bus è considerato per niente o poco grave dal
48,8% dei ragazzi, e anche non fare la raccolta
differenziata dei rifiuti appare tutto sommato
poco grave («per niente» o «poco»: 43,6%). Forse perché non si pensa abbastanza agli effetti
che un comportamento scorretto o illegale
può avere: le conseguenze non sono solo una
multa, che al limite possiamo anche evitare,
ma un danno alla comunità. Se non si paga il
biglietto sul bus, magari non si viene «beccati», però il costo del servizio alla lunga aumenta, oppure non è possibile finanziare un servizio migliore.
La campagna di «Addio pizzo» per la legalità
ABBIAMO anche chiesto quanto ci riguardano gli effetti di tali comportamenti: la maggioranza degli intervistati risponde che le conseguenze di comportamenti scorretti non ci toccano o ci riguardano poco. Anche per un comportamento considerato grave come non pagare le tasse, l’effetto negativo su se stessi è percepito solo dal 48,2% (somma di chi ha risposto
«abbastanza» e «moltissimo»), mentre l’effetto
negativo di qualcuno che copia un compito è
percepito da quasi il 40% delle risposte («abbastanza/moltissimo» per il 37,4%).
La redazione
QUESTA pagina è stata realizzata dalla IIIF
Toniolo succursale: Alessandro Baiocco,
Giulio Battistoni, Alessio Brigiotti, Christian Buccheri, Alessio Campanile, Lavinia
Canale, Giorgia Maria Degl’innocenti. Lucilla Delitala, Rebecca Fadda, Alena Lavezzi,
Sara Mannino, Ilaria Menocci, Asia Micheletti, Laura Orsini, Mattia Pais, Elisa Maria
Parenti, Bianca Patru, Chiara Sainati, Maria Giulia Sandroni, Sara Tognocchi, Elia
Toni. Insegnante tutor: prof Teresa Bonaccorsi. Dirigente scolastico: Andrea Serani.