martedì 14 febbraio 2017
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Sommario Rassegna Stampa
Pagina Testata
Rubrica
Data
Titolo
Pag.
4
Edilizia
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
14/02/2017
CONDONO EDILIZIO, SPARITI DAI CONTI 21 MILIONI DI EURO
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
14/02/2017
STADIO, IL GIORNO DEL GIUDIZIO MA NON DECIDERA' L'ASSESSORE 6
(D.Arzilli)
18
Il Tempo
14/02/2017
"FACCIA RIPARTIRE I CANTIERI E VEDRA' CHE LE BUCHE LE
RIPARIAMO NOI" (M.Matteoni)
8
12
MF - Milano Finanza
14/02/2017
PALLOTTA FA UN PASSO VERSO RAGGI (A.Satta)
9
12
MF - Milano Finanza
14/02/2017
SI DISCUTE TANTO, MA NON DELL'INTERESSE DI ROMA (G.Caudo)
10
11
Rubrica
Lavori pubblici
35
Il Messaggero - Cronaca di Roma
14/02/2017
"SU TOR DI VALLE VOGLIAMO VOTARE ANCHE NOI SUL
BLOG" (M.Evangelisti)
35
Il Messaggero - Cronaca di Roma
14/02/2017
DOSSIER SUL "PROFESSORE" SOTTO OSSERVAZIONE (S.Canettieri/L.De 12
Cicco)
6
La Repubblica
14/02/2017
RAGGI: "BERDINI, LA PAZIENZA E' FINITA" (M.Favale)
14
6
La Repubblica
14/02/2017
STADIO, ARCHISTAR E VERDI IN CAMPO CONTRO VIRGINIA
"SPECULAZIONE MONSTRE" (L.D'albergo)
15
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
14/02/2017
DOSSIER DALLA METROPOLITANA ALLA CITTA' DELLA SCIENZA LE
GRANDI INCOMPIUTE
17
3
La Repubblica - Cronaca di Roma
14/02/2017
PARTITA FINALE SU TOR DI VALLE ULTIMO RITOCCO AL PROGETTO
PER STRAPPARE IL VIA LIBERA M5S (L.D'albergo/M.Pinci)
19
14/02/2017
ALLE INFRASTRUTTURE IL 30,5% DEL BUDGET (N.p.)
20
Rubrica
7
Rubrica
Viabilita' e trasporti
Il Sole 24 Ore
Mercato immobiliare
21
Il Giornale
14/02/2017
CDP RISCHIA DI INCIAMPARE SUL MATTONE (C.Conti)
21
36
Il Sole 24 Ore
14/02/2017
PER L'EDIFICABILITA' DEL TERRENO E' SUFFICIENTE IL PIANO
GENERALES (M.Bonazzi)
22
1
Il Tempo
14/02/2017
"ANNI DI' OKKUPAZIONI BOLLETTE MILIONARIE! " (F.Musacchio)
23
Rubrica
Urbanistica
39
Il Messaggero - Cronaca di Roma
14/02/2017
"FIERA DI ROMA: AUMENTO DI CAPITALE SOLO SE C'E' UN PIANO DI
RISANAMENTO"
26
19
Il Tempo
14/02/2017
GARBATELLA FESTEGGIA 97 ANNI DI' STORIA (D.Verucci)
27
4
La Repubblica - Cronaca di Roma
14/02/2017
REGIONE, 13 MILIONI PER L'EX GIL DI OSTIA
29
7
Libero Quotidiano
14/02/2017
GRATTACIELI, NEGOZI, RISTORANTI: UN AFFARE DA OLTRE DUE
MILIARDI
30
Rubrica
Politica locale
6
Corriere della Sera
14/02/2017
EPILOGO SURREALE DELL'INCAPACITA' DI DECIDERE (S.Rizzo)
31
6
Corriere della Sera
14/02/2017
LA SINDACA "PROCESSA" IL LAVORO DI BERDINI (A.Arzilli)
32
7
Corriere della Sera
14/02/2017
L'SMS DI DI MAIO A RAGGI: "MARRA SERVITORE DELLO
STATO" (F.Sarzanini)
33
5
Il Fatto Quotidiano
14/02/2017
MARRA IN CARCERE: IN ATTESA DELLE CARTE, NON PARLA (V.Pacelli) 35
1
Il Messaggero
14/02/2017
L'IRONIA DI BERDINI FA INFURIARE VIRGINIA (S.Canettieri)
6
Il Messaggero
14/02/2017
M5S E LA POST VERITA' SULLO STADIO "UNA PROMESSA". MA NON E' 39
VERO (M.Ajello)
7
Il Messaggero
14/02/2017
II EDIZIONE DI MAIO A RAGGI: "MARRA UN SERVITORE DELLO
STATO" (V.Errante/S.Menafra)
41
35
Il Messaggero - Cronaca di Roma
14/02/2017
IL CASO BERDINI PARALIZZA LA GIUNTA (F.Rossi)
43
1
Il Sole 24 Ore
14/02/2017
BERDINI APPESO A UNA "DUE DILIGENCE" (M.Perrone)
45
36
Sommario Rassegna Stampa
Pagina Testata
Rubrica
Data
Titolo
Pag.
