sabato 18 febbraio 2017
Download
Report
Transcript sabato 18 febbraio 2017
sabato 18 febbraio 2017
Sommario Rassegna Stampa
Pagina Testata
Rubrica
Data
Titolo
Pag.
Edilizia
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
18/02/2017
VINCOLO CULTURALE SU TOR DI VALLE, NUOVO STADIO SEMPRE
PIU' IN BILICO (P.Conti)
3
39
Il Messaggero - Cronaca di Roma
18/02/2017
"AFFITTOPOLI E NUVOLA: DANNI MILIONARI A CARICO
DELL'ERARIO" (M.Allegri/S.Menafra)
4
9
La Repubblica
18/02/2017
CONSIP, RIVELAZIONI SU ROMEO "DICEVA: HO AGGANCIATO
RENZI" (G.Scarpa)
6
4
La Repubblica - Cronaca di Roma
18/02/2017
ROMA METROPOLITANE OPERAI SENZA STIPENDIO BLOCCATI I
CANTIERI (S.Giiiffrida)
7
1
L'Unita'
18/02/2017
STADIO DI ROMA IL M5S DILANIATO E GRILLO STA CON GLI
SPECULATORI
8
Rubrica
Lavori pubblici
7
Il Fatto Quotidiano
18/02/2017
STADIO, GUERRA M5S GRILLO VA AVANTI MA LITIGANO TUTTI (L.De
Carolis)
10
1
Il Messaggero
18/02/2017
ALTOLA' DEI BENI CULTURALI: VINCOLI A TOR DI VALLEVIETATO
COSTRUIRE EDIFICI PIU' ALTI DELLE TRIBUNE (M.Evangelisti)
12
8
Il Messaggero
18/02/2017
LA PARLAMENTARE RISCHIA SANZIONI I VERTICI BLINDANO ANCORA 15
RAGGI (S.Piras)
8
Il Messaggero
18/02/2017
STADIO, NO DI LOMBARDI GRILLO: "NON DECIDI TU" LUNEDI' BLITZ 17
ANTI-FRONDA (S.Canettieri)
39
Il Messaggero - Cronaca di Roma
18/02/2017
CAOS M5S SUL NO ALLO STADIO, GRILLO TENTA IL BLITZ
(S.Canettieri/M.Evangelisti)
19
18
Il Tempo
18/02/2017
UNA NUVOLA DI SPRECHI DA FUKSAS ALLE CARCERI (V.Di Corrado)
21
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
18/02/2017
CORTE DEI CONTI SU METRO C "UNO SPRECO DA 230 MILIONI"
23
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
18/02/2017
IL VINCOLO SU TOR DI VALLE CHE PUO' BLOCCARE IL CANTIERE
DELLO STADIO (P.Boccacci/C.Bucci)
25
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
18/02/2017
LA MOSSA DEI "BUROCRATI" CHE SALVANO IL PAESAGGIO
(T.Montanari)
28
Rubrica
Mercato immobiliare
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
18/02/2017
IL CONTO SALATO DI AFFILLOPOLI
29
9
Milano Finanza
18/02/2017
L'OCSE CI RIPROVA MA TARTASSARE LA CASA FA SOLO DANNI
(G.Salerno Aletta)
31
51
Milano Finanza
18/02/2017
PROPRIETA' PRIVATA (T.Campo)
32
1
Plus24 (Il Sole 24 Ore)
18/02/2017
L'ALTRA FACCIA DELLA CASA (V.D'angerio)
33
Rubrica
Politica locale
6
Corriere della Sera
18/02/2017
RAGGI AI FAN IN CAMPIDOGLIO "NON MOLLO, SIETE CON
ME" (A.arz.)
38
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
18/02/2017
IL PARTITO FRATELLI COLTELLI (M.Fortuna)
39
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
18/02/2017
LE PANTERE GRIGIE DI VIRGINIA RAGGI
40
39
Il Messaggero - Cronaca di Roma
18/02/2017
IL POPOLO PRO-RAGGI SCENDE IN PIAZZA: MA SOTTO LA LUPA
SONO SOLO IN DUECENTO (S.Canettieri)
41
8
La Repubblica
18/02/2017
LA SINDACA A CASALEGGIO "MARRA ONESTO E
TRASPARENTE" (M.Vincenzi)
43
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
18/02/2017
"VIRGINIA NON SEI SOLA" AL SIT-IN INSULTI AI CRONISTI (M.Favale)
44
.
PRIMO PIANO Sabato 18 febbraio 2017
Politica interna
Pd: Mentre il conto alla rovescia verso la scissione nel Pd sembra stia per giungere alla fine,
Matteo Renzi sta moltiplicando gli sforzi per evitare la fuga della sinistra del partito. Ma nella
giornata di ieri un nuovo evento ha complicato i piani del segretario: Graziano Delrio ha infatti
dichiarato in un fuori onda che “Renzi non ha fatto neanche una telefonata per scongiurare la
scissione”. L’episodio avrebbe fatto andare su tutte le furie l’ex premier, fornendo alla
minoranza nuovi elementi per dubitare della trattativa. Nonostante questo il telefono di Renzi è
caldissimo nelle ultime ore, con continui contatti con i vari sfidanti, tra cui il candidato Michele
Emiliano. L’offerta del politico di Firenze è quella di proseguire con il congresso in tempi brevi
(con primarie il 7 o 23 maggio), accantonare l’ipotesi del voto a giugno e infine organizzare
una convenzione nazionale che diventi una conferenza programmatica. La proposta non
sarebbe però stata accolta con favore dalla linea minoritaria, con Roberto Speranza convinto
che “il congresso non può concludersi prima di settembre e a votare dobbiamo andarci nel
2018”.
Roma: Le discussione a Roma riguardo il nuovo stadio sta coinvolgendo il M5S a livello
nazionale, tanto che il garante Beppe Grillo è intervenuto per riportare la situazione sotto
controllo. L’evento scatenante è stato il post di Roberta Lombardi contro la costruzione, dove lo
stadio è definito “una grande colata di cemento” che rovinerebbe Roma. Anche Luigi Di Maio è
intervenuto specificando che “è in corso una trattativa per cercare di coniugare i nostri valori
con la possibilità di portare a termine l’opera”. Grillo ha così ritenuto doveroso richiamare
all’unità tutti i pentastellati, specificando che “sullo stadio decidono la giunta e i consiglieri” e
che i parlamentari devono “pensare al loro lavoro”. Al Campidoglio la giunta Raggi sembra però
divisa e finora non è emersa una linea chiara. La stessa sindaca parrebbe più orientata verso il
no, trovandosi così d’accordo con la propria arcinemica Lombardi. Grillo avrebbe comunque
deciso di recarsi lunedì a Roma per un incontro con Raggi, così da chiarire in modo più definito
la questione. In serata è arrivato però un messaggio dalla Soprintendenza archeologica che
potrebbe far cessare discussioni e scontri: è stata infatti avviata una procedura per tutelare
l’area di costruzione, Tor di Valle, iniziativa che bloccherebbe i lavori ancora prima di partire.
Politica estera
Stati Uniti: La pubblicazione di un documento riservato ha contribuito a rinfocolare le
polemiche sulla gestione dei migranti irregolari da parte di Trump. Secondo il testo pubblicato
da Associated Press, undici Stati avrebbero la possibilità di schierare la Guardia Nazionale
(forze armate incaricate di gestire emergenze nazionali e calamità naturali) per procedere con
retate nei confronti degli irregolari. Nel documento viene comunque specificato che l’adesione
degli Stati è facoltativa. Il testo sarebbe firmato da John Kelly, segretario dell’Homeland
Security ma il portavoce Sean Spicer ha prontamente smentito la veridicità del documento:
“Non è un documento della Casa Bianca. Non c’è alcun tentativo di fare quanto potenzialmente
descritto”. Anche dall’Homeland Security è arrivata la smentita, pur non essendoci stata una
negazione dell’esistenza del dossier. Nel frattempo la tensione nel Paese resta alta, come ha
dimostrato la manifestazione di giovedì “Day Without Immigrant”, durante la quale migliaia di
immigrati non si sono presentati al lavoro, per dimostrare che senza di loro gli Stati Uniti si
fermano.
Tony Blair: Un grande protagonista della scena politica britannica è pronto a tornare. Con il
discorso di ieri, Tony Blair ha lanciato una sfida al leader del Labour Jeremy Corbyn,
appellandosi alla necessità di “costruire un movimento che sia trasversale e sappia ideare
nuove forme di comunicazione”. Tra gli obiettivi dell’ex premier vi è anche la Brexit, contro cui
si era schierato in campagna elettorale e ora criticata perché porterà la Gb a “sbattere contro
gli scogli”. Partendo dal presupposto che “il popolo ha votato senza conoscere che cosa
significasse davvero la Brexit”, Blair ha fissato la missione del suo movimento: persuadere i
britannici a cambiare idea. Anche in questo ambito si scontrerà con Corbyn, apparso finora
neanche troppo velatamente antieuropeista e accusato di aver favorito la vittoria della Brexit.
Economia e Finanza
Italia-Ue: Il 22 febbraio verrà presentato il rapporto sul debito pubblico italiano da parte della
Commissione europea. L’esito non promette, come anticipato, buone notizie per l’Italia, con un
giudizio negativo di Bruxelles, da cui non dovrebbe però arrivare ancora un ultimatum. La data
decisiva potrebbe invece essere quella del 20 marzo, durante la quale 19 ministri economicofinanziari della zona euro si riuniranno e all’ordine del giorno ci sarà il caso-Italia. Entro quella
data Roma dovrà fornirà segnali concreti per far fronte ai problemi dei conti. Da lunedì Padoan
sarà a Bruxelles per la due giorni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin e in quell’occasione potrebbe
discutere con gli interessati, in particolare con Pierre Moscovici per avere aggiornamenti sulla
possibilità di estendere lo “split payment”, con il quale potrebbe arrivare un miliardo aggiuntivo
dalle entrate nel 2017.
Intesa-Generali: Continua la partita a scacchi finanziaria tra Intesa Sanpaolo e Generali. Ieri
è stato il turno del Leone di Trieste, che ha deciso di comprare il 3,04% della banca guidata da
Messina, oltre ad avviare la procedura per “porre termine al prestito titoli” e a rendere noto
che è stata avviata un’operazione in strumenti derivati collateralizzati, per “coprire totalmente
il rischio” legato alle fluttuazioni delle azioni. Generali prosegue quindi nella strategia difensiva,
avendo bloccato finora Intesa, che al momento può procedere solo o con un’Offerta pubblica di
scambio o con un’Opa di almeno il 60% della società di assicurazioni. Nel frattempo il
presidente del Leone, Gabriele Galateri, pare aver aperto una porta: “Se ci fossero ipotesi di
collaborazione industriale, valide e che rispettino anche un po’ la governance, evidentemente
le valuteremo”. Da parte di Intesa finora tutto tace, mentre in minima parte si è esposto Oliver
Baete di Allianz, senza negare né smentire un interessamento a Generali ma affermando che la
sua società è sempre disponibile ad acquisizioni che “si adattano bene” al gruppo.