Politica locale
19
Il Sole 24 Ore
14/02/2017
MARRA E L'IPOTESI GIUDIZIO IMMEDIATO PER CORRUZIONE
(I.Cimmarusti)
46
1
La Repubblica
14/02/2017
M5S, LE CHAT CHE SMENTISCONO DI MAIO SCRISSE A RAGGI:
"MARRA E' UNO DEI MIEI" (C.Bonini)
47
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
14/02/2017
ENNESIMA GAFFE GRILLINA "DELIBERA NON VOTABILE"
49
7
La Repubblica - Cronaca di Roma
14/02/2017
MAFIA CAPITALE DA ZINGARETTI A LUCARELLI NUOVI TESTIMONI
(F.Angeli)
50
9
La Stampa
14/02/2017
RAGGI, IL LUNGO ADDIO A BERDINI UN POOL PER BOCCIARE IL SUO 51
LAVORO (F.Capurso/E.Izzo)
PRIMO PIANO Martedì 14 febbraio 2017
Politica interna
Pd: Congresso subito e linea renziana approvata. Durante la direzione del Pd di ieri è passata,
con largo vantaggio (107 voti a favore, 12 contrari, 5 astenuti), la proposta del segretario per
accelerare i tempi e partire subito con l’organizzazione del congresso perché, secondo le parole
di Renzi “la resa dei conti interna è durata fin troppo”. Nel weekend, durante l’assemblea
nazionale, si decideranno le date per la partenza della prima fase del congresso, dove gli
iscritti ai circoli partecipano come protagonisti. In seguito scatterà la seconda fase, con il
coinvolgimento dei simpatizzanti che potranno esprimere le loro preferenze sul leader. Renzi
ha però avvertito che la sconfitta dovrà essere riconosciuta: “Chi perde il giorno dopo dia una
mano, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi vince le primarie”. L’ex premier sembra
infatti preoccupato dalla scissione che potrebbe arrivare il giorno dopo la nomina del nuovo
leader. Il segretario troverà sicuramente tra i suo avversari Michele Emiliano, che ieri ha
confermato la sua candidatura. Una conseguenza del blitz sul congresso sarà il probabile
slittamento del voto anticipato, che non si terrà a giugno come desiderava Renzi. Tra i meno
soddisfatti vi è il ministro Andrea Orlando, convinto che “servirebbe una conferenza
programmatica, non il congresso”.
Luigi Di Maio: Si infittiscono i rapporti tra Luigi Di Maio e Raffaele Marra, dopo le nuove
informazioni avute dalla chat telefonica “quattro amici al bar” il 10 agosto 2016 e trovate sul
cellulare sequestrato di Marra. Dai messaggi si evince, come riporta Repubblica, che in realtà
Di Maio non fece pressioni per cacciare Marra, poiché quest’ultimo era definito dal
parlamentare pentastellato un “servitore dello Stato” e “uno dei miei”. Sono emersi anche dei
dettagli del noto incontro tra Di Maio e Marra e in un messaggio si legge che “l’incontro andò
molto bene” e che Marra considerava quell’incontro (avvenuto il 6 luglio) “un punto di svolta.
Evidentemente mi sbagliavo”. Durante il faccia a faccia quindi il vicepresidente della Camera
sembra non aver intimato Marra a lasciare la propria carica, come ha recentemente dichiarato.
Le frasi riportate appartengono però solo a una versione di Marra sulla chat e potrebbero
essere state mosse proprio dalla delusione del collaboratore di Raggi dovuta a un incontro
negativo con Di Maio.
Politica estera
Usa: Nonostante la continua pressione mediatica su Michael Flynn, Donald Trump ha deciso di
scansare le domande e non commentare le voci che vorrebbero le dimissioni di Flynn
imminenti. L’attuale consigliere per la sicurezza nazionale è finito nella bufera dopo la scoperta
di un incontro avvenuto prima delle elezioni statunitensi con Sergey Kislyak, ambasciatore
russo in Usa, in cui si discuteva di un’eventuale ritiro delle sanzione per Mosca. La questione
dovrà essere ora analizzata dal Congresso, dove anche molti repubblicani potrebbero schierarsi
contro Flynn. Nel frattempo sul fronte migranti sembra confermato che l’amministrazione
riscriverà il bando e non continuerà la battaglia legale. Ieri Trump ha ricevuto a Washington il
premier canadese Justin Trudeau, definito dal presidente Usa “un ottimo partner commerciale”,
e con il quale discuterà degli scambi tra i loro Paesi. Il Tycoon newyorchese è infine tornato sul
lancio del missile nordcoreano, descrivendolo come “un grosso, grosso problema” e
promettendo che gli Usa se ne occuperanno “con grande forza”.
Libia: Dopo un anno dall’ultimo incontro, il premier libico Fayez Al Serraj e il generale Khalifa
Haftar avrebbero fissato un faccia a faccia in Egitto. Oltre a quello con il generale, suo
principale avversario, Serraj ha organizzato una serie di incontri con le fazioni in lotta sul
territorio libico, così da poter trovare un compromesso alle divisioni che reggono ancora. La
proposta del premier libico sarebbe quella di interrompere gli scontri per poter indire nuove
elezioni parlamentari, in cui sarebbero coinvolte tutte le fazioni. L’idea di Serraj avrebbe il
favore di Algeria, Tunisia, Turchia ed Egitto, mentre è in progetto un viaggio a Mosca per
convincere anche Putin. Ma all’orizzonte si profila una nuova minaccia per la tranquillità della
Libia: a Tripoli sono infatti comparse delle milizie che appoggiano l’ex premier Khalifa Gwell,
defenestrato da Serraj nel marzo 2016. Ieri nel frattempo ha esordito con una riunione la
commissione italo-libica creata per contrastare l’immigrazione clandestina, diminuita nelle
ultime settimane a causa di condizioni meteo non ottimali.
Economia e Finanza
Previsioni Ue: L’Italia è isolata nella crescita del Pil, restando l’unico Paese dell’Ue con un
tasso sotto l’1%. E’ questo l’esito delle previsioni economiche presentate ieri da Pierre
Moscovici, dove l’Italia raggiunge il valore di +0,9% per il 2017, esattamente la metà della
media europea del +1,8% e sensibilmente sotto quello della zona euro (+1,6%). Il ritmo di
crescita italiano è “costante” ma “moderato” e, secondo quanto dice la Commissione, deve far
fronte alla “incertezza politica e al lento aggiustamento del settore bancario”. Nonostante
questo Moscovici non ha posto “nessun ultimatum” all’Italia, che il 22 febbraio conoscerà
l’analisi di Bruxelles sul proprio debito pubblico. Il commissario agli Affari Economici è rimasto
comunque soddisfatto dai segnali arrivati dal governo dopo la richiesta di un aggiustamento
dei conti, facendo riferimento alla lettera del 7 febbraio inviata da Padoan. Tra gli altri numeri
per il 2017 dell’Italia vi è una disoccupazione dell’11,6%, un rapporto deficit/Pil del 2,4% e
impatto del debito pubblico salito al 133,3%.
Manovra: Alla direzione del Pd era presente anche Pier Carlo Padoan, che non ha preso la
parola ed ha ascoltato il discorso di Matteo Renzi sulla necessità di non puntare su nuove
tasse: “I 3,4 miliardi si recuperano ma con un disegno che consenta di continuare la curva
della crescita e non aumentando le accise”. Queste però rappresentano allo stato attuale il
piatto forte della correzione di Padoan (previsti 1,5 mld di entrata da aumento su benzina e
sigarette) e l’intervento del segretario Pd crea inesorabilmente un solco tra Renzi e il Pd con il
ministro dell’Economia. Una distanza che si percepisce anche in ambito di ricette anti-debito,
dove Graziano Delrio ha affermato di “avere dei problemi a privatizzare le Frecce con dentro il
trasporto dei pendolari” perché “non tutto è riconducibile al tema economico, e noi abbiamo
bisogno di parlare di principi”. E anche sulla vendita della seconda tranche di Poste la posizione
del Pd sembra essere lontana dalle idee di Padoan.